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"Prenderemo due campioni: uno sarà l'erede di Nedved che non è eterno. Escluso un ritorno immediato sul mercato per l'infortunio di Trezeguet".

La Juventus galoppa anche senza Xabi Alonso. La rinuncia allo spagnolo è sta­ta una questione di soldi? «E’ stata una scelta tecnica. La Juve non perde un affare per un milione di euro. Il nostro uomo era Poulsen: Quando abbiamo saputo che Poulsen non rinnovava con il Siviglia, abbiamo chiuso risparmiando dieci milioni».

Rimpianti per Aquilani?  «Abbiamo provato a prenderlo, ma ab­biamo capito subito che la Roma non lo avrebbe ceduto. Allora rimpianto è una parola forte».

L’infortunio di Trezeguet vi spingerà a tornare sul mercato?  «Escluso. La perdita di David è molto pesante, ma siamo sufficientemente at­trezzati in attacco per reggere certi col­pi della malasorte. Rivolgersi agli svin­colati non è il caso. David torna a genna­io e abbiamo tenuto Giovinco anche nel­l’ottica emergenza».

Il progetto Juve è a metà strada: sod­disfatti?  «Di più. Anche orgogliosi. Non sareb­be stato possibile fare meglio. Adesso posso guardare negli occhi i campioni che sono rimasti con noi in B e dire con loro: ne è valsa la pena».

Obiettivi del mercato estivo?  «Due grandi acquisti: innanzitutto un campione in grado di sostituire Nedved, che non è eterno».

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