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Champions League

  • 23 novembre 2011
  • • 20.45
  • • Stadio Giuseppe Meazza, Milano
  • Arbitro: W. Stark
  • • Spettatori: 78927

Milan

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FIN
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Milan-Barcellona 2-3: Spettacolo puro a San Siro! Ibra e Boa tengono su il Diavolo, ma quella di Pep è una macchina perfetta

Milan-Barcellona 2-3: Spettacolo puro a San Siro! Ibra e Boa tengono su il Diavolo, ma quella di Pep è una macchina perfetta

Getty Images

Autorete dell'olandese, Zlatan e sorpasso Barça su rigore. Nella ripresa il 'golaço' di Boateng non basta: gli spagnoli espugnano San Siro con Xavi. Blaugrana primi del girone.

Il match di San Siro risponde alle aspettative e presenta due squadre che si affrontano a viso aperto per giocarsi il primo posto. Il Barcellona esce vincitore grazie alla maggior qualità dei suoi uomini, che occupano meglio il campo alla distanza, riuscendo anche a limitare gli errori in difesa, troppo frequenti nel primo tempo. L’attacco del Milan si nota a sprazzi e nella seconda frazione non trova sbocchi importanti per rispondere ali ospiti, che portano a casa la vittoria che li proietta matematicamente al primo posto del girone.

FORMAZIONI - Entrambe le squadre presentano cambi inaspettati al calcio d’inizio. Nel Milan Allegri preferisce Robinho a Pato nel 4-2-3-1 iniziale. Oltre al brasiliano, Seedorf e Boateng supportano l’azione offensiva d Ibrahimovic, mentre Aquilani e Van Bommel presidiano la mediana. Guardiola, che deve rinunciare ad Alves per squalifica e lascia Piqué in panca, schiera un 3-4-3 puntando sul palleggio di Thiago, Busquets e Xavi corroborati dai muscoli di Keita. In attaco, invece, Messi viene affiancato da Villa e Fabregas, che prende il posto di Pedro nel tridente, ma spesso arretra e partecipa all’impostazione del gioco.

PARTITA
- Gli ospiti puntano come sempre sul possesso palla asfissiante e sugli inserimenti per vie centrali con Fabregas che funge da finto centravanti mentre Messi e Villa partono larghi per accentrarsi. Al quattordicesimo proprio su un’azione di Messi al dalla destra nasce il gol del vantaggio blaugrana: La Pulga traccia un lob magistrale per l’inserimento di Keita che mette in mezzo e provoca l’autogoal di Van Bommel. Il goal subito non riesce a scuotere il Milan che, dopo soli tre minuti rischia grosso su un inserimento di Fabregas che, imbeccato da un tocco sontuoso di Thiago, spara su Abbiati.

I rossoneri però, trovano spesso l’uno contro uno nelle azioni d’attacco e da un cross raso di Ibrahimovic da sinistra Boateng invita Robinho ad appoggiare facilmente ma clamorosamente il brasiliano spara altissimo. Ma non c’è neanche il tempo di lamentarsi per l’occasione sciupata che Seedorf trova il corridoio in profondità per Ibrahimovic: lo svedese fredda Valdés di sinistro e riporta il match in parità. Messi e Fabregas sono una coppia devastante e le azioni che imbastiscono spaccano regolarmente la retroguardia rossonera, che deve arginare gli attacchi con mestiere e dedizione.

Alla mezzora l’ennesima azione insistita sul perimetro del Barça porta Aquilani ad intervenire in maniera leggermente scomposta su Xavi, che accentua la caduta e si procura il rigore. Messi trasforma il primo ma Stark fa ripetere perché l’argentino si ferma al momento del tiro. Ma Leo non è tipo da farsi influenzare e sulla ripetizione infila Abbiati di giustezza nell’angolino basso. Gli ospiti sono un uragano e su un contropiede Messi si infila centralmente ed innesca Villa, ma Abbiati stavolta si supera ed evita un terzo goal che avrebbe potuto chiudere i giochi o dare il via ad una goleada.Le azioni offensive si susseguono come un’altalena da una parte e dall’altra ed il tatticismo lascia spazio all’istinto, rivelando un nervosismo eccessivo tra le fila dei padroni di casa, che cercano invano il goal su palle inattive.

Nel secondo tempo Allegri lascia Robinho in panchina e dà spazio a Pato, libero di spaziare sul fronte d’attacco. Ma è Boateng a cacciare dal cilindro un numero da funambolo per il 2-2: il ghanese recupera un pallone al limite dell’area e, dopo essersi smarcato con un colpo di tacco, fulmina Valdés sul suo palo. Eppure il Barça non perde la calma e Xavi mette al segno il 2-3 grazie a un assist col contagiri di Messi, che trova un varco quasi impercettibile nella difesa rossonera, stasera poco attenta sulle verticalizzazioni dei furetti catalani.

Al Milan mancano fosforo a centrocampo ed idee in attacco. La squadra di Allegri cerca solo delle fiammate sporadiche ed Ibra, costretto ad arretrare per far salire una squadra senza idee, non fornisce il sostegno adeguato mentre Pato vaga abulico nella trequarti avversaria. Nella ripresa le squadre pagano lo sforzo estremo profuso nella prima frazione e i nervi aumentano. Il Milan è praticamente sulle gambe dopo il gol di Xavi e si affida esclusivamente ai palloni lunghi per provare a punzecchiare la difesa spagnola, che non ripete le stesse distrazioni nelle quali è incorsa nel primo tempo. Il finale vede il Barça amministrare ed il Milan cercare inutilmente il lancio lungo. Il risultato non cambia. Il Milan esce sconsolato, il Barça sorride, ma lo spettacolo ringrazia.

LA CHIAVE - Messi, Fabregas e Xavi formano un 'triangolo delle Bermude' nel quale il Milan si perde e non trova la bussola. Le azioni orchestrate da questi tre, che ruotano continuamente di posizione, coadiuvati perfettamente da Thiago. Tutte le azioni pericolose dei blaugrana provengono dal centro e Van Bommel e Aquilani si lasciano inghiottire senza quasi opporre resistenza e, di conseguenza, espongono la difesa a troppi attacchi diretti.

CHICCA - Ibra e Guardiola pare che si siano salutati ad inizio partita. Molti sono già alla ricerca di una foto storica. Lo svedese è partito motivatissimo ed ha dato il meglio di sé nel primo tempo, ma nei secondi 45  minuti si è eclissato.

TATTICA - I tre trequartisti in appoggio ad Ibra contro la difesa a tre del Barça procurano inizialmente molti grattacapi agli ospiti che devono rintuzzare uno scatenato Boateng, mentre lo svedese crea spazi per gli inserimenti. Dal suo canto il Barcellona trova spesso varchi centrali e punta tutto sulle trame chirurgiche imbastite da Xavi, Thiago, Fabregas e rifinite da Messi. Le numerose palle goal sono figlie di una partita improntata sull’attacco all’arma bianca e poco curata dal punto di vista dell’ordine tattico. I padroni di casa non trovano il bandolo della matassa e si affidano ad azioni sconclusionate e senza lucidità cercando giocate singole che però raramente sfociano in occasioni concrete.

MOVIOLA - Stark concede un rigore generoso al Barcellona e si contraddice ammonendo Nesta al posto di Aquilani, già precedentemente ammonito, ma è corretta la decisione di far ribattere la massima punizione. L’arbitro tedesco è, in generale, poco deciso e non riesce a tenere in mano una partita nervosa, ammonendo a iosa ma senza portare calma tra i giocatori.

PROMOSSI&BOCCIATI - Messi bazzica per il campo in lungo e in largo e non dà punti di riferimento in attacco, aiutato anche dal movimento incessante di Fabreas e Xavi, i quali tessono le frequenti trame d'attacco degli ospiti e lasciano le briciole a Van Bommel ed Aquilani. Dall’altra sponda Boateng è l’unico a provare a rispondergli, cercando di fare la spola tra centrocampo ed attacco, ma non viene assistito dai compagni. Valdés ed Abbiati non si distinguono per prontezza nei momenti in cui sono chiamati in causa, ma le frequenti azioni d’attacco alle quali devono rispondere rappresentano una forte attenuante. Nesta non riesce a bissare la prova dell’andata e se la difesa fa acqua da tutte le parti è una sua responsabilità diretta e Zambrotta affonda con lui. Ibra risponde bene alle aspettative nel primo tempo, ma nella ripresa sparisce. Pato, dal canto suo, entra per sostituire un Robinho inconcludente, ma riesce a fare ancora peggio, senza battere nessun colpo.

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