Carlo Verdone: «Cara Roma mi metti addosso una malinconia...»

«Serve Ranieri e un gioco tipo Genoa».
C’è poco da ridere. La Roma intristisce anche il princi­pe romano della risata, l’attore e regista Carlo Verdone, tifoso giallorosso con due pugni «co­sì», come il compianto Mario Brega nel film Un sacco bello.

Come sta vivendo questo mo­mento particolare della Roma?

«E come vuole che lo viva? So­no deluso e amareggiato, come tutti i tifosi. Abbiamo capito che questa Roma non ce la fa e ci siamo messi l’animo in pace. Ora spero che non si perda l’ul­timo traguardo possibile, la partecipazione alla Coppa Ue­fa. Sarebbe triste ritrovarci fuo­ri dall’Europa».

Il ciclo di Spalletti è finito?

«Mi pare proprio di sì. Credo che Spalletti andrà via. Pur­troppo noi tifosi non sappiamo tante cose. Non conosciamo i motivi che hanno portato que­sta squadra a squagliarsi. Non sappiamo perché giocatori che dovevano fare la differenza ab­biano deluso. Non sappiamo perché ci sia stata questa valan­ga d’infortuni. E non sappiamo perché ci sia stato un record di espulsioni».

A chi affiderebbe il dopo-Spal­letti?

«Mah...vedo molta confusione. Se resta Spalletti, dovrà rifon­dare la squadra. Ma come fa Spalletti a restare in questa si­tuazione? Ecco, per me serve un uomo di polso, uno come Ranieri. Lo sanno tutti che i pro­blemi della Juventus non sono legati a Ranieri, ma ad un grup­po di giocatori anziano e spre­muto. Ranieri è romano, ha esperienza. Lui potrebbe esse­re l’uomo giusto».

Che cosa sogna il tifoso romani­sta?

«Sogna una squadra divertente e spettacolare come Barcello­na, Manchester United e Chel­sea. Sogna una società in gra­do di acquistare i campioni. Io, però, sogno anche un calcio ita­liano diverso da quello attuale. Il nostro livello è deprimente. Le azioni di gioco durano ot­to- dieci secondi, poi arriva il fallo. I minuti effettivi nel no­stro campionato sono appena un terzo, al massimo trenta mi­nuti. In Italia si pratica un cal­cio vecchio, confuso, nervoso. Mi piace solo il Genoa. Ha avu­to un momento di calo, ma è l’unica squadra che cerca di gio­care bene. Il resto è un pianto».

Fonte: Gazzetta dello Sport