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Gennaro Gattuso ItaliaGetty Images

L’Italia vittoriosa e contestata, lo sfogo di Gattuso: “Certi cori non li accetto, è stata una vergogna”

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Una vittoria che prolunga la serie positiva, ma che di fatto non basta per tenere realmente vivo il discorso relativo alla qualificazione diretta ai prossimi Mondiali del 2026.

L’Italia si impone per 2-0 sul campo della Moldavia grazie alle reti siglate in extremis da Mancini e Pio Esposito e resta dunque a -3 da una Norvegia che però, grazie a una differenza reti nettamente migliore (+29 contro il +12 degli Azzurri), si presenterà allo scontro diretto in programma domenica a San Siro sapendo che anche una sconfitta non le strapperebbe dalle mani quel pass inseguito per 28 lunghi anni.

Il commissario tecnico Gattuso, alla sua quinta vittoria in altrettante partite sulla panchina della Nazionale, dopo il triplice fischio finale ha commentato la prova della sua squadra ai microfoni della Rai.

  • "SONO MOLTO SODDISFATTO"

    “Non la migliore Italia? Che vuol dire, non capisco. Io ho visto una squadra che ha giocato e che non ha mai fatto tirare in porta agli avversari. Sono molto soddisfatto, abbiamo fatto quello che dovevamo e dato minuti a dei ragazzi. Se si è rimasti all’11-1 della Norvegia non è un problema mio”.

  • “UNA VERGOGNA SENTIRE CERTI CORI”

    “Mi dispiace sentire quello che ho sentito oggi, è una vergogna sentire cori come ‘Andate a lavorare’. Sono amareggiato, questo non è il momento di dire di andare a lavorare ai giocatori, ma di restare uniti. Questa squadra sta lottando in campo in condizioni non semplici e sentire qui in trasferta 500 tifosi contestare è un qualcosa che non accetto”.

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  • “PENSAVO DI POTER PERDERE”

    “Quando metti undici giocatori nuovi dal primo minuto non è mai facile. Ho pensato anche di poterla perdere, perché quando cambi tanto devi anche mettere in preventivo il peggio. Ricordo che nel 2004 siamo venuti a giocare qui e non abbiamo creato tutte le occasioni di oggi”.

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  • “PRIMA ANCHE LE SECONDE AI MONDIALI”

    “Non faccio polemiche, ma quando giocavo io anche le seconde classificate dei gironi andavano direttamente ai Mondiali, oggi no. Nel 1990 e nel 1994 si qualificavano due africane, oggi otto. Bisognerebbe fare delle domande a chi fa le regole. Le difficoltà ci sono e lo sappiamo bene”.

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