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3X3 HD

La regola del fuorigioco va accettata o cambiata? Dimarco è il miglior terzino al mondo? Conte sta facendo un miracolo coi calciatori a disposizione? Il 3X3 di GOAL

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  • La regola del fuorigioco va accettata o cambiata? 
  • Dimarco è il miglior terzino al mondo? 
  • Conte sta facendo un miracolo coi calciatori a disposizione?

Tre domande a tre giornalisti di GOAL dopo la 24a giornata: le risposte di Antonio Torrisi, Claudio D'Amato e Marco Trombetta nel nostro 3X3.


  • Orsato VARGetty

    La regola del fuorigioco va accettata o cambiata?

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  • "Togliamo i guardalinee, non servono più a nulla"

    Marco Trombetta - Ci risiamo, l'ennesima settimana con polemiche arbitrali sulle scelte arbitrali e del Var. Ci risiamo, non è cambiata nulla rispetto a una decina d'anni fa, anzi, forse la situazione è pure peggiorata. 

    Io, onestamente, mi sento di essere pienamente d'accordo con Marelli sull'argomento: "È strano che si polemizzi sul fuorigioco, è un problema che è stato risolto. Ripeto: Il fuorigioco è da 6 stagioni un problema risolto".

    Di base è verissimo. Il fuorigioco, specie quello semiautomatico, è incontestabile. Non ha senso fare polemica. Anche per me il fuorigioco fischiato per un millimetro di ginocchio o punta del piede avanti è la morte del gioco del calcio, ma se questa è la regola, allora non si può contestare. Va accettata. Quella è, punto.

    Il passo successivo, a questo punto, dovrebbe essere quello di rendere il 'fuorigioco robot' (definizione che non piace a Collina) l'unico strumento decisionale per valutare la regolarità di un goal. In ogni situazione, anche quelle dove oggi si usa la famosa e francamente inconcepibile frase "il var non può intervenire". La valutazione del campo, in tal senso, non serve più a nulla. Così come non servono più a nulla i guardalinee, già totalmente deresponsabilizzati con l'avvento del Var, ridotti a comparse davanti all'attore protagonista, il Var.

    Se la regola del fuorigioco dovesse rimanere questa, può bastare semplicemente l'arbitro sul terreno di gioco, anche quest'ultimo, tra l'altro, già ampiamente delegittimato. 

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  • Dimarco InterGetty Images

    Dimarco è il miglior terzino al mondo?

  • “È il più in forma al mondo, ma gli italiani non ammetteranno mai”

    Antonio Torrisi - La premessa, anteposta ai commenti che arriveranno, è che ovviamente il termine “terzino” sta troppo stretto a Dimarco. Non è proprio “il suo”: quinto, laterale, Dimarco è un’altra cosa, vero, ma anche un “terzino”. Useremo questo termine come riferimento. Risolto questo tema, passiamo alla domanda: Dimarco è il miglior terzino al mondo?

    Parliamo di chi può essere tra i migliori al mondo in questo momento: a sinistra viene in mente Nuno Mendes, chiaramente. Con lui Alvaro Carreras e Alejandro Balde. E questi sono i migliori: Dimarco, in questo momento eh, può essere considerato migliore di Nuno Mendes, ad esempio? Anche qui va fatta una precisazione sul termine “migliore”: più completo può andar bene? Allora sì: tra fase difensiva e offensiva, qualità tecnica nelle giocate e impatto nelle prestazioni della propria squadra, Dimarco può essere considerato il miglior terzino sinistro al mondo.

    È il miglior terzino al mondo? Allarghiamo il campo comprendendo quelli di destra: Achraf Hakimi, Jurrien Timber, Trent Alexander-Arnold, tra gli altri. Ecco, qui la cosa si complica: il più completo rimane senza dubbio Hakimi (se teniamo come riferimento la completezza). Quindi no: Dimarco non è il miglior terzino al mondo, se questi sono i parametri.

    C’è comunque da fare un’ultima domanda, ben al di là delle analisi fredde e “matematiche”: quando pensate a un terzino-quinto-laterale, chi vi viene in mente? Dimarco? Allora se non è proprio il più forte al mondo, è senza dubbio il più in forma al momento. E non è mica cosa da poco: si può ammettere senza scadere in pregiudizi legati al tifo? In critiche dovute a questo o l’altro colore? Forse no: non sarebbe mica un atteggiamento italiano…

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  • Antonio Conte NapoliGetty Images

    Conte sta facendo un miracolo coi calciatori a disposizione?

  • "Conte il miracolo lo sta facendo da un anno e mezzo"

    Claudio D'Amato - Conte il miracolo lo sta facendo da un anno e mezzo. Se il Napoli è lassù lo deve a lui, se il DNA è tornato vincente è grazie all'uomo scelto e votato da ADL, capace di rigenerare un progetto caduto in disgrazia dopo lo Scudetto Spallettiano.

    Il leccese, determinato nel portare un credo calcistico e gestionale che - piaccia o meno - ha prodotto un tricolore e una Supercoppa in 18 mesi, sta consentendo alla squadra di stazionare in piena zona Champions senza aver dissolto proprio del tutto ambizioni da titolo.

    I passaggi a vuoto, al netto di qualche lettura errata da cui Conte di sicuro non va esentato, spesso sono stati causati anche da un ossigeno ridotto al minimo per via di un calendario zeppo di impegni e un'infermeria 'simil Cardarelli' (in città capiranno), che sta rendendo la stagione un autentico percorso ad ostacoli.

    E allora sì, Conte sta compiendo un miracolo, perché tener botta ai continui infortuni - tra l'altro molti di essi subìti da big della rosa - non sarebbe stato facile per nessuno. E pazienza se a gennaio il mercato estivo è stato sconfessato e se si è usciti dalla Champions: l'emergenza, in maniera naturale, ha obbligato a dover mollare qualcosa.

    Cercare le cause in potenziali difetti di preparazione, oggi, è inutile: l'attualità impone di armarsi di grinta e pazienza. Per recriminare e analizzare ciò che non è andato, ci saranno modo e tempo.

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