Il Brasileirão è iniziato. E no, non è così normale come potrebbe sembrare a prima vista. Perché se è vero che laggiù la stagione segue il flusso dell'anno solare, prendendo il via a gennaio e concludendosi a dicembre come una sorta di giostra impazzita e inarrestabile, è altrettanto palese il tratto inedito di una simile situazione.
Il via ufficiale è avvenuto mercoledì sera con la prima giornata, conclusa poi nella notte italiana tra giovedì e venerdì. E a metà della prossima settimana si riparte: è già in programma il secondo turno. Il tutto a poco più di un mese dalla conclusione della stagione 2025, terminata con la finale di Copa do Brasil vinta dal Corinthians sul Vasco da Gama, e nel bel mezzo degli ingombranti campionati statali.
In Brasile lo hanno definito "il campionato più lungo della storia", ed è davvero così. Questo è l'anno dei Mondiali, del resto. Vi parteciperà anche il Brasile di Carlo Ancelotti, che pur tra qualche passo falso ha chiuso ai primi posti il girone unico sudamericano. Ma non è l'unica motivazione, e non è nemmeno quella principale, del cambio di formato.
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