Il ritorno di Lord Bendtner: da meteora juventina a minaccia per l'Inter

La sua esperienza alla Juventus, poco memorabile dal punto di vista calcistico, lo ha reso un idolo del web: Nicklas Bendtner è pronto a dare un dispiacere all'Inter.
  Romeo Agresti
Corrispondente Juventus per Goal Italia

Nicklas Bendtner non ha lasciato un segno in Italia: solamente undici presenze collezionate con la maglia della Juventus, nessun goal e diversi problemi fisici a fare da contorno. Ma a Torino, pur non da protagonista, il centravanti danese ha conquistato uno scudetto e, soprattutto, il rispetto del gruppo, diventando un ottimo uomo spogliatoio. Casa nel pieno centro sabaudo, poca vita notturna e tanta cucina nostrana, in questo modo l’attuale attaccante del Wolfsburg trascorre i suoi mesi in Italia, facendo registrare in occasione della festa tricolore 2012-2013 un gesto da vero gentleman: un doppio saluto alle hostess della Lega Calcio, in campo per premiare i bianconeri. Siparietto che, inevitabilmente, ha fatto entrare di diritto la punta scandinava nelle simpatie dei tifosi della Vecchia Signora.
 
Anche da tesserato juventino, tuttavia, Bendtner ne ha combinata una delle sue. Copenaghen, guida contromano in stato di ebbrezza e, dulcis in fundo, patente ritirata. Ma non è finita qui. Multa di 842.000 corone, circa 114.000 mila euro, episodio che manda su tutte le furie i vertici di corso Galileo Ferraris, i quali avevano concesso un permesso al ‘Lord’ affinché potesse recuperare da uno strappo alla coscia nel suo paese; fiducia (eufemismo) mal ripagata.

A distanza di mesi, il diretto interessato ricorda così la sua avventura italiana: “Alla Juve è stata una stagione orribile per i tanti problemi fisici, anche se sono stato felice in bianconero e mi sono fatto molti amici in squadra”. A Vinovo, pur accogliendo questo giocatore in prestito con diritto di riscatto nell’ultimo giorno del mercato estivo 2012, hanno creduto fermamente nelle sue qualità tecniche, tanto da lavorarci alacremente in sede di allenamento. Antonio Conte, tecnico di quella Juventus, riteneva che l’ex ‘Gunner’ potesse offrire un contributo significativo, agendo da punta duttile ed efficace in area. Ma il percorso non è mai sbocciato a causa dei numerosi stop. Lezioni individuali di tecnica e tattica, video da studiare per comprendere i movimenti dei compagni e i meccanismi da imparare a memoria. Insomma, le parti hanno tentato di far decollare (senza fortuna) il matrimonio.
 
Bendtner ritorna all’Arsenal, inizialmente viene messo fuori rosa da Arsène Wenger, dopodiché viene aggregato al gruppo e, dopo molteplici fumate nere in sede di compravendita estiva 2013, il manager francese decide di dargli fiducia. Curiosità. Alcuni intermediari tentano, senza successo, di riportare immediatamente il danese alla Juventus, provando a illustrare ai dirigenti bianconeri la possibilità di rescindere con i londinesi; un’operazione a costo zero, che però non trova terreno fertile nel capoluogo piemontese e sfocia nel più classico dei “no, grazie”. Il ritorno in Inghilterra, poi, non può certo essere definito memorabile: quattordici gettoni e due reti, un bottino magro che, da svincolato, lo porta a firmare per tre anni con i tedeschi del Wolfsburg.
 
Con i biancoverdi, per ora, il 27enne numero tre dei ‘Lupi’ è andato in rete due volte in Europa League (marcature realizzate al Krasnodar), mentre in Bundesliga ha avuto un solo sussulto contro lo Schalke 04. Il resto? Ordinaria amministrazione. Qualche scatto su Instagram da ‘Lord’, svariate foto con il piccolo Nicholas - amore della sua vita - nato dalla relazione con la baronessa Caroline Fleming, qualche stravaganza e, in generale, tanto Bendtner. Più unico che raro.

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