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Serie A

  • 25 aprile 2012
  • • 18.00
  • • Orogel Stadium-Dino Manuzzi, Cesena
  • Arbitro: M. Guida
  • • Spettatori: 16000
0
FIN
1

Cesena-Juventus 0-1: Pirlo sbaglia un rigore, ma Borriello insacca il goal che avvicina la Signora allo Scudetto!

Su calcio di rigore in avvio di gara, Pirlo ha fallito l'occasione mandando la palla sul palo. Montante poi colpito anche da De Ceglie nell'ultima parte del primo tempo.

Il Cesena ce l’ha messa tutta per allontanare di almeno una settimana la retrocessione matematica, ma, proprio sul finire, ha dovuto cedere. Il lavoro ai fianchi degli uomini di Conte alla lunga ha avuto la meglio sul catenaccio degli avversari, che salutano definitivamente la massima serie.

FORMAZIONI - Conte punta ancora sul 3-5-2, con Caceres preferito a Lichtsteiner sul versante destro del centrocampo e Matri chiamato a sostituire in avanti lo squalificato Quagliarella. Ancora panchina per Borriello, mentre Pepe finisce in extremis sulla lista degli indisponibili. 5-3-2 per Beretta, che deve rinunciare a Mutu e Iaquinta, e lancia in attacco Rennella, sbloccatosi la scorsa domenica, e Del Nero.

PARTITA - Il Cesena non ci sta a recitare il ruolo della vittima sacrificale e cerca da subito di imprimere un ritmo alto al match. La Juventus ha altrettanta voglia di far risultato, e si vota all’attacco sin dai primi minuti. Non hanno però vita facile gli uomini di Conte, con la squadra romagnola che adopera un forsennato pressing alto nella fase iniziale dell’incontro. Brividi percorrono la schiena della tifoseria ospite, quando Santana calcia, dalla bandierina, un pallone che attraversa l’intera area di rigore, senza venire però toccato da nessuno, al 7’. Un minuto dopo, si registra l’episodio che può cambiare le sorti dell’incontro: viene infatti concesso un calcio di rigore per fallo di mano di Moras. Dal dischetto va Pirlo che colpisce il palo alla destra di Antonioli, peraltro tuffatosi dalla parte giusta. E’ il secondo errore consecutivo per l’ex rossonero. La Juve non si perde però d’animo e ricomincia a spron battuto ad attaccare.

Il Cesena si chiude a riccio e punta, quando gli capita (raramente a dir le verità), su azioni di contropiede, come al 16’quando Del Nero calcia al volo un pallone abbastanza innocuo. La Juventus è padrona del campo ed esibisce il solito possesso palla. Manca però il goal, grazie all’importante lavoro difensivo della squadra cesenate. Pirlo crea di tanto in tanto le solite traiettorie millimetriche, e gli esterni cercano a più riprese di affondare tra le maglie della folta retroguardia avversaria, ma il compito risulta davvero improbo. La squadra ospite va vicina al goal altre due volte, prima al 28’quando Vucinic, sugli sviluppi di un corner, da buona posizione, manda alto di testa, e dopo al 38’ con Antonioli che risponde splendidamente ad una schiacciata, sempre di testa, di De Ceglie. Finisce il primo tempo a reti inviolate, con una Juventus proiettata in attacco, e la squadra padrona di casa che fa del proprio meglio per soffocare le avanzate avversarie.

La ripresa comincia seguendo gli stessi schemi della prima frazione di gioco. Tuttavia è il Cesena ad andare vicino al goal, al 4’, con una conclusione di Ceccarelli, potente ma imprecisa. Strepitoso Antonioli a togliere un goal sulla linea di porta a Matri, dopo un tiro sul quale lo stesso portiere aveva commesso la classica papera. La Juve pressa, concede poco respiro ai cesenati, ma manca l’acuto decisivo. La difesa del Cesena pare la versione umana della muraglia cinese, così Conte prova ad alzare il livello qualitativo del gioco, togliendo il muscolare Caceres ed inserendo Giaccherini.

I minuti scorrono all’insegna dell’assedio della Juventus, ma quando Antonioli sfodera una parata da fenomeno su una punizione a giro di Del Piero, comincia a circolare la sensazione che la palla non voglia entrare. Ci pensa Borriello, subentrato a Matri, a scacciare le paure, ed insaccare all’80’minuto un pallone spiovente su cui Antonioli non può nulla. Finisce così la partita, con la Juventus che riesce a spuntarla sul finire ed il Cesena che retrocede in serie B.

CHIAVE - Fino all’80’rischiava di essere il rigore fallito da Pirlo l’episodio decisivo del match. Ci ha però pensato Borriello a togliere le castagne dal fuoco, segnando il primo goal stagionale e facendo esplodere la gioia dei tifosi Juventini. Proprio qualche giorno fa, il centravanti napoletano aveva dichiarato di non essere ossessionato dal non aver ancora segnato e di essere certo che il momento della gloria personale sarebbe arrivato. E’stato profetico.

CHICCA - Avrebbe dovuto essere la partita degli ex. Lo è stata parzialmente. Sono ben quattro infatti i calciatori di Juventus e Cesena ad aver vestito entrambe le casacche. Se però Giaccherini è sceso in campo negli ultimi venti minuti del match, Martinez, Iaquinta e Mutu non hanno avuto la possibilità di vendicarsi per essere stati ceduti, in circostanze diverse, dalla Juve. Tutti e tre i calciatori figuravano infatti tra gli indisponibili.

TATTICA - Juventus impegnata a cercare di sbloccare il risultato in tutti i modi, e Cesena costantemente indaffarato ad ergere le barricate: si può riassumere così il quadro tattico dell’incontro. La Juve ha provato molto il gioco sugli esterni, con risultati non eccezionali, ed ha anche tentato gli attacchi per via centrali, ma gli avversari si sono dimostrati un vero e proprio osso duro. Alla fine è stato Borriello a violare la porta avversaria, ma il catenaccio dei romagnoli è stato per lungo tempo efficace.

MOVIOLA - Sul calcio di rigore concesso da Guida, il tocco di mano di Moras è nettissimo. Il braccio è largo ed il fallo ci sta tutto, ma l'intervento avviene fuori area. Corretta la distribuzione dei cartellini.

PROMOSSI&BOCCIATI - Decisivo Borriello, autore della rete che regalato tre punti importantissimi alla Juventus. Vidal ha corso, seppur meno del solito, facendo però mancare il solito contributo in termini di qualità. Ci si aspettava di più da Caceres. Pirlo ha smistato molti palloni, ma il rigore fallito è una nota negativa, che non ha però influito, alla fine, sul risultato finale. Bene tra i romagnoli Rodriguez, un po’meno Moras. Strepitoso ed eterno Antonioli.

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