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Diretta Live

Serie A

  • 19 settembre 2010
  • • 15.00
  • • Orogel Stadium-Dino Manuzzi, Cesena
  • Arbitro: G. Rocchi
  • • Spettatori: 14277
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FIN
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Cesena-Lecce 1-0: In Romagna si SOGNA, Bogdani regala la VETTA

Cesena-Lecce 1-0: In Romagna si SOGNA, Bogdani regala la VETTA

Il Cesena continua la marcia in testa alla classifica al fianco dell'Inter.

FORMAZIONI – Ha steso la Fiorentina, ma De Canio lo fa partire dalla panchina: trattasi di Di Michele, al quale il coach del Lecce preferisce Oliveira. L'allenatore stupisce ulteriormente, mandando in campo Chevanton come unica punta, al posto di Corvia, nel suo 4-1-4-1 che prevede Giacomazzi come registra arretrato. Tutto come annunciato alla vigilia, invece, nel Cesena: squadra che vince non si cambia è anche il motto di Ficcadenti.

PARTITA – La gara si apre nella maniera in cui ogni amante del calcio si augura, con i giocatori che corrono a più non posso, la palla che gira, i centravanti che si smarcano, spesso con successo. Il Cesena propone fin dal primo minuto un metodo di costruzione del gioco che finora si è rivelato estremamente proficuo, con i tre mediani che inventano attraverso precisi lanci lunghi. Già al 3° minuto, infatti, Bogdani viene messo in condizioni di pungere, e non riesce a superare Antonioli solo perchè, con un tocco di troppo, si allarga eccessivamente, nel tentativo di superare il 41enne estremo difensore del Cesena. Sempre per vie orizzontali arriva la risposta del Lecce, sull'asse Chevanton-Oliveira: l'azione si conclude con una conclusione dal limite del secondo, deviata in corner. Col passare dei minuti, tuttavia, i pugliesi sembrano prendere sempre più le misure, ed i centrocampisti emiliani faticano ad inventare, ad eccezione del solo Colucci; la manovra del Cesena si fa frettolosa, quasi isterica, mentre il gioco del Lecce ne guadagna in lucidità. L'episodio decisivo del primo tempo, tuttavia, non ha nulla a che fare con l'abilità degli uomini in campo; piuttosto è l'arbitro Rocchi che, preso un abbaglio, espelle Colucci a causa di un fallo commesso da Nagatomo al limite dell'area. Gli uomini di Ficcadenti, in inferiorità numerica, perdono il lume della ragione così come i tifosi, fortuna che l'episodio accade nei pressi dell'intervallo, così che gli emiliani possono analizzare la situazione a mente fredda, lontano dal campo.

Al rientro in campo, i bianconeri appaiono sicuri di se, quasi superbi: nessuna variazione tattica, stesso gioco, con Bogdani che da solo prova ad accorciare le distanze tra centrocampo ed attacco. Potrebbero venire colpiti a morte già al terzo minuto della ripresa, non fosse che Chevanton si mangia un gol da pochi passi, e viene pure fischiato un fuorigioco (probabilmente inesistente) ai danni dell'uruguaiano (i dubbi riguardano il coinvolgimento o meno di Oliveira nella manovra, dato che quest'ultimo si trovava effettivamente in offside). L'episodio contribuisce a spronare gli emiliani, la cui efficacia nel gioco sulle corsie rimane intatta; ed è qui che sorprendono un Lecce evidentemente addormentato sugli allori. Le penetrazioni laterali si susseguono, prima c'è Giaccherini, poi Schelotto. Manca solo qualcuno di supporto alle ali, e non appena questo qualcuno (Bogdani) si materializza all'orizzonte, per il Lecce è notte fonda: il centravanti, al 59esimo, beffa Rosati con un gran diagonale, e permette ai suoi di sognare una clamorosa vittoria. Vittoria che col passare dei minuti si fa sempre più ragionevole, perchè il Lecce sparisce dal campo, e si fa vedere solo quando viene ristabilita la parità numerica: l'espulsione di Munari, paradossalmente, restituisce fiducia ai leccesi, padroni negli ultimi 10 minuti anche perchè è Ficcadenti stesso a decidere di coprirsi. Quando Corvia, al 93 esimo, sfiora di testa la traversa, ormai è troppo tardi: i bianconeri possono festeggiare la seconda vittoria consecutiva in questa stagione.

CHIAVE – Cosa può aver detto Ficcadenti ai suoi negli spogliatoi? Qualunque parola abbia pronunciato, ha avuto il miracoloso effetto di non far scoraggiare i giocatori del Cesena. La chiave sta nella coesione di un Cesena che si sente epigono del primo Chievo di Delneri, e chiamato a compiere il miracolo. Grandi meriti vanno anche a Bogdani, capace di arretrare il proprio raggio d'azione per coprire, per quel che poteva, l'assenza di Colucci, di modo che il gioco della compagine emiliana rimanesse intaccato il meno possibile.

CHICCA – Gioca poco più di mezz'ora, ma in maniera illuminante. I lanci di Colucci, sempre col contagiri e da qualunque posizione del campo, sono il nerbo della manovra del Cesena.

MOVIOLA – L'episodio condizionante è ovviamente l'espulsione ai danni di Colucci, giunta per doppia ammonizione, ma propiziata dal fatto che il direttore di gara abbia scambiato il capitano del Cesena per Nagatomo, punendo il secondo a causa dell'intervento scorretto del primo. Le conseguenze di questo errore arbitrale, però, non sono state quelle che sarebbe stato facile anticipare.

TATTICA – Pagano la perseveranza ed il sangue freddo di Ficcadenti, capace di riconoscere la superiorità dei suoi in fase di costruzione, e di confermare il modulo anche nel secondo tempo, nonostante la mancanza del “cervello” Colucci. I tanti temi tattici abbozzati da De Canio, invece, dimostrano la loro fallacia sul campo, perchè non si adattano agli uomini in campo e rimangono al livello della pura speculazione.

PROMOSSI&BOCCIATI – Nel Cesena sono tutti da promuovere. Antonioli (voto 6.5) perchè a 41 anni compiuti è ancora una saracinesca, e non ha ancora preso nemmeno un gol in questo campionato. E poi Von Bergen (voto 7) e Ceccarelli (voto 7) capaci non solo di resistere ad un Lecce a trazione interiore, ma addirittura di far salire la squadra quando Colucci non poteva più farlo. Come non citare, infine, Nagatomo (voto 7), Giaccherini (voto 6.5) e Bodgani (voto 7.5)? il primo ha corso tutta la partita, il secondo è stato bruciante in ogni accellerazione, il terzo ha semplicemente deciso la partita.  Nel Lecce, svetta senza dubbio Rosati (voto 6.5), perchè il Lecce è rimasto sempre in partita (almeno virtualmente) soprattutto grazie ad i suoi interventi, a volte quasi prodigiosi.


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