Storia del ClubIl Fútbol Club Barcelona, noto internazionalmente anche come Barça e in Italia come Barcellona, è una società polisportiva spagnola, fondata a Barcellona nel 1899 da un gruppo di calciatori svizzeri, britannici e spagnoli guidati da Joan Gamper. Il motto della società è "El Barça és mas que un club" (Il Barça è più di un club). Benché sia più famosa per la sezione calcio, la società comprende anche altre squadre sportive professionistiche di pallacanestro, pallamano, hockey su pattini in linea e football americano. Il Fútbol Club Barcelona è la squadra di calcio principale della città di Barcellona. È l'unico club europeo ad avere sempre giocato in Europa dal 1955 ad oggi almeno in una delle quattro competizioni europee (Coppa dei Campioni-Champions League, Coppa delle Coppe, Coppa delle Fiere-Coppa UEFA, Supercoppa Europea). Attualmente il Presidente è Joan Laporta e l'allenatore della squadra di calcio Frank Rijkaard.
== LE ORIGINI == Il 22 ottobre 1899 Joan Gamper diffuse un annuncio pubblicitario sul giornale Los Deportes, dichiarando la sua volontà di formare un club calcistico. Il riscontro fu positivo, come dimostra un incontro al Gimnasio Sole il 29 novembre. Era nato il Foot-Ball Club Barcelona. In conseguenza di ciò alcuni altri club calcistici spagnoli, su tutti il Real Madrid e l'Athletic Bilbao, ebbero fondatori britannici e inizialmente adottarono nomi inglesizzanti. La leggenda vuole che Gamper abbia scelto il colore blaugrana (detto anche azulgrana) sul modello del Basilea, il suo club precedente. Il Barcellona si segnalò subito come uno dei club emergenti nel panorama calcistico spagnolo. Partecipò al primo Campionato di Catalunya e alla prima Coppa del Re. Vinse il suo primo trofeo nel 1901 (Copa Macaya). Nel 1902 il club disputò anche la prima finale di Coppa del Re, venendo sconfitta per 2-1 dal Club Vizcaya.
== L'ERA GAMPER == Nel 1908 Joan Gamper diventò il presidente del club per la prima volta. Successivamente occupò l'incarico in cinque periodi diversi (1908-09, 1910-12, 1917-19, 1921-23 e 1924-25) e trascorse 25 anni al timone della società. Il principale successo come presidente fu il fatto di dare al Barça uno stadio proprio. Inaugurò anche una campagna di reclutamento di soci, che alla fine del 1922 avevano superato quota 10.000. Gamper acquistò anche giocatori leggendari come Paulino Alcántara, Ricardo Zamora e Josep Samitier, che aiutarono la squadra a dominare sia il Campionat de Catalunya sia la Coppa del Re e a vincere la prima Liga spagnola nel 1929. Il 14 marzo 1909 aprì i battenti lo stadio Carrer Industria (6.000 posti a sedere). Nel 1922 la squadra si trasferì al Les Corts. All'inizio questo stadio aveva una capacità di 30.000 spettatori, che in seguito fu aumentata in modo impressionante fino ad arrivare a 60.000 posti. A novembre 2005 si contavano circa 1730 fan club non ufficiali del Barça sparsi in tutto il mondo.
== LA RIVALITA' CON IL REAL MADRID == La rivalità tra FC Barcellona e Real Madrid è leggendaria. Sin dall'inizio le società furono considerate rappresentanti delle due regioni rivali della Spagna, la Catalogna e la Castiglia, così come delle due stesse città. Ciononostante la rivalità raggiunse un livello maggiore durante la dittatura di Francisco Franco, quando il Real Madrid era considetato la "squadra del regime", mentre il Barcellona era reputata la squadra dell'opposizione. Durante la Guerra civile spagnola, però, i membri di entrambi i club soffrirono sotto le grinfie dei sostenitori di Franco. Il presidente del Barcellona Josep Sunyol fu assassinato, mentre il presidente del Real Madrid Rafael Sánchez Guerra, un eminente repubblicano, fu imprigionato e torturato. I sicari del dittatore arrestarono e assassinarono anche un vicepresidente e tesoriere del Real e un presidente ad interim scomparve. Josep Samitier e Ricardo Zamora, invece, sostennero apertamente Franco.
== CF BARCELONA == Dopo la Guerra civile spagnola la lingua e la bandiera catalana furono abolite e alle società di calcio fu proibito di usare nomi non spagnoli. Queste misure indussero il club a cambiare denominazione in Club de Fútbol Barcelona e a rimuovere due delle quattro barre rosse dello stemma. Malgrado le restrizioni imposte da Franco il CF Barcelona godè di notevole successo nel corso degli anni '40. Nel 1945, con Josep Samitier come allenatore e grazie all'apporto di giocatori come César, Ramallets e Velasco, la squadra vinse la Liga per la prima volta dal 1929. Altri due titoli arrivarono nel 1948 e nel 1949. Nel 1949 la squadra vinse anche la prima Coppa latina. L'allenatore Fernando Daucik e Ladislao Kubala, considerato da molti il miglior calciatore del Barcellona di tutti i tempi, condussero il Barça a vincere cinque trofei diversi, tra cui la Liga, la Coppa del Re, la Coppa latina e la Copa Eva Duarte nel 1952. Nel 1953 i due contribuirono ai nuovi successi nella Liga e nella Copa del Generalisimo. I trionfi proseguirono con un'altra Copa del Generalisimo nel 1957 e con la Coppa delle Fiere nel 1958. Con al timone Helenio Herrera e in squadra un giovane Luis Suárez, Pallone d'Oro 1960, e due validi ungheresi consigliati da Kubala, Sandor Kocsis e Zoltán Czibor, la squadra centrò due accoppiate: quella nazionale nel 1959 e quella Liga-Coppa delle Fiere nel 1960. Nel 1961 il Barça diventò la prima squadra capace di sconfiggere il Real Madrid in una partita di Coppa dei Campioni, mettendo così fine al monopolio madridista sulla competizione. Gli anni '60 furono meno ricchi di successi per la squadra, con il Real Madrid e l'Atletico Madrid che monopolizzarono la Liga. Tuttavia il decennio vide anche l'ascesa di Josep Fuste e Charly Rexach dalla cantera (il vivaio) della squadra e la vittoria della Copa del Generalisimo nel 1963 e della Coppa delle Fiere nel 1966.
== L'ERA CRUYFF == La stagione 1973-1974 conobbe l'arrivo di una nuova leggenda del Barça, Johan Cruyff. Già affermatosi nell'Ajax, Cruyff si guadagnò subito le simpatie dei tifosi del Barça quando dichiarò alla stampa europea che aveva preferito il Barcellona al Real perché non avrebbe potuto giocare per un club associato a Franco. La stella olandese aiutò la squadra a vincere la Liga per la prima volta dal 1960. Durante la stagione ci fu anche una clamorosa vittoria per 5-0 contro il Real Madrid al Bernabéu. Nel corso della sua militanza in squadra Cruyff fu insignito del Pallone d'Oro per due volte consecutive. Cruyff tornò al Barcellona come allenatore nel 1988 e iniziò a costruire il Dream Team, la Squadra dei Sogni che derivava il nome dalla squadra di pallacanestro statunitense che giocò alle Olimpiadi di Barcellona 1992. Cruyff fondò l'ossatura della squadra su giocatori come Josep Guardiola, José Mari Bakero, Aitor Beguiristain, Goikoetxea, Ronald Koeman, Michael Laudrup e Hristo Stoichkov, votato Pallone d'Oro nel 1994. Questa squadra vinse la Liga per quattro volte tra il 1991 e il 1994 e sconfisse la Sampdoria sia nella finale di Coppa delle Coppe del 1989 sia nella finale della Coppa dei Campioni del 1992, giocata a Wembley. I trionfi dell'era Cruyff comprendono anche una Coppa del Re nel 1990, la Supercoppa europea nel 1992 e tre Supercoppe di Spagna. Con 11 trofei Cruyff è a tutt'oggi l'allenatore più vincente nella storia del club. È anche l'allenatore del Barça che è stato in carica più a lungo. I contrasti Josep Lluís Nuñez portarono alle dimissioni di Cruyff.
== L'ERA NUNEZ == Pur non avendo alcun legame precedente con il club, nel 1978 Josep Lluís Nuñez fu eletto presidente del Barcellona. I suoi principali obiettivi erano quello di porre il Barcellona nell'élite dei club sportivi mondiali e dare alla società stabilità finanziaria. Nel 1979 e nel 1982 la squadra vinse due delle quattro Coppe delle Coppe vinte nell'era Nuñez. Nel 1982 Diego Armando Maradona fu acquistato dal Boca Juniors per una cifra record. Cionostante il suo periodo al Barça fu breve e privo di successi e così l'argentino si trasferì ben presto al Napoli. Nel 1985, con Terry Venables in panchina, il Barça vinse la Liga e nel 1986 raggiunse la sua seconda finale di Coppa dei Campioni, dove fu sconfitta dalla Steaua Bucarest soltanto ai rigori. Nel 1988 Nuñez affidò l'incarico di allenatore a Johan Cruyff. Malgrado i freschi successi ottenuto con il Dream Team, dissapori personali spinsero Nuñez a esonerarlo nel 1996. L'olandese fu temporaneamente sostituito da Bobby Robson, che guidò la squadra per una sola stagione nel 1996-1997. L'inglese volle in squadra Ronaldo, che aveva già allenato al PSV Eindhoven e riuscì a conquistare un tris di coppe: Coppa del Re, Coppa delle Coppe e Supercoppa di Spagna. Nello staff di Robson c'era José Mourinho, assistente tecnico nonché traduttore. Come Maradona, anche Ronaldo restò a Barcellona per un breve periodo prima di passare all'Inter. Tuttavia si affermarono nuovi eroi quali Luis Figo, Luis Enrique e Rivaldo e la squadra centrò l'accoppiata Coppa del Re-Liga nel 1998. Nel 1999 la squadra si confermò campione nella Liga e Rivaldo divenne il quarto giocatore del Barça a vincere il Pallone d'Oro.
== LA STORIA RECENTE == Un mix tra un nuovo presidente giovane ed entusiasta, Joan Laporta ed un nuovo allenatore, Frank Rijkaard, è alla base del ritorno prepotente del club al dominio nazionale ed europeo nelle stagioni recenti. Sul campo una combinazione di giocatori di talento (Henrik Larsson, Ronaldinho, Deco, Ludovic Giuly e Samuel Eto'o) e elementi esperti (Rafael Márquez e Giovanni van Bronckhorst), uniti ad un nuceo di giocatori nativi del luogo (Carles Puyol, Andrés Iniesta, Xavi e Víctor Valdés), hanno visto la risalita della squadra da un preoccupante ultimo posto in classifica ad una striscia di imbattibilità di 14 partite nella stagione 2003-2004. La squadra ha occupato saldamente il primo posto nella Liga dall'inizio alla fine della stagione 2004-2005, conquistando così la Liga dopo 5 anni e la Supercoppa di Spagna. Ronaldinho è stato aggiunto nella lista dei giocatori del Barça in lotta per il Pallone d'Oro. L'unica delusione è stata la sconfitta contro il Chelsea ai quarti di finale della UEFA Champions League 2005. Rinforzata dall'arrivo di Mark van Bommel e l'esplosione del prodigioso talento di Lionel Messi, il Barça della stagione in corso è ripartita da dove aveva lasciato. Il 3 maggio 2006 il Barcellona si è confermato per la sua 18esima volta campione di Spagna ed il 17 maggio dello stesso anno, al Parco dei Principi di Parigi, si è laureato campione d'Europa, battendo per 2-1 l'Arsenal nella finale di Champions League, dopo aver battuto in semifinale l'altro favorito del torneo: il Milan.
La stagione 2006-2007 è iniziata con la cessione di Mark van Bommel al Bayern Monaco e gli arrivi dal Chelsea di Eidur Gudjohnsen (per 15 milioni di euro) e, dopo lo scandalo che investì il calcio italiano, di Gianluca Zambrotta e Lilian Thuram dalla Juventus. Dopo aver vinto la sua settima Supercoppa di Spagna nella doppia finale-derby contro i rivali cittadini dell'Espanyol, il Barcellona è stato sonoramente sconfitto (3-0) dai connazionali del Siviglia nella partita valida per l'assegnazione della Supercoppa Europea, mancando l'occasione di conquistare per la terza volta il trofeo e la possibilità di vincere tutte e sei le competizioni in cui era in corsa nel 2006-2007 (Supercoppa di Spagna, Supercoppa Europea, Liga, Coppa del Re, Mondiale per club e Champions League). A dicembre 2006 ha disputato, in qualità di campione d'Europa in carica, il Mondiale per Club FIFA (ex Coppa Intercontinentale). Dopo aver sconfitto i messicani dell'América per 4-0 nella semifinale, turno al quale cui era qualificato di diritto, nella finalissima di Yokohama il Barça è stato battuto per 1-0 dai brasiliani dell'Internacional di Porto Alegre, perdendo così l'opportunità di mettere le mani sull'unico trofeo che manca nella bacheca della società blaugrana. A marzo, poi, è stato estromesso dalla Champions League 2006-2007 agli ottavi di finale, uscendo dal torneo da campione in carica per opera del Liverpool. In campionato il dominio incontrastato dei blaugrana ha lasciato il posto ad una serrata competizione con il Siviglia e il Real Madrid. Il torneo è stato poi vinto dai madridisti per i migliori risultati negli sontri diretti con il Barça, avendo le due squadre chiuso a pari punti il campionato. Il cammino della squadra in Coppa del Re è, invece, terminato in semifinale, dopo una clamorosa sconfitta per 4-0 in casa del Getafe (i blaugrana avevano vinto per 5-2 all'andata).
Fonte: Wikipedia, l'Enciclopedia Libera