Esclusiva Goal.com - Osio il Brasile l'ha provato e avverte Bobo: "Bello, ma non facile"

Uno spaccato dell'avventura del "Sindaco" nella sua esperienza brasiliana.

"Come potrei definirla? Una fantastica avventura". Caro Christian Vieri, se sei davvero deciso a volare verso il campionato brasiliano, magari per riabbracciare il tuo ex compagno Ronaldo, goditi questi consigli per il "viaggio" nel calcio verdeoro firmati Marco Osio.

"Il Sindaco", così come è stato soprannominato ai tempi di Parma, ha motivi per parlare del calcio brasiliano. E' infatti  uno dei pochissimi italiani che ha avuto la chance di giocare proprio in Brasile nel 1995, nel Palmeiras. E noi di Goal.com siamo andati a chiedere al Sindaco quali fossero gli aspetti più interessanti della sua avventura.

"Anzitutto - ci ha detto Osio in Esclusiva per Goal.com - la grandezza delle città. Arrivato a San Paolo avrò volato per venti minuti sopra la megalopoli, vedendo di tutto dall'alto: dai grattacieli alla foresta, dal fiume ai quartieri residenziali, alle favelas. Là si può davvero entrare in contatto con tutto ed in un solo attimo". E' stata un'avventura, questa la definizione data da Osio alla sua esperienza "favorita dal fatto che io, svincolato dal Torino, ho accettato al volo la possibilità proposta dalla Parmalat Italia (che era lo sponsor della squadra, ndr). Anche perché ero sposato da poco e non avevo grossi vincoli...".

All'arrivo, subito una sorpresa. "Gran parte dei compagni di squadra - ci ha raccontato - mi hanno preso e portato in una churascoria per una festa di benvenuto. C'era davvero gran parte dello spogliatoio, tra i tanti ricordo Cafù, Zago, Rivaldo. Carne e birra a volontà per dare inizio alla mia esperienza nella loro squadra. Un modo particolare e molto interessante per farvi capire come si viva il calcio da quelle parti". Non solo. "Se dovessi dare uno spaccato di quello che mi ha colpito davvero parlerei anche del modo di organizzare il calcio là. Si gioca praticamente un giorno sì ed uno no. Mi capitava di non avere neanche il tempo di disfare la valigia perché il calendario prevedeva già una nuova sfida, dato che in Brasile tutto è molto... labile soprattutto per via delle esigenze televisive".

Altre chicche, altri racconti, specie sul rapporto col calcio in base alla latitudine. "A San Paolo sono molto più seriosi nell'affrontare il mestiere di calciatori, mentre Rio... ti dà sicuramente più brio nella vita di tutti i giorni. Feste, spiaggia, belle donne. Ed uno stile di vita nettamente diverso, diciamo più allegro. Ricordo addirittura che i miei colleghi del Flamengo si allenavano poco in campo, poi andavano in spiaggia a giocare al beach soccer divertendosi e bevendosi qualche birra...". E' qui che volevamo arrivare. Potrebbe essere questo un "rischio" per le prestazioni di Bobo, qualora decidesse di vestire una maglia del Brasilerao? "Non parlerei di rischio, perché Vieri ha sempre dimostrato di non essere uno sprovveduto e soprattutto è una persona che ha vissuto nel mondo, a volte risultando fuori dagli schemi in Italia. Dovessi dirgli una cosa da cui "guardarsi" penserei subito al fatto che girando in strada si troverebbe tutti i giorni con tantissimi tifosi che lo fermeranno per strada. Perché in Brasile, specie nelle favelas, la vita è Samba e calcio".

Insomma, caro Bobo, attenzione agli orari a quella che in Spagna chiamerebbero "movida". "Sono del parere che questo però non sia un rischio per Christian, uno come lui certe cose sa gestirle, altrimenti non avrebbe fatto la grandiosa carriera che ha fatto. Dovessi dargli davvero un consiglio gli direi di non pensare che in attacco, là, avrà vita facile. Non è vero: le prime cinque-sei squadre sono organizzate tanto quanto quelle di casa nostra. Certo è che se da noi l'Inter può soffrire contro chi lotta per la salvezza, là tra 'grandi' e 'piccole' non c'è partita...".

Daniele Perticari