I paragoni, nel calcio, sono all’ordine del giorno. E, ovviamente, non sono mai comodi per chi ne è oggetto. Specie se poi, sono alquanto pesanti, se il metro è estremamente elevato. Chiedere, per esempio, a Giorgi Kvernadze, arrivato georgiano in Italia nell’estate del 2023, pescato dal Frosinone.
L’etichetta, facilissima, fu quella di nuovo Kvaratskhelia: per l’ovvia assonanza dei cognomi, per la comune nazionalità d’origine, per il ruolo identico. E infine, un po’ perchè il link era, effettivamente, estremamente semplice, con Giorgi che indico in Kvhicha il suo idolo, sebbene poi non giustificato sul campo.
Ma, adesso, dopo due anni di maturazione, Kvernadze sta finalmente illuminando in Serie B, dimostrando che, in fondo, quel paragone con il più illustre compagno di nazionale non era così poi campato in aria.







