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Golazo Djorkaeff Reasco gfxGOAL

Golazo - La storia dell'altro Djorkaeff: Reasco sulle orme di Youri con i Mondiali nel mirino

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Il ruolo c’azzecca poco: trequartista da una parte, attaccante dall’altra. Per quanto riguarda la nazionalità, non ne parliamo neppure: uno è francese, l’altro ecuadoriano. E pure le epoche sono diverse, diversissime tra loro. Ma poco importa: c’è un filo invisibile, che poi tanto invisibile non è, che lega una leggenda del calcio francese a un non conosciutissimo ventiseienne sudamericano.

Tutto sta nel nome: Djorkaeff. Che in un caso è il cognome di Youri, ex giocatore dell’Inter nella seconda metà degli anni novanta, campione del mondo e d’Europa con la Francia. E nell’altro caso è un nome vero e proprio. Perché Djorkaeff Reasco non è uno di quei calciatori tarocchi creati da qualche videogamer con la fantasia volante: è un giocatore vero, reale. E nel suo piccolo, nel suo mondo, è pure piuttosto bravo.

Reasco è appena passato dall'El Nacional all'Independiente Del Valle, sempre in Ecuador. Segna e sogna, vorrebbe tanto tornare in Nazionale e andare ai Mondiali dopo aver già giocato quelli del 2022 in Qatar. E intanto un sogno lo ha già realizzato in passato: incontrare il Djorkaeff “vero”, Youri. L’idolo della mamma, più che il suo. Ma fa nulla.

  • L'IDOLO DELLA MADRE

    Questione di tempistiche, tutto qui. Djorkaeff Reasco è nato nel gennaio del 1999. Youri Djorkaeff stava giocando la sua terza e ultima stagione all’Inter, se ne sarebbe andato qualche mese dopo in coincidenza con l’arrivo in panchina di Marcello Lippi prima di lasciare il calcio giocato nel 2006. In pratica, quando il baby ecuadoriano aveva appena 7 anni.

    Però in famiglia il Djorkaeff francese aveva lasciato un segno qualche mese prima, ai Mondiali francesi. Youri li aveva giocati e vinti, anche se il proscenio se l’era preso il compagno di squadra Zinedine Zidane, eroe della finale col Brasile e futuro Pallone d’Oro. In casa Reasco il torneo se l’erano guardato e gustato, anche se l’Ecuador non c’era. E alla fine, quando la signora Germania Gonzalez è rimasta incinta, hanno deciso di unire gioia e pallone.

    "Mio padre e mia madre erano fan di Youri Djorkaeff - ha detto il giovane Reasco nel 2022, durante la presentazione con gli argentini del Newell’s Old Boys - Non so se avrò una carriera migliore della sua. Cerco di andare passo dopo passo e farmi un nome".

    Qualche tempo dopo, passato all’Instituto di Cordoba sempre in Argentina, ha rivelato che la scelta non è stata tanto del padre Neicer, ex calciatore, quanto della madre, “un’appassionata di calcio. Deve aver intuito che potevo diventare un attaccante, perché anche “Zidane” era un’opzione”.

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  • Djorkaeff ReascoGetty Images

    L'INCONTRO IN QATAR

    Che una leggenda francese e un mezzo sconosciuto ecuadoriano potessero incontrarsi un giorno, onestamente se lo sarebbero attesi in pochi. E invece è accaduto davvero. Djorkaeff ha incontrato Djorkaeff, solo che erano due versioni diverse, mica come quel meme dei vari Spider-Man che si puntano il dito contro a vicenda.

    L’incontro è avvenuto nel 2022 durante i Mondiali del Qatar, prima della gara dei gironi tra l’Ecuador e il Senegal. A Doha era presente anche Youri Djorkaeff. E la cosa curiosa è che tutto è partito da lui, non dall’attaccante ecuadoriano, all’epoca ventitreenne e convocato dal ct Alfaro per la competizione.

    “È stata una delle esperienze più belle che abbia mai avuto durante la mia carriera - ha raccontato in seguito Djorkaeff Reasco - Sin da quando ero piccolo, tutti mi chiedevano: ‘Perché ti chiami Djorkaeff? Che nome strano’. Mia madre, che è una fanatica di calcio, e mio padre mi hanno detto il perché. Per cui, dopo aver spiegato per tanti anni a tanta gente il significato del mio nome, il fatto che sia venuto a cercarmi per chiacchierare un po’ e farci una foto è qualcosa che ricorderò per il resto della mia vita”.

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  • FIGLIO D'ARTE E GIRAMONDO

    Djorkaeff Reasco è figlio di Neicer Reasco, ex terzino destro che qualcosina nel corso della propria carriera ha vinto: giocatore storico della LDU di Quito, tra il 2008 e il 2010 ha alzato la Copa Libertadores, la Copa Sudamericana e per due volte la Recopa Sudamericana. Ha inoltre collezionato 57 presenze con la maglia dell’Ecuador, partecipando ai Mondiali del 2002 e del 2006.

    Reasco ha giocato anche in Argentina con il Newell’s Old Boys e in Brasile con il San Paolo, ma il figlio non è già da meno: è nato e cresciuto proprio nella LDU, però vanta esperienze sempre al Newell’s, all’Instituto, ma pure in Messico (Dorados, dove chiuse la carriera da calciatore Pep Guardiola) e al Barcelona di Guayaquil. Un po’ come il Djorkaeff “originale”. Che è francese di origini armene, ma che quando indossava scarpette e pantaloncini giocò in Francia, in Italia, in Germania, in Inghilterra.

  • L'ANNATA MIGLIORE

    L’ultima stagione è andata benissimo per Reasco junior. O meglio: è andata benissimo dal punto di vista individuale. Il Djorkaeff dei poveri ha segnato come mai aveva fatto in precedenza: 19 reti, condite peraltro da 7 assist, in 35 presenze tra campionato, playoff per la Copa Sudamericana e Copa Ecuador.

    Un rendimento ben diverso rispetto a quello del 2024, anno trascorso a Guayaquil col Barcelona: un solo centro in 19 presenze tra tutte le competizioni. Non trovava spazio, Djorkaeff. E poco c’entrava la doppia rottura del crociato che, tra il settembre del 2018 e il febbraio del 2020, lo aveva costretto a perdere praticamente un anno e mezzo di calcio senza soluzione di continuità.

    Se il 2025 di Reasco è stato strepitoso individualmente, sotto il profilo collettivo la storia è stata ben diversa: l’El Nacional ha chiuso all’undicesimo posto, con 6 lunghezze di margine sulla zona retrocessione, ma è stato retrocesso a tavolino per debiti. Tre volte è stato sanzionato per questo motivo, il massimo previsto dalla legislazione sportiva locale. Finendo così per perdere la categoria nonostante tutti gli sforzi realizzativi del proprio attaccante.

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  • FW_Djorkaeff REASCO(C)Getty Images

    IL SOGNO MONDIALE

    Quanto al rapporto tra Djorkaeff Reasco e la nazionale ecuadoriana, non è strano: di più. Le presenze sono solo 5, senza reti ma con un assist all’attivo proprio all’esordio (3-0 al Messico in amichevole nel 2021). Il figlio d’arte ha indossato per l’ultima volta la maglia della Tri proprio nel giorno in cui faceva la conoscenza dell’idolo della mamma: in Qatar, nel 2022.

    In quell’occasione il ct Alfaro lo ha aggregato al gruppo, il che non è stata una sorpresa: Reasco ne faceva parte già da un anno. Djorkaeff ha scaldato la panchina dall’inizio alla fine sia nella prima partita, vinta contro i padroni di casa del Qatar, che nella seconda, pareggiata contro l’Olanda. Poi, come per miracolo, ecco il debutto a un Mondiale: contro il Senegal nella gara conclusiva dei gironi. Proprio dopo l’incontro con Youri. Solo che l’Ecuador ha perso 2-1, venendo eliminato.

    "Il Mondiale è stata la cosa più bella che mi sia mai capitata nella mia carriera professionistica - ha detto qualche settimana fa ai giornalisti locali - rappresentare il proprio Paese è un'esperienza incredibile. Era un sogno che avevo fin da bambino, così come la Nazionale continua a essere un sogno per me", ha dichiarato inizialmente l'ex giocatore del Barcellona. Sto lavorando per questo, ogni giorno, nel miglior modo possibile. Devo continuare a impegnarmi per guadagnarmi un'opportunità. Controllo sempre la lista dei convocati: vorrei esserci, ma non dipende da me”.

    A novembre hanno chiesto di Reasco anche a Sebastian Beccacece, l’attuale commissario tecnico dell’Ecuador. Lui ha risposto in maniera generica, confermando come lo sguardo suo e del proprio staff sia posato anche sui giocatori che militano in patria, non solo sui Caicedo o Pacho di turno. Ma intanto il sogno del ritorno in Nazionale dell’altro Djorkaeff non si è mai concretizzato. e Anche se, dall'altra parte del mondo, fa il tifo per lui pure Youri.

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