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Golazo Brasile GOAL

Golazo - Il record di Paquetá, Neymar con Gabigol e Robinho Jr., il ritorno della Chapecoense: è iniziato il Brasileirão più lungo della storia

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Il Brasileirão è iniziato. E no, non è così normale come potrebbe sembrare a prima vista. Perché se è vero che laggiù la stagione segue il flusso dell'anno solare, prendendo il via a gennaio e concludendosi a dicembre come una sorta di giostra impazzita e inarrestabile, è altrettanto palese il tratto inedito di una simile situazione.

Il via ufficiale è avvenuto mercoledì sera con la prima giornata, conclusa poi nella notte italiana tra giovedì e venerdì. E a metà della prossima settimana si riparte: è già in programma il secondo turno. Il tutto a poco più di un mese dalla conclusione della stagione 2025, terminata con la finale di Copa do Brasil vinta dal Corinthians sul Vasco da Gama, e nel bel mezzo degli ingombranti campionati statali.

In Brasile lo hanno definito "il campionato più lungo della storia", ed è davvero così. Questo è l'anno dei Mondiali, del resto. Vi parteciperà anche il Brasile di Carlo Ancelotti, che pur tra qualche passo falso ha chiuso ai primi posti il girone unico sudamericano. Ma non è l'unica motivazione, e non è nemmeno quella principale, del cambio di formato.

  • IL BRASILEIRÃO PIÙ LUNGO DI SEMPRE

    Non è la prima volta nella storia che il campionato nazionale brasiliano prende il via a gennaio: accadeva anche in passato, l'ultima volta nel 1992. Però si chiudeva durante l'estate italiana, lasciando spazio agli Estaduais nella seconda parte dell'anno.

    Quest'anno si inizia subito, non ad aprile come consuetudine, e si termina a dicembre. Senza soluzione di continuità? Non proprio. La modifica è stata pensata dalla CBF nell'ottica di diluire le partite, di spalmare il torneo di weekend in weekend tentando di limitare per quanto possibile i turni infrasettimanali. Una battaglia che i calciatori avevano iniziato già diversi anni fa, creando un sindacato di cui faceva parte anche Clarence Seedorf, ma senza troppo successo.

    Tra giugno e luglio, inoltre, andranno in scena i Mondiali negli Stati Uniti, in Messico e in Canada. Per cinque settimane il Brasileirão verrà fermato e riprenderà solo al termine della competizione, chiudendo all'inizio di dicembre. Un altro fattore che ha portato alla rivoluzione.

    In tutto questo si sta assistendo a una insolita sovrapposizione tra campionato nazionale e campionati statali. Questi ultimi sono stati "asciugati" al massimo, mediando nel modo più pratico possibile nei confronti di chi da anni ne chiede l'abolizione.

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  • Flamengo v Ceara - Brasileirao 2025Getty Images Sport

    TUTTI A CACCIA DEL FLAMENGO

    La formazione da battere sarà ancora una volta il Flamengo, il club più ricco del paese. La squadra che una volta era di Zico ha vissuto un 2025 da ricordare: ha vinto in pochi giorni sia il campionato che la Copa Libertadores, in entrambi i casi arrivando davanti al Palmeiras.

    La squadra di Filipe Luis ha però perso in casa del San Paolo di Hernan Crespo alla prima giornata. E in generale non sta vivendo un momento particolarmente felice. A contrastarla sarà ancora una volta il Palmeiras del portoghese Abel Ferreira, rimasto in sella nonostante le cocenti delusioni vissute lo scorso anno e a sua volta inceppatosi all'esordio: 2-2 contro l'Atletico Mineiro.

    Vuole fare la voce grossa il Cruzeiro, che dopo gli anni turbolenti della Serie B ha ritrovato vigore e potenza economica ed è reduce da un ottimo terzo posto. Il Corinthians ha conquistato la Copa do Brasil e ha Memphis Depay, ma è in pienissima crisi economica. Così come il Botafogo di John Textor, per il quale i trionfi del 2024 sembrano già un lontano ricordo.

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  • PAQUETÁ E GERSON DA RECORD

    Giocheranno il Brasileirão 2026 sia Lucas Paquetá che Gerson. Ve li ricordate? Entrambi sono transitati anche per il nostro campionato, entrambi hanno lasciato una traccia inferiore e ben più opaca rispetto a quel che ci si sarebbe attesi da loro.

    Paquetá è l'ex Milan, arrivato assieme a Krzysztof Piatek nel gennaio del 2019. Talentuoso quanto fumoso, ha poi vissuto alti e bassi anche al Lione e al West Ham. Prodotto del vivaio del Flamengo, è stato appena riacquistato dai rubronegros, che per riportarlo a Rio de Janeiro non hanno badato a spese: 42 milioni di euro versati nelle casse del WHU, la cifra più alta mai pagata nella storia del calcio brasiliano.

    Fino a qualche giorno fa, il record apparteneva proprio a Gerson. L'ex Roma, ma anche ex Fiorentina, giocava nello Zenit ma aveva voglia di tornare in Brasile. Il Cruzeiro lo ha accontentato, pagando ai russi 27 milioni di euro e firmando un primato che, appunto, sarebbe stato a sua volta superato da Paquetá.

    È il riflesso di una crescita economica che va di pari passo con l'instaurazione progressiva delle SAF (Sociedades Anonimas de Futebol): in pratica, da qualche anno le società brasiliane stanno  affidando le proprie azioni a imprese o investitori, come accade in Europa, svestendo i panni dei club associativi. La SAF del Cruzeiro è in crescita, quella del Botafogo in crisi nerissima.

  • Neymar Robinho jrGetty Images

    NEYMAR, GABIGOL E ROBINHO JUNIOR

    Il Santos potrà contare ancora una volta su Neymar. Che non è più il Neymar di un tempo, ma è sempre Neymar: il calciatore più forte che il Brasile abbia rivelato al mondo negli ultimi 15 anni. L'ex Barcellona e PSG sembrava sul punto di andarsene, tra polemiche e frizioni col club, ma alla fine ha rinnovato per tutto il 2026.

    Neymar, Gabigol e Robinho nella stessa squadra: tutto vero. Solo che il Robinho in questione non è l'ex rossonero: è il figlio, Robinho Jr., mancino giovanissimo e talentuosissimo che ha già esordito in prima squadra nel 2025. E che conta con il sostegno totale dello stesso Ney, più volte espresso da quest'ultimo sia davanti ai microfoni dei giornalisti che attraverso i social.

    "Tuo padre si è preso cura di me e io mi prenderò cura di te", scriveva Neymar a Robinho Jr. un anno fa, rispondendo a un post Instagram di quest'ultimo. Nel 2019, in un'intervista a DAZN, rivelava invece come il suo idolo calcistico fosse sempre stato Robinho, il padre: "Sono un suo fan da quando ero bambino e ho sempre voluto essere come lui".

    Neymar e Robinho comporranno un ideale trio d'attacco con l'ex interista Gabigol, altra promessa mancata del calcio europeo. Ma intanto i primi due non c'erano contro la Chapecoense, nella gara d'esordio del campionato, in quanto non ancora al meglio dopo problemi fisici più o meno seri. E il Santos ha perso 4-2.

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  • IL RITORNO DELLA CHAPECOENSE

    Il Brasileirão 2026 contempla anche il ritorno nell'élite della Chapecoense. Nel decennale della tragedia aerea che sconvolse il Brasile, il Sudamerica e il mondo, la squadra di Chapecó ha conquistato la promozione dalla Serie B alla Serie A, da cui mancava dal 2021.

    L'esordio è stato il migliore possibile: il Santos stava vincendo 2-1 all'Arena Condá, poi la rimonta e il 4-2 finale a favore dei catarinensi. L'obiettivo è la salvezza, strizzando magari l'occhio alla qualificazione a quella Copa Sudamericana che il club ha vinto senza giocare proprio nel 2016, travolto dalla tragedia mentre si apprestava a giocare la finale d'andata in casa dei colombiani dell'Atletico Nacional.

    Il bomber a sorpresa è il terzino sinistro paraguaiano Walter Clar, a segno otto volte in Serie B nel 2025. Ma in rosa compare anche un nome esotico come il congolese Yannick Bolasie, ex Crystal Palace, Everton, Aston Villa e tante altre. Il tutto anche nel nome di chi ha scritto la storia del club e oggi non c'è più.

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