Il capitano del Liverpool Steven Gerrard radunò i compagni in un cerchio e li incitò con parole rimaste celebri: "Non possiamo farcela sfuggire adesso". I Reds avevano appena battuto 3-2 il Manchester City, rivale diretto per il titolo, portandosi a +2 sul Chelsea in vetta alla Premier League. Il City, terzo ma con due partite in meno, era scivolato a sette punti dalla capolista dopo la sconfitta di Anfield.
Il primo titolo in campionato dal 1990 sembrava finalmente a portata di mano per il Liverpool di Brendan Rodgers, protagonista di una straordinaria serie di 10 vittorie consecutive che li aveva proiettati sorprendentemente in corsa per il trofeo. La striscia si allungò a 11 successi con la vittoria sul Norwich, ma proprio in quel momento la stagione cambiò direzione.
La svolta arrivò il 27 aprile, nella sfida casalinga contro un Chelsea ormai concentrato sulla Champions League. Un successo avrebbe di fatto consegnato il titolo ai Reds, ma nonostante il dominio territoriale, il Liverpool non riuscì a concretizzare. E in modo quasi simbolico, arrivò l’errore più pesante: nel recupero del primo tempo, proprio Gerrard scivolò a centrocampo perdendo palla, spalancando a Demba Ba la via del goal.
Nella ripresa il Liverpool assediò la porta del Chelsea, ma la squadra di José Mourinho — come ammesso da Rodgers — “mise due autobus davanti alla porta”. I Reds non riuscirono a trovare il pareggio e nel finale Willian firmò il 2-0 che chiuse la partita.
Il sogno non era ancora finito, ma pochi giorni dopo arrivò il disastro di “Crystanbul”: nella penultima giornata, il Liverpool si fece incredibilmente rimontare dal 3-0 al 3-3 contro il Crystal Palace, sprecando anche il vantaggio nella differenza reti rispetto al Manchester City. L’assalto finale lasciò la squadra completamente sbilanciata e costò altri punti decisivi.
Il colpo fu definitivo. Al triplice fischio, Gerrard provò a consolare Luis Suárez, ma l’impressione era che fosse lui ad aver bisogno di conforto. In seguito, il capitano ha definito quel periodo “i tre mesi peggiori della mia vita”, ammettendo di convivere ancora con ricordi difficili da cancellare.
"Sarebbe facile se bastasse nasconderli sotto il tappeto e non pensarci più", ha raccontato al High Performance Podcast nel 2020. "Ma non credo che sarà mai così…"