Nonostante la sconfitta di martedì per 2-1 contro l'Albania valida per le qualificazioni europee ai mondiali del 2027 in Brasile, per il Montenegro comunque è una sconfitta che sa di storia: quella contro le albanesi è stata la prima gara nella loro storia in Lega B dopo aver ottenuto la promozione dalla Lega C lo scorso anno da imbattute. Un percorso veloce arrivato in silenzio in alto anche grazie ad alcune protagoniste arrivate in Italia con l'obiettivo di crescere insieme e dare enorme contributo al calcio femminile europeo.
L'ITALIA BASE DELL'EVOLUZIONE MONTENEGRINA
Se il Montenegro ha sempre avuto una forte tradizione per gli sport femminili, il calcio ha avuto per anni visibilità limitata arrivando solo negli ultimi anni all'apice; attualmente nel paese sono 540 giocatrici registrate di cui gran parte al di sotto dei 18 anni. Un picco che sta aumentando dal 2022 con molte giocatrici ed ex giocatrici del calibro di Marija Vukcevic, che hanno lasciato il Montenegro per approdare in campionati esteri come quello italiano. Marija dal 2004 al 2020, dalla Roma al Brescia passando per Chieti, ha contribuito non solo all'evoluzione del nostro movimento in avvio verso il professionismo, ma è stata anche la prima Capitana storica della nazionale montenegrina nata nel 2012 dopo la dissoluzione dalla nazionale serba. In 8 anni, ha collezionato 31 presenze ed 11 goal, il primo alla prima partita contro la Bosnia ed Erzegovina.
Chi ha seguito le sue orme è la nostra conoscenza Masa Tomasevic che all'età di 18 anni la scorsa estate è approdata in Serie A professionistica all'Inter, diventando uno dei perni fondamentali del tecnico Piovani e nominata dalla UEFA tra le 10 calciatrici emergenti del 2024.
IL FUTURO DELLA NAZIONALE PIU' GIOVANE D'EUROPA
La nuova generazione delle calciatrici montenegrina è il fulcro del boom di crescita avuto inizio 4 anni fa, lo si evince dal numero di tesserate nel Paese al di sotto dei 18 anni che supera la metà e la nascita di 2 campionati, Under-14 e Under-16 lanciati a settembre dello scorso anno con rispettivamente 11 e 8 squadre. E di molte altre giovani leve come Tomasevic, che hanno visto in Italia l'opportunità di esprimere nel nome di Montenegro il loro valore e di come il nostro Paese abbia contribuito ad ogni modo, alla crescita di una delle nazionali del futuro.

