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Europa League

  • 20 febbraio 2014
  • • 21.05
  • • Liberty Stadium, Swansea
  • Arbitro: I. Bebek
  • • Spettatori: 19567
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FIN
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Higuain senza goal in Galles, ma è buono il pari esterno del Napoli

Swansea-Napoli 0-0: Grazie Rafael&Reina, ora il San Paolo

Higuain senza goal in Galles, ma è buono il pari esterno del Napoli

Getty Images

Soffre il Napoli in casa dello Swansea e deve ringraziare prima Rafael e poi Reina se i 'cigni' non sono riusciti a trovare la via del goal. Al San Paolo sarà un'altra partita.

Soffre ancora più del previsto il Napoli, che al Liberty Stadium contiene a fatica uno Swansea City molto aggressivo e non riesce a fare neanche una rete in trasferta: alla fine è un pareggio a reti bianche che, per quanto visto in campo, sta stretto soprattutto ai Swans. Per la nona volta su nove i partenopei non riescono a uscire vittoriosi dal territorio britannico.

FORMAZIONI – Formazione quasi forzata per Rafael Benítez che senza Zúñiga, Mesto e Behrami - in infermeria -, Reina non recuperato e Federico Fernández fermo per squalifica, punta su Cabral in porta, Henrique e Britos in retroguardia con Réveillère preferito a Ghoulam, Džemaili in cabina di regia al fianco di Inler, e sul terzetto offensivo che risponde ai nomi di Hamšík, Insigne e Callejón con il solito Higuaín punta di diamante.

Garry Monk, opta anch’egli per un 4-2-3-1 con Britton e Cañas in mezzo al campo, Routledge, Dyer e Pablo Hernández sulla trequarti e Bony terminale offensivo. Solo panchina per Shelvey non ancora al cento percento.

PRIMO TEMPO – Dopo una partenza fulminante in cui il Napoli sfiora il vantaggio con due tiri dal limite di Callejón e Hamšík nei primi cinque minuti, lo Swansea City mette fuori la testa e con un calcio organizzato e rapido dimostra di essere un avversario ostico quanto propositivo. La reazione arriva dopo un paio di minuti sui piedi di Dyer ma i maggiori pericoli arriveranno sull’asse Pablo Hernández-Bony.

Lo spagnolo inventa e l’ivoriano punge, come nella nitida occasione del 23’ quando Britos e Réveillère si allargano quel poco che basta affinché il centrocampista iberico trovi il corridoio libero, ma ‘Daddy Cool’ si lascia ipnotizzare da Cabral che gli chiude lo specchio di porta. Alla mezzora, sempre sull’asse Hernández-Bony, la punta dello Swansea colpisce in area di testa senza angolare troppo.

Tra il 37’ e il 43’ ci provano in successione Cañas da fuori, Williams e Rangel di testa, ma Cabral non si fa sorprendere chiudendo la prima frazione da migliore in campo – dopo ben 11 tiri dello Swansea –, salvo inciampare in un infortunio muscolare nei minuti di recupero, che costringe Benítez a ripartire con Reina nella ripresa.

SECONDO TEMPO – Monk aspetta dieci minuti per privarsi di Hernández, dai cui piedi sono nate ben sei situazioni da goal solo nel primo tempo, e inserire De Guzmán, più offensivo ma una visione di gioco ben più annebbiata. Il tecnico inglese pretende maggiore incisività negli ultimi metri e affida le chiavi del centrocampo a Cañas.

La partita diventa molto più tattica e le occasioni scarseggiano. Bisogna aspettare il 64’ per un emozione, quando Callejón si procura una chance che non riesce a concretizzare, mentre un paio di minuti dopo è Williams a sfiorare la rete, ancora una volta di testa, ma Reina si oppone. Benítez tenta la carta Mertens, Monk Shelvey, ma le cose non cambiano granché.

Appena entrato Shelvey manda in porta Routledge ma il centrocampista inglese non riesce a superare il portiere partenopeo. Ci provano anche Bony e Chico Flores su gioco aereo ma alla fine il muro partenopeo regge, il Napoli dovrà necessariamente vincere al ritorno per qualificarsi perché adesso i gallesi giocheranno con due risultati su tre.

CHIAVE – Monk sa che l’attacco è la miglior difesa ed è proprio aggredendo con grande velocità che riesce a impedire agli avversari di fare la partita, ma non basta per perforare la difesa. Le prestazioni dei due portieri azzurri hanno garantito l’ultimo baluardo a un reparto non collaudato.

MOVIOLA – Ottima conduzione per Ivan Bebek.

Dalle pagelle

IL MIGLIORE - Routledge.
Svaria su tutto il fronte d'attacco, non lasciando punti di riferimento ai difensori del Napoli. Reina gli nega il goal che sarebbe stato la ciliegina sulla torta.

IL PEGGIORE - Insigne.
Sempre tanto sacrificio e poca lucidità lì davanti.

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