Più di Baggio o Del Piero, dietro solo a Piola, Totti, Nordahl, Meazza e Altafini, ma senza mai indossare la maglia di una delle big del nostro calcio: la grandezza di Antonio Di Natale è tutta qui, nel suo essere stato uno degli attaccanti più prolifici della storia della Serie A senza aver mai rinunciato ai suoi valori, al suo amore per la maglia, a quel senso d'appartenenza e di riconoscenza che nel calcio di oggi sembra ormai smarrito.
209 goal in 445 presenze, dipingendo opere d'arte tra Empoli e Udinese, in una provincia che con lui ha sognato ad occhi aperti, vissuto notti d'Europa, provato emozioni uniche e irripetibili.
Niente e nessuno è riuscito a scalfire il suo matrimonio con il club friulano, nonostante per oltre un decennio Totò sia stato uno dei giocatori più corteggiati in Italia e in Europa.
In occasione del raduno di Operazione Nostalgia abbiamo ripercorso con lui la sua carriera, parlato del suo presente all'Orvietana, dei talenti del futuro della Nazionale e del suo tifo, mai nascosto, per il Napoli, portato in trionfo dal suo ex maestro Luciano Spalletti.
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