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Esclusiva Goal.com - Sulla 50ª stella del nuovo stadio Juve, Davids la pensa come i tifosi: "Dovrebbe andare agli juventini veri... e io lo sono! Dato tutto per quella maglia"

“Accendi una Stella” è l’ottima iniziativa di Marketing della Juventus che prevede la divisione del nuovo stadio in settori, ciascuno dei quali dedicato ad un campione del passato: 50 in totale. Chiunque può “comprarne” un pezzettino, legando indissolubilmente il suo nome al proprio campione preferito, vedendolo apposto proprio lì, su una placca metallica, al fianco di quello del suo idolo.

E tra questi, alcuni sono già “esauriti”, perché più di altri ambiti dai tifosi bianconeri – pensiamo a icone della storia juventina come Platini, Boniperti, Scirea, Nedved e lo stesso del Piero – ma alcune scelte hanno fatto – e tuttora fanno – discutere. Tra tutte, quella di Zbigniew Boniek, indiscusso protagonista della fantastica Juve degli anni ’80 (ed anche della Roma), ma anche salace opinionista una volta attaccate le scarpe al chiodo. Giudizi schietti e mai banali, che non sempre sono piaciuti ai tifosi bianconeri, che li hanno spesso giudicati offensivi.

Ma ci sono anche tanti altri giocatori che sono rimasti nell’immaginario dei supporter della Vecchia Signora e che, tuttavia, non avevano trovato nemmeno un posticino nel nuovo stadio: c’era Boniek, appunto, ma non Edgar Davids, ad esempio, indimenticato pitbull che ancora oggi si vede disegnato sulle effigi dei tifosi in curva, insieme a quelle di altre icone del passato del livello di Nedved e Zidane.

La società, dunque, ha deciso di 'sospendere' Boniek e rimettere in palio la sua stella. E tra i candidati alla successione, c'è proprio lui: Edgar Davids. Così, abbiamo provato a stuzzicare l’ex centrocampista di Juve e Olanda, ovviamente non rimanendo delusi dalle sue risposte, come sempre essenziali, ma dirette.


 
Allora Edgar, avrai sentito della recente polemiche tra i tifosi sull’iniziativa e sulla scelta delle stelle del nuovo stadio: i tifosi della Juve non gradivano Boniek e hanno spinto per la sua sostituzione. Tra i nomi più gettonati, ora, c'è Edgar Davids: che effetto ti fa?Sono ovviamente orgoglioso che i tifosi si ricordino di quanto ho fatto in passato e lo apprezzino ancora oggi. E’ naturalmente una bella cosa, che mi rende felice”.
 
Che effetto ti ha fatto, però, non essere stato incluso fin da subito tra i 50 eletti? “A dire la verità, un po’ mi è dispiaciuto. Tutti sanno che ho dato più del 200% per la Juve e mi considero ancora oggi uno juventino doc (testuale, ndr)”.
 
Perchè credi di meritare meritare uno spazio nel nuovo stadio? “I tifosi hanno scelto le stelle, sceglieranno anche l'ultima e se loro pensano che non abbia fatto abbastanza per meritare un posto tra i prescelti, devo accettare la decisione. Ma questo – ci tengo a sottolinearlo – non significa che amerò meno un club che mi ha dato tanto e che ancora oggi ha uno spazio speciale nel mio cuore”.
 
Nella lista, tra l'altro, ci sono giocatori che hanno vestito tante maglie e non sono chiaramente identificabili come icone della storia bianconera: tu invece, ancora oggi, sei amato dai tifosi e sei un grandissimo juventino... “Tutti sanno che sono un vero juventino. Tuttavia, i tifosi che seguono la Juve da tanto tempo sanno distinguere tra chi dovrebbe ricevere un riconoscimento così importante, da chi, invece, non lo meriterebbe affatto...”.
 

Cosa ti ha lasciato la Juve dentro?Ricordi indelebili e insegnamenti indimenticabili, da trasmettere ai giovani per far capire loro la cultura del lavoro e del successo. Se, poi, penso al mio rapporto coi tifosi, beh, ancora adesso mi vengono i brividi. Quando sento cantare la mia canzone, mi scoppia il cuore”.
 
E tu, invece, cosa credi di aver dato alla Juve?
Semplicemente tutto me stesso”.
 
Segui ancora la Juventus?Certo che sì, seguo tutto, chiedo sempre i risultati e come se la passano i giocatori della mia ex squadra. Seguo sui siti, ovviamente anche su Goal.com e appena ne ho la possibilità leggo i quotidiani italiani per informarmi”.

Ti piacerebbe un giorno tornare a Torino e lavorare nella Juve? Magari con il settore giovanile? “Io sono sempre a disposizione delle squadre nelle quali ho giocato e ovviamente soprattutto di un club come la Juve. Sarei onorato di poter essere d’aiuto per la società e lo farei in qualsiasi modo se mi fosse concessa questa opportunità”.
 
Qual è il ricordo più bello che ti porti dentro dell'esperienza juventina? “Ricordo ogni vittoria come se fosse ieri e - con molto piacere e un po’ di nostalgia  - anche gli incontri con il Signor Agnelli (testuale, ndr)”.
 
Senti ancora qualcuno di quei bellissimi anni in bianconero? “Ho ancora tanti amici in Italia e in particolare tra i miei ex compagni della Juve, ma non solo con i giocatori, anche con persone che semplicemente lavoravano per il club”.
 

C'è qualcun altro dei tuoi compagni che credi meritasse di essere preso in considerazione per l'assegnazione delle stelle e invece non è stato considerato? Tutti i giocatori che hanno dato tutto per la maglia, per tanti anni - e l’hanno portata al successo - meriterebbero di avere una stella nel nuovo stadio”.

Non vi sembra l’identikit di un Pitbull olandese di nome Davids?