Speciale Goal.com - La Top 5 dei portieri-Liga: Casillas=Zamora!

Uno speciale dedicato ai migliori estremi difensori che militano nella Liga spagnola.
La Spagna ha dato i natali al primo grande portiere della storia: Ricardo Zamora, El Divino. Guascone con il suo cappello di pezza e il maglioncino dall’immancabile colletto bianco, celebre per aver portato a termine un epico Spagna-Inghilterra nonostante si fosse rotto lo sterno, a lui è intitolato il trofeo per il portiere meno battuto della Liga.

Un omone basco, a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, si avvicinò a raccoglierne l’eredità nell’immaginario collettivo: Andoni Zubizarreta, storico baluardo di Athletic Bilbao, Valencia e soprattutto Barcellona, 126 presenze (record) nella nazionale spagnola. Nessuno, forse, è però riuscito a entrare nel cuore degli spagnoli come l’attuale numero 1 della Furia Roja, fenomeno assoluto e protagonista degli ultimi trionfali campionati europei. Oltre l’estremo difensore dei blancos madrileni, molti altri ottimi portieri popolano il campionato iberico: rimangono fuori dalla nostra top 5, infatti, buoni interpreti del ruolo come Palop, terzo portiere della Seleccion in Austria&Svizzera, Daniel Aranzubia, ex Athletic  ora in Galizia con il Depor e i due estremi difensori dell'Atletico Madrid, Leo Franco e Gregory Coupet (portiere ormai anziano talvolta erroneamente bistrattato nel corso della sua carriera).

Quinto - Victor Valdes  (14/1/1982) FC Barcellona

Mettiamolo subito in chiaro: non è un portiere all’altezza di un grandissimo club come il Barcellona. Non eccezionale tra i pali, troppo spesso disattento, talvolta insicuro nella presa conclude spesso l’intervento in due tempi. A onor del vero, però, dobbiamo aggiungere abbia una straordinaria qualità: è tra i migliori, se non il migliore in assoluto, nelle uscite. Uscite basse, disperate, quelle che un tempo si amavano definire “a valanga”: Victor Valdes è difficilissimo da battere nell’uno contro uno grazie ad una scelta del tempo perfetta e un coraggio ai limiti dell’imprudenza.

Quarto - Idriss Kameni  (18/2/1984) RCD Espanyol


Idriss Kameni... a qualcuno fischieranno le orecchie in quel di Vinovo. Cresciuto in Francia al Le Havre, il simpatico camerunense, infatti, nel lontano 2001 sostenne un provino per la Juventus venendo poi scartato dai dirigenti bianconeri. Si impone all’Espanyol, secondo club di Barcellona, e vince così il personalissimo derby per la nostra classifica con il collega azulgrana. Idolo della propria tifoseria, oro olimpico alle Olimpiadi di Sidney e miglior portiere del continente nero nel 2007, Kameni è un portiere atipico. Magari non irreprensibile nella pulizia degli interventi eppure efficacissimo e spettacolare, se in giornata quasi insuperabile. Ampissimi, infine, i margini di miglioramento vista la giovane età.

Terzo - Diego Alves (24/6/1985) Almeria

Altro giovanissimo. Altro grandissimo talento. Altro maestro della spettacolarizzazione dell’intervento. Arrivato all’Almeria dall’Atletico Mineiro, il brasiliano guadagna i galloni di titolare a stagione in corso e impone la sua classe. Anche lui come Kameni ancora non sicurissimo nella presa, un gradino più in alto rispetto al collega perché appare più completo tecnicamente, più pronto, al momento, per un eventuale grande salto. Convocato da Dunga per le Olimpiadi di Pechino, ha stabilito il record di 617 minuti di imbattibilità nella Liga nonostante difenda i pali di una medio-piccola come l’Almeria.

Secondo - Diego Lopez  (3/11/1981) Villareal CF


Per due anni al Santiago Bernabeu come riserva di Iker Casillas, arriva nel 2007 al Villareal. Trova continuità affermandosi come portiere solido, completo, attento e soprattutto continuo, principale qualità per poter ambire a un grande club. Bravo a neutralizzare i calci di rigore, estremamente reattivo, sembra maturo per il grande salto: pare pensarla così anche il Barcellona che avrebbe individuato in lui il futuro difensore dei pali del Camp Nou, il Villarreal lo valuta ben 20 milioni di euro...

Primo - Iker Casillas (20/05/1981) Real Madrid CF

Talvolta sfida l’impossibile. Buffon è La tecnica. Julio Cesar il riflesso. Casillas? Vola. Si ribella alla forza di gravità. Danza nell’aria mosso da un’agilità divina. Noi Italiani siamo ancorati all’idea che il nostro sia tutt’oggi il miglior campionato del mondo. La cosa, anche in maniera inconscia, spessissimo non ci fa gettare lo sguardo oltre i confini della Serie A prima di affermare fieri e sgombri da ogni dubbio "è il più forte del mondo!". Il capitano della squadra campione d’Europa ne è un esempio:  il dubbio Buffon-J.Cesar arrovella il Bel Paese, nessuno che si preoccupi di tirar fuori il buon Iker, neanche per un umile paragone. Non vogliamo commettere lo stesso errore dicendo a nostra volta che il più forte sia indubbiamente lui, ma un fenomeno simile meriterebbe di esser preso quantomeno in considerazione...

Gianpiero Versace