vivien beilNapoli Women
Daniela Belmonte6 feb 2026
WOMEN'S FOOTBALL
S.S.D. Napoli Femminile
V. Beil

Vivien Beil a INDIVISA: "Ritiro? Difficile ma il ruolo di Mental Coach è un'enorme responsabilità"

Tra calcio, Napoli e amore, Vivien Beil si racconta in esclusiva ad INDIVISA, l'ex centrocampista fa un tuffo nel passato dai suoi esordi in Bundesliga, l'interesse per la psicologia che ora ha trasformato nel proprio lavoro e l'amore per Napoli che le ha fatto incontrare la sua anima gemella Alessandra e che dopo anni l'ha spinta a ritornare in una nuova veste dopo il ritiro dal calcio, perché non c'è posto migliore dove ricominciare se non quello di casa propria: "Napoli è stato amore a prima vista sentendomi a casa dal primo giorno nonostante io all'inizio non parlassi l'italiano, ed è per questo che sono tornata. Il fatto che la società con il Presidente Bifulco mi abbiano riaccolta in questo nuovo ruolo dopo il ritiro mi fa affrontare meglio questo processo di transizione a cui mi sto ancora abituando ma il legame enorme con le giocatrici mi fa sentire ogni giorno appagata".

GLI INIZI A JENA E L'ESORDIO IN BUNDESLIGA

"Mi è sempre piaciuto il calcio, stare in una squadra ed avere un obiettivo comune anche nei momenti belli o brutti mi ha sempre affascinata. Ho iniziato a giocare insieme ai ragazzi intorno ai 10 anni a Jena dove sono nata, ed ho giocato con loro fino ai 15 anni quando finalmente fu creata la squadra femminile che partì proprio dalla Bundesliga. Quando ho esordito è stato meraviglioso anche se in quel momento non ti rendi conto davvero di ciò che stai facendo, tra l'altro ero anche la più giovane esordiente nella storia della Bundesliga. Ma io ero una ragazzina che voleva solo giocare ignara anche del fatto che, essendo giovane, non dovevo forzare i tempi e solo aspettare il momento giusto che poi finalmente è arrivato"

IL RUOLO DA CENTROCAMPISTA E LE FONTI D'ISPIRAZIONE

"Il mio ruolo in tutta la mia carriera è cambiato tanto, ma quello da centrocampista è sempre stato il mio preferito specialmente se cresci con giocatrici del calibro di Brigit Prinz o giocatori come Ballack e Schweinsteiger. E' ovvio che da bambina vuoi imitarli"

IL TRASFERIMENTO IN USA PER LA PSICOLOGIA E IL CALCIO STATUNITENSE

"Il calcio femminile negli USA è un altro mondo anche superiore rispetto alla Germania perchè gli americani vedono il calcio prima al femminile e poi a al maschile essendo di gran lunga superiore rispetto ad altri sport come il football americanO. Lì ci sono strutture all'avanguardia e un tifo che difficilmente ho visto da altre parti, giocare negli States mi ha permesso di crescere molto come atleta. Studiare psicologia poi è nato tutto in maniera casuale perchè volevo fare medicina all'inizio, ma il destino ha scelto così ed ho studiato con molto piacere"

L'ARRIVO A NAPOLI

"Napoli è un pò amore a prima vista, il primo giorno essendo tedesca era tutto diverso da come ero abituata, sembrava tutto disordinato e la puntualità non è all'ordine del giorno"-sorride-" ma l'ospitalità e il cuore grandissimo che hanno i napoletani non l'ho mai trovato altrove ed è per questo che mi si è aperto un mondo. Sono arrivata qui sentendomi davvero a casa vivendo tantissime emozioni nonostante non parlassi italiano ed il Covid che ha permesso a me di giocare solo 6 partite, ma in quelle 6 partite ho capito di non aver neanche dopo giocato in una squadra migliore di quella. Avevo una sensazione meravigliosa nel giocare con ognuna delle mie compagne dell'epoca tanto da avere ancora oggi  un bellissimo rapporto e non è scontato. Quest'atmosfera mi ha fatto incontrare anche l'amore per Alessandra rendendo questa città ancor più speciale".

L'ADDIO AL CALCIO GIOCATO E IL NUOVO RUOLO NELLO STAFF DEL NAPOLI

"Dopo il ritiro dal calcio giocato sto vivendo un altro mondo e ci sto ancora facendo l'abitudine, è importante avere la fiducia della società che mi sta dando l'opportunità di imparare da mister Sassarini e da tutto lo staff con la quale mi sto trovando benissimo con il mio doppio ruolo difficile tra mental coach e collaboratrice tecnica ma nonostante ciò mi sta dando tanto. La mia priorità sono sempre le giovani e con "For your future" sto ricevendo tanti fedback positivi ed essere importanti per la loro crescita attraverso consigli e insegnamenti che possono fare la differenza mi fa sentire di importante nel loro processo di crescita"

LA CRESCITA DEL CALCIO ITALIANO E IL FUTURO PERSONALE

"Sono da sei anni in Italia ed il livello del calcio femminile italiano è cresciuto tantissimo, la Serie A di allora è totalmente diversa da oggi, sta diventando un movimento attrattivo e le giocatrici dimostrano con i fatti i loro miglioramenti, anche che molti allenatori e molte allenatrici anche straniere vengano in Italia o dal calcio maschile fa capire che il livello è nettamente superiore. Per la crescita in Italia ma anche in Europa siamo sulla buona strada ma dobbiamo lavorare anche tanto. Per me stessa voglio continuare a fare esperienza, solo così posso capire il mio ruolo nel calcio"