Club Atletico de Madrid v Juventus FC - UEFA Women's Champions League 2025/26 League Phase MD3Getty Images
Miriana Cardinale10 feb 2026
Juventus
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Juventus Women, Tatiana Pinto: 'Bello essere un esempio. Italia? La sorpresa dell'Europeo'

La giocatrice della Juventus Women si è raccontata tra Portogallo e passato.

"Sono una leader? Non lo so, forse dovresti chiederlo alle mie compagne, certamente ho una bella energia" parla con tranquillità Tatiana Pinto. La prima calciatrice portoghese della storia della Juventus Women. Classe 1994 ha giocato nei principali campionati europei: Spagna, Portogallo, Inghilterra e ora l'Italia.

Un viaggio tra i ricordi del passato, uno sguardo al presente in bianconero e il futuro, senza dimenticare il ritorno allo Stadium tra poco più di una settimana. Tutto, nell'intervista che segue a Tatiana Pinto.

  • LE MARATONE, IL PIANO FORTE E...IL CALCIO

    "Io e la mia famiglia stavamo cercando di capire quale sport preferissi. Ero piccola e nella mia città natale non avevamo una squadra femminile di calcio quindi non sapevo si potesse giocare. Quindi correvo e suonavo il  piano ma non ero davvero felice. Poi è arrivata l'opportunità di giocare con i maschi a calcio quando avevo sei anni". 

  • PERCHÈ IL CALCIO

    "Perchè per me il  calcio è una passione fortissima. Il calcio è come posso esprimere tutti i miei sentimenti, la mia anima, non ero felice suonando o correndo. Quando ho iniziato a giocare a calcio ho trovato la felicità, con la palla".

  • SPAGNA, PORTOGALLO, ITALIA E INGHILTERRA

    "In ogni nazione ho imparato qualcosa e sono diventata la giocatrice e la persona che sono ora. Spagna e Portogallo penso siano simili. Ricordo  quandosono andata in Inghilterra ero giovane, avevo 18 anni. Non sapevo come si potesse essere professionali, mi chiedevo cosa facessi lì ma ero in un bel ambiente ed era necessario crescere. Lì ho fatto il cambiamento mentale. La Spagna mi ha dato stabilità e visibilità. In Italia sto bene, sono felice e mi piace ogni giorno qui". 

  • I SOCIAL

    "Li uso per lavoro e per condividere la mia realtà, il mio punto di vista, come io vivo il calcio. Ricevo molti messaggi dalle mamme, in Portogallo non abbiamo giocatrici che fanno questi contenuti. Spesso mi dicono di farli perchè le figlie hanno bisogno di questo, condivido la mia giornata. Il calcio femminile ha bisogno di sfruttare ogni opportunità, io però voglio mostrare la realtà, la mia vita senza filtri in campo e fuori. Non parlo di felicità e di quanto è bello essere una calciatrice. Ci sono molti momenti difficili e io voglio parlare di quelli". 

  • MESSAGGI CHE RICEVE

    "Una mamma mi ha scritto per dirmi che sua figlia aveva una lesione al ginocchio ed era molto triste. Mi ha chiesto un video per farle sentire la mia vicinanza e renderla felice, io l'ho fatto subito e dopo quando mi ha risposto la bimba era molto felice. È bello vedere che da giocatrice posso rendere felice ed essere un esempio per queste persone, è una responsabilità ma anche un piacere". 

  • L'ITALIA E GIRELLI

    "Non posso dimenticarmi il goal di Girelli al Portogallo. Sapevo fosse una giocatrice incredibile ma non ho realizzato fino a quando non ha segnato. Non pensavo di poterci giocare insieme pochi mesi dopo. L'Italia all'Europeo mi ha stupita. Penso siano la nazionale più sorprendente dell'Europeo". 

  • L'ARRIVO ALLA JUVENTUS

    "Ho iniziato la pre season con l'Atletico  Madrid e abbiamo giocato un torneo a Milano a cui partecipava anche la Juventus. Mi ha chiamato il mio agente dicendomi che c'era l'opportunità di andare alla Juve, ci ho pensato ma poi ho accettato. Ho parlato con Viola Calligaris ed Estela Carbonell, con Stefano Braghin, Massimiliano Mazzetta e con mister Canzi e sono stati molto chiari. Mi ricordo che ero a Milano, sono tornata a Madrid ed il giorno dopo sono volata a Torino per le visite mediche e la firma. Non ho salutato le mie compagne a Madrid è stato folle ma è il calcio".

  • ANA CAPETA

    "Non sapevo stesse venendo alla Juventus, quando ho letto la notizia le ho parlato. Io sento di doverla aiutare perchè è la sua prima volta all'estero. Le ho parlato di tutto sulla Juventus, qui abbiamo tutto, sarà una  bella esperienza per lei. Era felice quindi era facile parlarle. Abbiamo giocato cinque anni insieme allo Sporting e ora in Nazionale. Lei è molto aggressiva, gioca molto per la squadra. Penso sia meglio averla in squadra che contro, penso sarà una buona aggiunta per la nostra squadra". 

  • IL RAPPORTO CON I TIFOSI

    "Cerco di avere un bel rapporto con i tifosi. Mi dedico spesso a loro per salutarli, chiedergli come stanno e ringraziarli per esserci. Noi dobbiamo prenderci cura di loro, perchè ci supportano sempre: quando siamo felici, quando non lo siamo, quando vinciamo e anche quando no. È bello perchè ci seguono ovunque, quindi è giusto dedicargli il nostro tempo". 

  • LEADERSHIP

    "Non so se sono una leader, ma ho una buona energia in spogliatoio. Provo a trasmetterla alle mie compagne. Parlo quando penso di poterlo fare. Che leader sono Rosucci e Girelli? Diverse. Martina Rosucci parla di più: quando tutto va bene ma anche quando non va bene. Mi piace moltissimo questo perchè lei conosce il club dal giorno zero, è  sempre stata qui e fa capire esattamente le sue emozioni e non è facile. Lei parla dal cuore. Girelli anche parla quando serve ma è davvero divertente lei, porta buon umore alla squadra".

  • LO STADIUM

    "La prima volta era contro il Benfica. È stato incredibile, emozionante, è uno stadio bellissimo. Giocheremo di nuovo a breve (19 febbraio ndr) e sarà una sfida importantissima". 

  • CRISTIANO RONALDO

    "È stato incredibile quando è arrivato qui, anche l'Italia era pazza di lui. Io ero triste di non essere qui, non avevo mai guardato il calcio italiano ma ho pagato un abbonamento per guardare la Juve e Cristiano Ronaldo. Quando sono arrivata qui sono andata in vista al J|Museum con la squadra e ho visto le sue maglie, è stato incredibile. Qui ci sono diversi portoghesi come Francisco Conceicao o Renato Veiga". 

  • SCUDETTO

    "Io credo sempre fino alla fine. Se i numeri dicono che è possibile, come dice la Juventus. Non sono preoccupata, dobbiamo controllare ciò che possiamo facendo il nostro lavoro, poi vedremo".