Calcio&Finanza - Azerbaijan e Atletico Madrid, lo strano patto: i retroscena

Storia e curiosità sul 'particolare' jersey sponsor dell'Atletico Madrid: l'Azerbaijan, un'intera nazione che punta al rilancio. Anche tramite il calcio.
Azerbaijan “Land of Fire”, questo è lo slogan che da più di un anno campeggia sulle magliette dell’Atletico Madrid, rivale del Milan in Champions League. La sponsorizzazione dello stato caucasico, siglata nel gennaio del 2013, sta garantendo ai “colchoneros” in un anno e mezzo, una cifra di 12 milioni di euro.

Ma, quale può essere il ritorno economico di un Paese come l’Azerbaijan con una simile sponsorizzazione?
E’ indubbio che l’accordo stipulato con l’Atletico serva a promuovere un’immagine positiva del Paese sulla scena mondiale. Secondo gli ultimi rapporti internazionali, l’Azerbaijan di fatto non è una vera e propria democrazia.

L’attuale presidente Ilham Aliyev, che alle ultime elezioni ha ottenuto l’85% dei consensi, rappresenta la seconda generazione di una famiglia che governa il Paese ormai da 19 anni. L’Azerbaijan, paese affacciato su Mar Caspio, può contare su grandi risorse petrolifere e su una posizione strategica, che ne fa un alleato indispensabile per la sicurezza energetica dei paesi europei. Ne è un esempio l’accordo internazionale sottoscritto lo scorso dicembre, per la realizzazione del Trans-Adriatic Pipeline (Tap), il gasdotto che trasporterà gas dall’Azerbaijan all’Europa, con sbocco a Melendugno, nel Salento.

Ma la forza economica del Paese è in crescita non solo per le sue risorse energetiche da poter distribuire all’Europa: i servizi, il commercio e soprattutto l’edilizia sono i settori che ne stanno aiutando l’ascesa. Una linea si sviluppo precisa, che prevede di staccare in futuro l’ex repubblica sovietica dai pozzi di petrolio.

E così, negli ultimi anni, sono stati spesi 140 miliardi di dollari che hanno generato un milione di nuovi posti di lavoro, ridotto il tasso di disoccupazione al 5,1% e il livello di povertà al 6%. Il tutto accompagnato anche da investimenti in infrastrutture, promozione turistica e sport: la capitale, Baku, aveva partecipato senza successo alla gara per ospitare i giochi olimpici del 2020 ed ha ottenuto l’assegnazione dei primi Giochi Europei, che si disputeranno nel 2015.

E’ certo quindi che la presenza nello sport, ed in particolare nel calcio, consente ad un Paese come l’Azerbajian di avere una grande copertura mediatica e di offrire un’immagine positiva di se. Una strategia di comunicazione simile a quella che stanno utilizzando Qatar ed Emirati Arabi che, con i nomi delle proprie fondazioni e compagnie aeree, stanno finanziando molti top club europei.

Con l’obiettivo di massimizzare il proprio reddito e con l'insorgenza delle regole Fair Play Finanziario, i club europei hanno accettato di buon grado il denaro proveniente da questi tipi di sponsor. L’Altetico dal canto suo ha anche avuto molti problemi finanziari nel recente passato. A causa delle irregolarità riscontrate dall’UEFA nell’applicazione del Fair Play Finanziario, i biancorossi avevano rischiato addirittura di veder trattenuti i pagamenti dei premi della vittoria di Europa League e della SuperCoppa Europea del 2012.

L’accordo Atletico-Azerbaijan è quindi un patto che sta soddisfacendo entrambe le parti. Nella scorsa primavera addirittura, il possibile acquisto del bomber del Liverpool Luis Suarez, era sembrato essere sostenuto dall’Azerbaijan stesso, che avrebbe versato al club di Madrid un contributo di circa 8 milioni di sterline l’anno per pagarne l’ingaggio. Il tutto lascia pensare che Azerbaijan “Land of Fire” sia forse qualcosa di più rispetto ad una semplice sponsorizzazione.

Segui Andrea Rota su