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«Se non mi avesse richiamato Galliani sarei rimasto in Spagna. Parto alla pari con Dida e Kalac? Va bene tutto, non la tribuna...».

Christian Abbiati, bentornato. «Grazie. Sono felice di vestire nuovamen­te la maglia del Milan. Dopo tre stagioni in cui ho fatto le mie esperienze, quando mi è stata prospettata l'opportunità di tornare, l'­ho colta al volo.Il Milan è la mia seconda famiglia: qui so­no cresciuto e mi sono affermato, il prossimo sarà il mio ottavo anno con questa società».

Stavolta sente la fiducia attorno a lei, anche quella di Ancelotti?. «Non ho mai avuto problemi con lui. Non mi sono mai lamentato nemmeno quando non giocavo mai. Non ho bisogno di sentirmi importante e sono in grado di trovare gli sti­moli da solo. Ma devo avvertire fiducia at­torno a me».

Per il ritorno al Milan ha rifiutato l'offerta del Palermo. «Ho incontrato sia il presiden­te Zamparini che Colantuono e ho spiegato loro come stavano le cose. Il mio desiderio era ed è quello di rimettermi in gioco nel Mi­lan».

Al Milan però siete addirittura in tre e, al mo­mento, Ancelotti vi ha messo tutti sullo stes­so piano?. «E' una situazione unica. Credo sia una grande occasione per tutti noi. La concorren­za offre grandi stimoli».

Proviamo a im­maginare Milan-Bologna, con le tre opzioni, Abbiati in campo, Abbiati in panchina, Abbiati in tribuna. «Nel primo caso sarei contento perchè sarebbe la dimostrazione che sono venuto qui per sfrut­tare tutte le occasioni e per giocare. Nella seconda ipotesi sarei deluso, ma lo sarebbero anche gli altri due miei compagni. La terza opzione è una situazione che in questo momento non prendo nemmeno in considerazione. Sarebbe completamente nuova, non so dire co­me reagirei».

Dopo la Juve, è stato prima al Torino e poi all'Atletico Madrid. Quale esperienza ricor­da con più piacere?. «Senza dubbio quella in Spagna. Dico di più, se non fossi tornato al Milan, sarei rima­sto a Madrid. Atmosfera e mentalità sono dif­ferenti rispetto all'Italia. Gli stadi sono pieni. Anche quando perdi, non ci sono problemi per tornare a casa».

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