Speciale Goal.com - Edwin Van Der Sar: da BIDONE a uomo STORIA

Letteralmente scappato da Torino, l’olandese è diventato uno dei migliori interpreti del suo ruolo.
Se chiedete ad un qualsiasi tifoso juventino chi è il portiere che hanno criticato più di tutti, non c’è nessun dubbio: la risposta sarà Edwin Van der Sar. Eppure analizzando la carriera dell’attuale portiere del Manchester, si ha l’impressione di avere a che fare con uno dei portieri più vincenti di tutti i tempi, in grado di collezionare record su record.

La sua carriera inizia tra le fila dell’Ajax, nella stagione 93-94, con Van Gaal in panchina. E’il periodo che precede il declino dei lancieri, in grado l’anno successivo di alzare la Champions League per la quarta volta nella storia. L’anno successivo gli olandesi, grazie alle parate di un super Van der Sar, riescono a vincere anche l’Intercontinentale ai danni dei brasiliani del Gremio. Nel frattempo Edwin fissa il nuovo record di imbattibilità in Coppa Campioni. Numeri importanti, che nel ’99, l’anno dell’addio ai lancieri, gli valgono la passerella all’Amsterdam ArenA, con il pubblico in piedi ad applaudire. Il ragazzo insomma promette davvero bene e per lui arriva la chiamata della Juve. Riuscirà il buon Edwin a ripetere la stessa scena d’addio con tanto di ringraziamenti, alla fine della sua carriera in maglia bianconera?

Edwin si presenta a Torino con un fardello importante: è il primo portiere straniero nella storia della Vecchia Signora
: una responsabilità importante. E ad essere sinceri l’olandese inizialmente se la cava egregiamente, contribuendo alla vittoria dell’Intertoto e alla fuga juventina fino a metà campionato. L’acquazzone di Perugia e la rimonta della Lazio però, vanificarono gli sforzi, e lo scudetto sfumò. Niente male però la stagione di Edwin: 19 goal subiti in 32 presenze. E poi? E poi il disastro: stagione 2000-2001, Van der Sar oltre ad avere problemi di natura personale mai svelati, accusa anche problemi alla vista. Per un portiere dev’essere davvero dura. E infatti Edwin non la vede mai: a Roma contro la Lazio ingenuità su tiro debole di Salas, e saponetta su punizione di Paulo Sousa contro il Panathinaikos. Arrivano fischi, sonori. Il portierone olandese però ha una volontà di ferro e a suon di ottime parate riesce a riconquistare la fiducia dell’ambiente. L’episodio chiave della sua carriera avviene in un Juve-Roma, decisiva per lo scudetto. Nakata fa partire un tiro dal limite, Van der Sar ci arriva, ma sbaglia totalmente la direzione della respinta, consentendo a Montella di insaccare il goal scudetto. Alla fine dell’anno cambiamenti radicali, Ancelotti esonerato e Zidane che cambia aria. Insomma un terremoto. Edwin non può far altro che fare le valigie, destinazione Inghilterra.

Dal 2001 al 2005 veste la maglia del Fulham, dove non sbaglia nulla e mostra a tutti di essere tornato su altissimi livelli. Le sue prestazioni gli valgono la chiamate dello Manchester United che dopo l’addio di Schmeichel ha diversi problemi con i portieri. E qui Edwin sembra aver trovato la sua dimensione ideale, contribuendo sempre, e in maniera decisiva, alle vittorie di 2 campionati inglesi, 2 FA cup, 2 community shield, una Champions League e un Campionato del Mondo per club. E, ciliegina sulla torta, il 27 gennaio scorso, ha fatto registrare il nuovo record di imbattibilità della Premiership, mantenendo la porta inviolata per undici partite, record ancora attivo a livello personale ed arrivato oggi, grazie ai 1202 minuti (sabato non ha giocato) ad un passo dal secondo posto tra le serie di "cleen sheets" all around the world. Il primo posto è infatti di Mazaropi, portiere del Vasco da Gama degli anni '70 che arrivò addirittura a 1816 minuuti

Numeri di un campione finalmente ritrovato, e che dopo l’esperienza torinese è stato in grado di ricostruirsi e di ripartire da zero. E guai a chiamarlo bidone!

Alessio Avitabile

Guarda alcuni dei momenti più significativi della carriera di Edwin Van der Sar