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Campionato Club Mondiale

  • 18 dicembre 2011
  • • 11.30
  • • Nissan Stadium, Yokohama
  • Arbitro: R. Irmatov
  • • Spettatori: 68166
0
FIN
4

Santos-Barcellona 0-4: Non c'è storia in cima al mondo! Messi, Xavi e gli extraterrestri tingono la storia di Blaugrana

Santos-Barcellona 0-4: Non c'è storia in cima al mondo! Messi, Xavi e gli extraterrestri tingono la storia di Blaugrana

Shaun Boterill/FIFA

Partita senza storia: i blaugrana polverizzano i brasiliani nel primo tempo, li controllano nella ripresa. Grande Messi, doppietta, in goal anche Xavi e Fabregas.

Schiantato il Santos come meglio sa fare, il Barcellona ancora una volta ha dato dimostrazione di essere la superpotenza mondiale del calcio di oggi. Apre le marcature l’argentino al 17’, Xavi (23’) e Fabregas (44’) mettono al sicuro il risultato già nel primo tempo. Nella ripresa primi minuti divertenti e Neymar riesce (poco) a mettersi in mostra, ma la superiorità dell’undici di Guardiola è fin troppo evidente. All’80’ Messi arrotonda per il 4-0 finale.

FORMAZIONI
– 4-3-1-2 lo schieramento di Ramalho: Rafael tra i pali, Edu Dracena, Léo, Danilo, Arouca i quattro di difesa; centrocampo a quattro con Bruno Rodrigo preferito a Elano e Ganso che partiranno esterni pronti a convergere verso il centro per supportare il duo offensivo Borges-Neymar.

4-3-3 per Guardiola: Valdes in porta, Dani Alves, Piqué, Puyol, Abidal il reparto difensivo; a centrocampo c’è Thiago Alcantara accanto al professor Xavi e Busquets. Fabregas-Messi-Iniesta il trio da paura in avanti. In campo 9 prodotti della cantera. Dirige l’incontro il signor Ravshan Irmatov dell’Uzbekistan.
 
PARTITA – Neymar da Silva contro Lionel Messi, Paulo Henrique Ganso contro Andres Iniesta, Murici Ramalho contro Pep Guardiola. Al Nissan Stadium di Yokomama è il giorno di Santos-Barcellona: in palio il tetto del mondo. I brasiliani, campioni della Coppa Libertadores hanno avuto la meglio in semifinale sui padroni di casa del Kashiwa Reysol per 3-1 mentre gli spagnoli, vincitori della Champions League, si sono sbarazzati facilmente del modesto Al Sadd con un netto 4-0, ma hanno perso David Villa (per lui frattura della tibia, salterà al 90% Euro 2012).

 Il Santos non ha nulla da perdere in questa finale partendo da sfavorito vista la superiorità degli avversari. I brasiliani giocheranno al massimo delle loro possibilità, con i migliori uomini tutti a completa disposizione. Guardiola ha dichiarato che è arrivata l’ora di far vedere a tutti che la sua squadra merita di esser la migliore al mondo e questa è l’occasione giusta.

L’infortunio di Villa, tornato in Spagna per farsi operare, non fermerà di certo la forza offensiva degli spagnoli e Fabregas non farà rimpiangere il Quache. Come sopra, favoriti i Campioni d’Europa, ma in una partita secca come questa nulla è dato per scontato. L’inizio è un classico: Barcellona che comincia ad alzare il ritmo con Messi e Fabregas che provano a sfondare a turno centralmente, murati dai difensori brasiliani.

Santos già in affanno, i brasiliani provano a resistere ma il Barcellona ha già saldamente preso in mano le redini della partita. E siamo al 5’ di gioco. Si vede un’occasione il Santos, in contropiede, poi è assedio Barça, fioccano le occasioni da goal prima con Messi, con Iniesta poi in particolare.

Al 17’ la prima grana della difesa brasiliana con un buco imbarazzante, ma anche il primo capolavoro blaugrana della giornata: Passaggio magico di Xavi per la Pulce argentina che, a tu per tu con Rafael, sceglie il tocco sotto per gonfiare la rete brasiliana nonostante il disperato tentativo in sforbiciata di Bruno Rodrigo. 0-1, la partita si accende, il Santos incassa fortemente il contraccolpo psicologico.

Ora ci si attende una risposta da Neymar: il gioiellino del Santos vorrebbe provare a reagire insieme ai compagni, ma il Barcellona è di un altro pianeta, dimostrandolo al 23’ quando Dani Alves scende a destra e serve in mezzo Xavi, che manda fuori tempo Bruno Rodrigo con una finta di corpo e buca Rafael.

0-2: al momento non c’è partita. E Ramalho butta nella mischia l’esperienza di Elano (ex Manchester City) al 30’ al posto di un Danilo assai spento, condizionato anche dalla sua condizione fisica esigua. Avendo la partita ormai in mano, l’undici di Guardiola può concedersi attimi di pausa, cercando con successo ad addormentare il match con infinito possesso palla e controllo-dominio impressionante.

Incapace di contrastare gli avversari praticamente su tutto, al 44’ il Santos alza ufficialmente bandiera bianca: fa tutto Messi che semina il panico in area brasiliana con una serie di magie, tacco per l'inserimento di Dani Alves che la mette dentro. Rafael smanaccia e poi riesce nel miracolo anche sul successivo tap-in di testa di Thiago Alcantara, ma non può nulla sul piatto di Fabregas da due passi. Si va così al riposo sullo 0-3.

Il secondo tempo comincia dove si era lasciati: pronti-via e Rafael salva su Fabregas proiettando sul 4-0. Neymar vuole comunque lasciare un segno alla partita se proprio non la si può riaprire, la difesa avversaria non è dello stesso avviso e per l’erede di Pelé, al momento, è una serataccia in quel di Yokohama.

Scorrono i minuti, c’è chi sfiora dal quarto goal da una parte, chi tenta di mettere in difficoltà l’avversario e magari riaprire il match dall’altra: una serie infinita di occasioni da gol rendono la ripresa estremamente divertente, anche quando Messi e compagni ricominciano insistentemente con il classico possesso palla prolungato.

La brutta notizia per il Barça è che al 66’ il possesso palla è sceso dal 75% al 73%. E’ uno stimolo in più per, se così è lecito dire, reagire, perché la squadra attacca, continua a fare la partita, talvolta mandando completamente in tilt il centrocampo paulista, murando le offensive di Neymar e Ganso.

Quando il Santos parte in contropiede. Messi è bloccabile solamente con la forza e fioccano le ammonizioni nell’undici di Ramalho, Dani Alves vorrebbe inserire il proprio nome tra i marcatori ma colpisce il palo e il poker non arriva. O meglio, giunge in ritardo, all’80’ con il solito Messi. E nei minuti conclusivi è caccia alla manita, ma a fermare gli alieni ci pensa l’arbitro che decreta la fine dell’incontro. Santos-Barcellona 0-4: il Barcellona è Campione del Mondo.

CHIAVE – Dominio del centrocampo fin dai primi minuti, possesso palla impressionante, tiki taka asfissiante e pregevole, ritmi bassi a risultato acquisito e incursioni letali quando meno te l’aspetti. Signore e signori, è il Barcellona.

CHICCA – Primo confronto in una competizione ufficiale tra due dei club più blasonati del calcio mondiale, il terzo dei catalani contro club brasiliani per l'assegnazione del titolo di Campioni del mondo.

I due precedenti non sono certo incoraggianti visto che i blaugrana persero infatti 1-2 con il San Paolo nell'edizione 1992 e per 0-1 contro l'Internacional di Porto Alegre nel 2006. Nel tunnel degli spogliatoi, i giocatori del Barcellona hanno indossato una maglia tutta per Villa: “Mucha fuerza Guaje”.

TATTICA – Marcatura asfissiante a zona per impedire a Messi di giocare, centrocampo ad hoc per bloccare le creazioni di Xavi e Thiago Alcantara, spinte sulla fascia per rendere la vita complicata alla difesa del Barcellona, le giocate di Neymar per mettere in forte imbarazzo Valdes.

Le premesse sono quelle giuste, i buoni propositi altrettanto, ma quando l’avversario è il Barcellona che gioca da Barcellona puoi batterlo solo giocando con la Play Station. E magari devi sudare sette camicie anche con un joypad tra le mani.

MOVIOLA – All’8’ Thiago Alcantara reclama un calcio di rigore: scambio nello stretto con Messi, poi un contatto con Edu, ma il direttore di gara però lascia giocare. 38’ di gioco, primo giallo del match.

Commutato a Piqué che perde palla a centrocampo e poi è costretto a fermare Neymar con un fallo tattico. Nella ripresa molti falli tattici e di frustrazione da parte della compagine di Ramalho, i cartellini gialli non sono mancati (neanche in casa Barça). Buona la conduzione di Irmatov.

PROMOSSI&BOCCIATI
– Messi questa sera ha messo la propria impronta per aggiudicarsi il terzo Pallone d’oro consecutivo. Ubriaca la difesa avversaria in ogni occasione buona, apre e chiude le marcature, stravince su Neymar nella sfida a due creata dai media.

Non c’è altro da aggiungere. Straordinario anche Xavi, che conquista la metà campo e ne fa a sua immagine e somiglianza. Puyol e Piqué sono l’incubo dei calciatori brasiliani quando provano a scardinare la difesa blaugrana. Neymar è un gran talento, ma ha ancora tantissimo da imparare e chi potrebbe fargli da maestro se non lo stesso Messi? Edu Dracena è l’emblema di un reparto difensivo imbarazzante.

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