Quella di Oliviero è una di quelle favole calcistiche che ti colpiscono al cuore per quanto dal basso si possa arrivare alle cime più alte ammirando un percorso fatto di sacrifici e amore per uno sport che ti ha dato la vita e che ti ha portata a segnare il primo goal in un'Europeo.
"Betta" nasce a Napoli ma si trasferisce da piccola a Genova dove inizia a giocare a calcio contro la volontà di tutta la sua famiglia, fratelli compresi, nonostante questo lei calcia , dopo la scuola con i suoi amici tra i quartieri di Genova che l'hanno accolta, quando a 10 anni corona il suo sogno di giocare una partita nel campetto della chiesa dopo Genoa-Napoli, tra i tanti bambini le viene affidato il ruolo di 'Portiere'.
Lì in quel campo fatto di asfalto, si sentì subito a casa ed è lì che un dirigente del Bogliasco Pieve la notò e la volle con se, iniziando proprio la sua carriera come portiere. La sua carriera da portiere durò poco fin quando una sua compagna di squadra si infortuna e la sostituisce. In attacco nasce Betta Oliviero, quel primo goal della sua vita che l'ha trasformata che l'ha realizzata. L'inizio di una carriera fatta per gradi al Molesana Boero in A2 poi a Serie A con il Cuneo nel 2016 dove esordisce con il suo primo goal in massima serie, poi il Sassuolo e poi, nel periodo più fiorente per lei in Serie A decide di lasciarla per tornare a casa. Oliviero decide di tornare a Napoli, il suo passato che non ha mai lasciato, anche trasferendosi a Genova con l'azzurro negli occhi e Maradona nel cuore che ha sempre voluto emulare:" A Napoli ho realizzato il sogno della mia vita, giocare per la mia città per la mia squadra del cuore"- ha dichiarato a Vivo Azzurro. In azzurro, in piena pandemia, vince il campionato di Serie B riportando le partenopee in A nonostante l'interruzione dei campionati. A Napoli dobbiamo l'ascesa di Oliviero tra Sampdoia, Empoli e Lazio dove, il nuovo CT Soncin la nota e la convoca per la prima volta a febbraio dello scorso anno dove debutta subito da titolare. Da lì le soddisfazioni sono state tante come i sacrifici di una ragazza, piena di vita spesso considerata troppo esuberante, che l'hanno portata a segnare il suo primo goal in un'Europeo contro la Spagna quella delle Campionesse del Mondo e del pollone d'oro come Putellas e Bonmatì e ad arrivare con le sue compagne in semifinale dopo 28 anni di storia come la sua età anagrafica. Quel giovane difensore che ad ogni trasferta guardava gli stadi immaginando un giorno di giocarci, ora ha realizzato un sogno.

