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Serie A

  • 25 settembre 2011
  • • 15.00
  • • Stadio Angelo Massimino, Catania
  • Arbitro: P. Mazzoleni
  • • Spettatori: 20000
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FIN
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Catania-Juventus 1-1: Al Massimino pioggia e svarioni, Krasic salva la Juve

Chiuso in vantaggio il primo tempo, grazie al goal di Bergessio, il Catania si è fatto raggiungere sul pari dai bianconeri in apertura di ripresa, col goal di Krasic.

Si è concluso con un pareggio, tutto sommato giusto, il match del ‘Massimino’ tra Catania e Juventus. Gli etnei, in vantaggio con Bergessio al 20’ del primo tempo, sono stati raggiunti da un goal di Krasic, complice un’ingenuità di Andujar.

FORMAZIONI
– Conte abbandona il suo consueto 4-2-4, lasciando fuori l’annunciato titolare Quagliarella e affidando a Matri il ruolo di unica punta, sostenuto da Krasic ed Elia. Il centrocampo è arricchito dalla presenza in campo dal primo minuto di Vidal, a sinistra Grosso è preferito a De Ceglie. Montella, invece, lascia in panchina Maxi Lopez, affidando a Bergessio il ruolo di punta centrale e lanciando Catellani sulla corsia di sinistra, centrocampo di qualità con Almiron e Lodi.

PARTITA
– La Juventus inizia meglio, approfittando dell’imprecisione dei centrocampisti etnei e provando a pungere in contropiede, ma il primo tiro – seppur molto velleitario – è del Catania, con Alvarez che sugli sviluppi di un’azione d’angolo ciabatta dal limite. Il gioco della Juve fatica a decollare sulle fasce, i bianconeri non hanno spazi ed è la squadra di Montella a pungere con un contropiede avviato da Catellani che porta al tiro Bergessio, ma il destro a giro dell’attaccante non inquadra la porta di Buffon.

Al 21’, però, il Catania passa: Gomez mette in mezzo un cross basso da destra sul quale si avventa come un falco Bergessio che, con un gesto da attaccante di razza, batte Buffon e porta in vantaggio i padroni di casa. La reazione della Juve arriva immediatamente con un destro di Marchisio, deviato in corner da Andujar. La Juve soffre la velocità degli avanti rossazzurri, Chiellini deve spendere un cartellino giallo per fermare Gomez, mentre Lodi ci prova con una punizione da posizione defilata respinta coi pugni da Buffon.

Al 29’ tegola per il Catania: Alvarez, praticamente impeccabile fin lì in marcatura su Elia, si fa male e lascia il campo a Marchese. Alla mezzora, però, è Catellani a sfiorare il goal della domenica calciando di sinistro al volo su un lancio di Almiron: il suo tiro tiene il ‘Massimino’ con il fiato sospeso, ma la palla termina a lato. Pirlo non trova complicità dai compagni e allora prova a fare tutto da solo con un tiro al 37’ che però non spaventa Andujar. Il tiro del centrocampista bresciano è l’ultima emozione di un primo tempo, chiuso con il Catania meritatamente in vantaggio.

Conte lascia negli spogliatoi Elia, mandando in campo dall’inizio Simone Pepe, ma è ancora il Catania ad andare vicinissimo al goal: Bergessio lavora bene un pallone in area di rigore bianconera, ma Gennaro Delvecchio si divora il goal del 2-0 calciando malissimo da buona posizione. Come un fulmine a ciel sereno arriva però il goal della Juve: Krasic prova un destro da fuori area, Andujar la combina grossa e i bianconeri trovano il pareggio. Il Catania non si demoralizz,a prova ad insistere e sfiora nuovamente il goal: su una punizione tagliata di Lodi è Bergessio a fallire il facile tap-in calciando alto di piatto destro.

La partita si accende e al 63’ Buffon torna a vivere gli incubi dello storico eurogoal subìto da Shevchenko in un Milan-Juventus: sul tiro-cross di Bergessio, però, stavolta il portiere della Nazionale è reattivo e riesce a togliere il pallone dall’incrocio dei pali. Il Catania, sospinto da un ‘Massimino’ caldissimo, continua ad insistere: Gomez, devastante in contropiede, orchestra con Bergessio e Delvecchio una splendida ripartenza, sprecata però all’ultimo passaggio.

Le squadre si allungano, Krasic e Gomez hanno ampi spazi e avviano contropiedi a ripetizione, mentre Montella sostituisce l’ex Almiron con Ledesma. Conte manda in campo anche Alessandro Del Piero che all’80’ ha una buona occasione, ma spedisce alto di testa da buona posizione. Tra gli applausi del ‘Massimino’, Bergessio lascia il posto a David Suazo, mentre Conte si gioca anche la carta Quagliarella, mandato in campo al posto di Marchisio. L’attaccante honduregno prova ad approfittare di un errore di Chiellini, ma trova sulla sua strada la puntuale uscita di Gigi Buffon. E’ Vidal, però, a divorarsi il ghiottissimo pallone per portare in vantaggio ai bianconeri, calciando alto da favorevolissima posizione.

Le emozioni continuano fino al 95’: prima Lodi non riesce a calciare, complice la perfetta uscita bassa di Buffon, poi Grosso ci prova dal limite senza però inquadrare la porta, ma è Catellani a divorarsi il goal-vittoria, sprecando in malo modo un contropiede. Alla fine è 1-1 e, probabilmente, è giusto così.

CHIAVE – La sostituzione di Elia con Pepe rende la Juve meno imprevedibile e l’ingresso in campo dell’esterno ex Udinese  dà maggiore equilibrio alla squadra di Antonio Conte.

CHICCA – Vincenzo Montella ed Antonio Conte si ritrovano l’uno accanto all’altro sulle due panchine dopo aver condiviso l’esperienza ad Euro 2000, conclusa con il celebre golden-gol di Trezeguet. Ci fosse stato ancora il francese tra i bianconeri, la rimpatriata sarebbe stata completa…

TATTICA -  Il modulo di Conte è un 4-1-4-1 che, in fase di non possesso, si trasforma in un 4-3-2-1. Più lineare di altre volte, invece, il 4-3-3 di Montella con Gomez e Catellani molto larghi sugli esterni.

MOVIOLA – Mazzoleni gestisce molto bene la gara, evitando di renderla nervosa e distribuendo bene falli e cartellini. L’unico dubbio è sull’intervento in scivolata di Vidal su Spolli: il tackle del cileno è da “arancione”, l’arbitro opta per il giallo.

PROMOSSI&BOCCIATI -  Gonzalo Bergessio (voto 7) trova uno splendido goal ed è sempre pericoloso ogni volta che gliene viene data la possibilità. Tra i padroni di casa ancora una volta bene Bellusci (voto 7), male Andujar (voto 5). Nella Juventus Elia delude le aspettative (voto 5), mentre Krasic (voto 6.5) sembra tornato ai suoi livelli.

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