- Home
- Ultime Notizie
- Profilo Squadra
- Storia
- Palmares
- Calendario
Fondata: 1893
Indirizzo: Via Ronchi 67, 16155 Genova Pegli Italy
Telefono: +39 010-612831
Fax: +39 010-6128344
Email: info@genoacfc.it
Sito Web Ufficiale: http://www.genoacfc.it
Presidente: Enrico Preziosi
Direttore Sportivo: Fabrizio Preziosi
Stadio: Stadio Luigi Ferraris, Genoa
Il Genoa Cricket and Football Club è una società calcistica di Genova e, tra le italiane, quella in possesso del più antico documento scritto attestante la data di fondazione (1893). La storia del Genoa è, inevitabilmente, la storia del calcio italiano degli albori. Basti pensare che, dal 1898 al 1929, ovvero nella fase dei campionati nazionali antecedenti l'introduzione del cosiddetto girone unico, quella rossoblù è la squadra che ha ha ottenuto il maggior numero di punti complessivi.
L'estate del 1893 stava volgendo al termine, era il 7 settembre quando, in via Palestro n.10, interno 4 - nel pieno centro cittadino - nelle sale del consolato britannico, si era dato convegno un folto gruppo di inglesi. Scopo della riunione era l'ufficializzazione di un circolo che da oltre un anno svolgeva attività sportive. Nacque, così, il Genoa Cricket and Athletic Club. Il nome era tutto un programma: la società, infatti, non si prefiggeva tanto di praticare il gioco del football ma, come era consuetudine, di essere un gruppo sportivo per la pratica di diversi sport di squadra e individuali, soprattutto di tradizione anglosassone, come appunto il cricket (sport ritenuto di origini nobili), la waterpolo (la moderna pallanuoto) e il football (ritenuto più "popolano"). Genova, infatti, con l'apertura del Canale di Suez, era diventata un importante porto commerciale attirando compagnie straniere. Gli Inglesi erano molto numerosi e amavano praticare qui le loro tradizioni sportive gareggiando spesso con gli equipaggi connazionali delle navi che facevano scalo. Visto il notevole interesse locale, capirono però ben presto che anche in Italia lo sport del calcio poteva avere la stessa notorietà e diffusione che già registrava da tempo in Inghilterra.
Le prime cariche elettive videro come presidente Charles De Grave Sells, quale vice Summerhill senior e come patrono Sir Charles Alfred Payton. Il terreno di gioco era quello già usato fino ad allora, messo a disposizione già dal 1890 da due industriali scozzesi le cui aziende operavano nel capoluogo ligure - Wilson e McLaren - a Sampierdarena. Le partite venivano regolarmente giocate al sabato. Nel 1896, tre anni dopo la fondazione della primitiva società genoana, si unì al gruppo James Richardson Spensley che fu il vero artefice della nascita del Genoa come club prettamente calcistico. Il 2 gennaio 1899 Spensley, per dar risalto allo sport più praticato dagli iscritti e che aveva già portato in bacheca due allori nazionali, propose il cambiamento di denominazione da Genoa Cricket & Athletic Club in Genoa Cricket and Football Club. Oltre ciò a Spensley si deve il fatto che il 10 aprile 1897 il gruppo di britannici inserì nello statuto del club la regola che ammetteva l'ingresso di soci italiani. Cambiava anche il campo di gioco. Veniva lasciato l'insufficiente campo della Piazza d'Armi di Sampierdarena per uno nuovo a Ponte Carrega.
Tutto era pronto per il primo campionato ufficiale istituito dalla Federazione Italiana del Football, che nel frattempo in due sedute (15 e 26 marzo 1898) si era costituita tra i dirigenti del Genoa (Spensley) e quelli di alcune altre compagini torinesi. La fase finale del campionato venne disputata in una sola giornata l'8 maggio - sempre nel 1898 - nell'ambito dei festeggiamenti in occasione dell'Esposizione Internazionale per i cinquant'anni dello Statuto Albertino, ebbe luogo al Velodromo Umberto I di Torino. Venne deciso di far giocare solo le squadre che durante l'anno si erano dimostrate imbattibili. Con un girone a 4 squadre si arrivò alla finale Genoa-Internazionale Torino, vinta ai tempi supplementari con il "golden goal" messo a segno dall'ala sinistra genoana Leaver. La società si portò a casa una coppa generosamente offerta dal duca degli Abruzzi, mentre a ciascun giocatore andò una medaglia d'oro stile rococò. Furono proprio queste medaglie - chiamate targhette - il simbolo tangibile della vittoria nel campionato. La coppa sarebbe stata vinta definitivamente da chi avrebbe vinto il torneo FIGC per tre anni (e sarà proprio il Genoa nel 1900). Di scudetto si parlerà soltanto nel 1924 e sarà proprio il Genoa a lanciarne l'idea appuntandoselo per la prima volta sulle maglie.
Iniziò così il primo ciclo del Genoa. Nelle stagioni seguenti la formula restò invariata, durante tutto l'anno le squadre che nel frattempo erano cresciute in numero, si incontravano su basi di sfide dirette, disputando poi la fase finale in una sola giornata in casa della squadra detentrice del trofeo. I rossoblù conquistano 3 titoli (tra il 1898 ed il 1900) e si aggiudicano l'ambita Coppa Fawcus messa in palio e destinata alla prima squadra che si aggiudichi, appunto, 3 campionati. Il 25 gennaio del 1901 su proposta del socio Rossi, con 5 voti favorevoli e 4 contrari, le casacche genoane si trasformano in rosso granata e blu notte come la bandiera britannica Union Jack. Dopo aver perso in finale contro il Milan nel campionato 1901 il Genoa conquistò altri tre scudetti consecutivi confermandosi la squadra più forte d'Italia. In quegli anni il Genoa vinse anche la Palla Dapples messa in palio dal giocatore genoano Dapples. Il premio consisteva in una sfera d'argento delle stesse dimensioni e delle stesse caratteristiche (con cuciture in rilievo) di un pallone da football. La Palla Dapples, che prevedeva degli scontri diretti al termine dei quali ogni volta il vincitore si portava a casa il trofeo per poi cederlo alla squadra sfidante che lo avesse battuto, andò avanti per ben sei anni e attraverso quarantasette incontri. Il 20 dicembre 1909 se lo aggiudicò definitivamente il Genoa dopo che la Palla Dapples aveva decorato le sedi di Milan, Juventus, Torino, Pro Vercelli, Andrea Doria, Unione Sportiva Milanese.
Negli anni successivi il Genoa attraversò un periodo di declino che durò per circa un decennio: nell'estate 1913 rischiò pure di essere radiata dalla FIF per aver acquistato a caro prezzo alcuni giocatori dall'Andrea Doria in un epoca in cui questo non era permesso. Per fortuna, grazie alla difesa del suo ex calciatore Eduard Pasteur, il Genoa fu assolto. Fu soltanto nel 1915 che il Genoa conquistò il suo settimo scudetto nonostante il campionato fosse stato sospeso per via dello scoppio della I Guerra Mondiale. La FIGC infatti decise di assegnare lo scudetto alla prima classificata del girone finale dell'Italia settentrionale cioè il Genoa. Nel 1923 e 1924 il Genoa allenato da William Garbutt conquista i suoi ultimi due scudetti battendo in finale rispettivamente Lazio e Savoia. Il Genoa avrebbe potuto vincere il suo decimo scudetto nel 1925 ma purtroppo perse la finale Lega Nord contro il Bologna.
Nel 1933-34 arriva la prima ed inaspettata caduta in Serie B che durerà solo un anno. Il Genoa tornato in A riprende i panni di protagonista trovando in Culiolo l'ultimo presidente ambizioso con dichiarate pretese di scudetto. Classificatosi al 6° posto in campionato il 6 giugno del 1937 a Firenze i rossoblù si aggiudicano la Coppa Italia battendo in finale per 1-0 la Roma. L'anno seguente i Grifoni raggiungono la terza posizione a soli 3 punti di distacco dall'Ambrosiana-Inter e si aggiudicano 1 - 0 il primo derby di campionato disputato con il Liguria antenata della Sampdoria. Il CT Pozzo portò con sé in Francia per i Mondiali del 1938 tre giocatori genoani Genta, Perazzolo e Bertoni che però non verranno schierati in campo. Il Genoa in fine conclude il decennio con un 4' posto finale (1938-39) e un 6 a 1 rifilato (1939-40) ad un Torino che da lì a poco sarebbe diventato una leggenda del calcio italiano.
Il Genoa dell'immediato dopoguerra, pur giocando stabilmente in A, è certamente ridimensionato rispetto a quello che gli appassionati di calcio erano abituati a vedere. In effetti dopo la fine della seconda guerra mondiale si può dire che la popolarità del Grifone (pari a quella della Juventus e del Torino almeno fino agli anni sessanta) sia inversamente proporzionale ai risultati che la squadra raggiunse in campo. Nel 1959/60 la squadra rossoblù retrocede in serie B e nel 1969/70 addirittura in serie C. In soccorso del Genoa, oltre ai suoi tifosi, arriva sulla panchina Arturo Silvestri e il 13 giugno del 1971 per Genoa-Rimini al Ferraris 55.000 rossoblu festeggiano il ritorno del Grifone in Serie B (1970/71). La cosa si ripete due anni dopo il 17 giugno del 1973 quando uno stadio stipato all'inverosimile, nella partita contro il Lecco, questa volta saluta il ritorno del glorioso Grifone in Serie A (1972/73). I problemi finanziari non consentono la formazione di una squadra competitiva e il 1973-74 si conclude con un mesto ritorno in cadetteria. Passano 2 anni e il 3-0 casalingo col Modena sancisce l'ennesimo primo posto in Serie B con conseguente promozione per i rossoblù guidati da Luigi Simoni (1975/76).
Il campionato di Serie B 1980-81 si presentò in veste fortemente anomala in quanto, in seguito a indagini sul calcioscommesse, il Milan e la Lazio avevano subito la retrocessione d'ufficio. Il Grifone iniziò il campionato con grandi difficoltà e raccogliendo pochi punti ma riuscì presto a recuperare il distacco, mantenendosi sulla scia del terzo posto e terminando il girone d'andata a soli 2 punti da Cesena e Sampdoria. La svolta definitiva della stagione giunse dopo la terza giornata di ritorno, quando i rossoblù pareggiarono 0-0 col Milan al Ferraris. Nelle restanti 16 giornate il Grifone di Martina, Onofri, Claudio Sala e dei giovanissimi Sebino Nela, Russo e Boito uscì sconfitto una sola volta, riuscendo a ottenere punti preziosi nel derby e in una decisiva partita all' Olimpico contro la Lazio. Dopo le vittorie nello scontro diretto contro il Cesena e poi nella penultima giornata a Bergamo, il Genoa riuscì a sorpassare la Lazio, che aveva terminato la propria gara casalinga pareggiando con il Vicenza dopo aver sprecato due rigori. Le sirene al porto festeggiarono l'evento e l'insperata promozione fu definitivamente raggiunta allo Stadio Luigi Ferraris la domenica seguente, quando il Grifone concluse la partita con un 2-0 sul Rimini.
Nel 1984 il Grifone conobbe nuovamente l'onta della retrocessione, in seguito anche a una sconfitta in uno scontro diretto con la Lazio, finita poi a pari punti al terz'ultimo posto, nel quale il Genoa contestò un decisivo rigore concesso agli avversari. Così i rossoblù, nonostante un'esaltante rincorsa finale che non riuscì a compensare i punti persi in precedenza, retrocederono. Iniziò così un nuovo periodo buio per la squadra, un quinquennio tra i cadetti. Cinque anni in B che portarono a una rivoluzione societaria con l'abbandono dell'ormai contestato Fossati e l'arrivo di Spinelli, un continuo cambio di allenatori, dirigenti e giocatori, e una promozione sfiorata e persa all'ultima giornata nel 1987. L'incubo della serie B finì con il ritorno di Sogliano come direttore generale e con l'approdo di Scoglio in panchina. La solidità della difesa, capitanata da Signorini, la rapidità del centrocampo guidato dall'estroso Eranio e le reti segnate dalla coppia d'attacco Nappi e Fontolan, portarono la promozione in casa rossoblù, ottenuta anche grazie a un esaltante girone di andata. L'anno seguente il Genoa riuscì ad ottenere una meritata salvezza ma al termine del campionato Scoglio lasciò la squadra, causa attriti con Spinelli, poco prima della finale della Mitropa Cup, disputata in Puglia, dal Genoa e dal Bari (conclusasi con una sconfitta di 1-0).
La storia più recente del Genoa è stata caratterizzata, a partire dalla fine degli anni ottanta e dai primi anni novanta (fino, cioè, alla nuova retrocessione in Serie B avvenuta nel 1995) da un ritorno a valori di eccellenza. Il nuovo mister, Bagnoli, sostituì il professor Scoglio. Bagnoli era un allenatore che vantava una recente promozione in serie A nel Cesena ma soprattutto un ottimo ciclo a Verona con una scalata in A seguita da campionati importanti, finali di Coppa Italia, presenze in Europa e uno storico scudetto (chiuse tuttavia il ciclo con una retrocessione in serie B). L'arrivo di Bagnoli non fu però acclamato dalla tifoseria genoana, nonostante un mercato che vide la partenza di Fontolan e l'arrivo del vicebomber dei mondiali, Tomas Skuhravy, che comporrà, dopo un avvio zoppicante, una storica coppia con Aguilera. Il Genoa salì, dopo una stagione trionfale, alla vetta più alta del Dopoguerra, il 4° posto, ottenendo la qualificazione alla Coppa UEFA. Il Genoa visse così l'anno seguente un campionato di grande livello che chiuderà, dopo un tracollo, con il raggiungimento della salvezza. In Coppa Italia il Grifone giunse ai quarti di finale mentre in Coppa Uefa, rischiata l'eliminazione al primo turno con l'Oviedo, i rossoblu eliminarono prima la Dinamo Bucarest, poi la Steaua Bucarest ed infine il Liverpool, dopo due storiche imprese con gli Inglesi che assicurarono al Genoa il titolo di prima squadra italiana a superare (risultato 2-1) all' Anfield Road il Liverpool in un turno di quarti di finale di Coppa UEFA. Questo trionfo chiuderà di fatto un altro miniciclo rossoblu poiché la squadra, alla vigilia della semifinale Uefa con l'Ajax, ruppe con la società per una questione relativa ai premi, mentre il mister si accordò con l'Inter per la stagione successiva e Aguilera scelse di trasferirsi al Torino.
Seguirono così due tormentate stagioni che videro Spinelli contestato dalla piazza, l'arrivo di giocatori importanti come Van't Schip e Padovano che non incidono, giovani che esplodono e partono come Panucci e Fortunato, periodi terminati con il ritorno di Scoglio che riuscì a salvare la squadra nel 1993. L'anno seguente però il Professore fu nuovamente esonerato e la squadra retrocesse. L'ultima stagione del Genoa in Serie A fu così quella del 1994-1995.
Pur con qualche lampo e momento di gloria, dal 1995 fino alla stagione 2006/07 il Genoa non riuscì a rivedere la A. In questo arco di tempo i rossoblù cambiarono tre volte società, passando da Spinelli, che chiuse dodici anni di presidenza, a Scerni, a Dalla Costa, fino all'attuale patron Enrico Preziosi, oltre ad una marea di allenatori, dirigenti e giocatori. Di mezzo, anche una retrocessione in C sul campo e poi condonata a tavolino, e un quasi fallimento. Tante annate deludenti anticipate da molte illusioni. A far da controcanto, in questo lungo periodo il Genoa vinse un trofeo europeo, ottenuto a Wembley, visto dalla tifoseria come un piccolo seguito del trionfo di Liverpool. Nel 1996 il Grifone vinse la finale del Torneo Anglo-Italiano battendo il Port Vale 5-2, con una tripletta di Gennarino Ruotolo.
Nella stagione 2004/05 il nuovo patron, Enrico Preziosi, lavorò meticolamente per la promozione, portando altri innesti importanti e ripartendo dalla precedente gestione De Canio. Un deludente precampionato e la precoce eliminazione dalla Coppa Italia portarono però all'esonero del mister e al successivo arrivo di Serse Cosmi. Il girone di andata, dopo un inizio altalenante, fu spettacolare: 46 punti, primo posto, molti record stagionali e serie A praticamente prenotata. Preziosi non riuscì però a soddisfare le esigenze del mister nel mercato di gennaio, portando alla rottura dei rapporti tra Cosmi e la società e la squadra. Dopo la vittoria con il Catanzaro alla terz'ultima giornata, il Grifone, quasi matematicamente in A, affrontò la sfida con il Piacenza, che portò ad un pareggio 2 a 2 di fronte a 18mila tifosi seguito da una rissa e da maxi-squalifiche. All'ultima giornata, di fronte a 40mila supporters, il Genoa affrontò il Venezia, già matematicamente retrocesso, ottenendo la vittoria promozione, seppur soffrendo ancora almeno per tre quarti di partita, per 3-2. In seguite, però, il club venne coinvolto in una caso di illecito sportivo chiamato Caso Genoa relativo a quest'ultima partita e, al termine del procedimento sportivo, venne declassato all'ultimo posto del campionato di Serie B 2004/05 con conseguente retrocessione in Serie C1 con 3 punti di penalizzazione da scontare nella stagione 2005/06. Si è trattato della seconda retrocessione in C nella storia rossoblù dopo quella del 1970.
Quella incredibile stagione in terza serie si apre con l'immutato amore dei tifosi (15mila abbonati, 4mila a Ravenna per la prima di campionato, in migliaia in casa e in trasferta). Il Genoa ha comunque conquistato la promozione alla Serie B nei play-off, battendo la Salernitana (1-2, 2-1, miglior piazzamento in classifica) in semifinale e il Monza (2-0, 0-1) in finale. Due promozioni dirette, una ai playoff: il format non cambia, ma quello della stagione 2006/07 è il campionato cadetto più duro della storia: con la Juve decapitata da Calciopoli, con Bologna, Napoli e altre squadre di buon livello a contendere l'ormai sempre più agognato ritorno nella massima serie. Il Genoa di Gasperini supera il periodo di difficoltà patito a novembre e conclude il campionato 2006/07 al terzo posto in classifica dietro Juve e Napoli, con 10 punti più del Piacenza (riuscendo così ad evitare i Playoff), e si aggiudica la promozione in Serie A, in cui torna dopo 12 anni.
La prima partita che il Genoa ha disputato nel campionato 2007/08 è stata con il Milan. Per motivi di ordine pubblico è stato interdetto l'ingresso allo stadio ai tifosi del Milan, in seguito ai dissapori fra le tifoserie causati dai fatti connessi con il tragico episodio della morte di Vincenzo Spagnolo, avvenuta il 29 gennaio 1995. La compagine rossoblù, che nel corso della stagione si è tolta molte soddisfazioni, come la vittoria in casa del Palermo, il pareggio in rimonta con l'Inter in casa o la mancata vittoria a Roma coi giallorossi - con strascichi polemici sull'arbitraggio -, e dopo aver recuperato due gol di svantaggio, conclude il proprio campionato con quattro sconfitte consecutive, rispettivamente con Empoli, Parma, Lazio e Atalanta sicchè in classifica i rossoblù si piazzano in decima posizione.
L'anno seguente i rossoblù si classificano al quinto posto, che garantisce l'accesso all'Europa League, tornando nelle competizioni continentali dopo diciassette anni. Nella stagione 2009/2010, il Genoa finisce l'avventura in Europa League già nel girone di qualificazione, classificandosi terzo. In campionato, poi, si classifica nono. Unica soddisfazione stagionale è la vittoria, per la prima volta nella sua storia, del Campionato Primavera.
Fonte: Wikipedia, l'Enciclopedia Libera
- Ultime
- Prossime
| A | Genoa - Lazio | 3 - 2 |
| A | Genoa - Napoli | 3 - 2 |
| A | Palermo - Genoa | 5 - 3 |
| CITA | Inter - Genoa | 2 - 1 |
| A | Genoa - Udinese | 3 - 2 |
| A | Cagliari - Genoa | 3 - 0 |
| A | Napoli - Genoa | 6 - 1 |
| A | Genoa - Bologna | 2 - 1 |
| A | Catania - Genoa | 12/02/12 15.00 CET |
| A | Atalanta - Genoa | 15/02/12 18.30 CET |
| A | Genoa - Chievo | 19/02/12 15.00 CET |
| A | Genoa - Parma | 25/02/12 18.00 CET |
| A | Lecce - Genoa | 04/03/12 15.00 CET |
| A | Genoa - Juventus | 11/03/12 15.00 CET |
| A | Roma - Genoa | 18/03/12 15.00 CET |
| A | Genoa - Fiorentina | 25/03/12 15.00 CEST |
-
Il Milan si scaglia contro Chiellini! Si va da Galliani ("Un nazionale azzurro....") ad Ambrosini ("Comportamento antipatico"), passando per Amelia... "Juve infantile"
115 Commenti
-
Galliani-Juventus, non c'è feeling... "Molto carini quei due minuti di recupero. Ma lasciamo che siano gli altri a peccare..."
85 Commenti
-
Editoriale - 'Palla lunga per Ibra' non funziona più al Milan: la Juve è più squadra
75 Commenti
-
Le dichiarazioni di Chiellini su Ibra? Fra i due non corre buon sangue, lo svedese ne parla nella sua autobiografia: "Lo presi per la testa e me lo trascinai dietro..."
61 Commenti
-
L'Inter ha annunciato di voler puntare su giocatori giovani e dall'ingaggio basso, i tifosi allora lanciano la petizione: "Chi meglio di Zeman per questo progetto? Moratti, prendilo!"
52 Commenti
-
Lotta per il titolo = Polemica arbitrale! Lo striscione Milan su Ibra: "Tre turni per un buffetto, è tornata la Juve da Scudetto"
43 Commenti
Foto Gallery
Eto'o e Ranocchia festeggiano durante Inter-Genoa (Getty Images) »
Foto Gallery
Eto'o in azione durante Inter-Genoa (Getty Images) »
Foto Gallery
Mimmo Criscito - Genoa (Getty Images) »
Foto Gallery
Andrea Ranocchia - Genoa (Getty Images) »
Foto Gallery
Dainelli e Criscito festeggiano Milanetto dopo il suo goal in Genoa-Bari (Getty Images) »
| Giocatore | Goal | Rigori | |
|---|---|---|---|
|
|
Rodrigo Palacio
Attaccante Genoa |
14 | 2 |
|
|
Bosko Jankovic
Attaccante Genoa |
5 | 0 |
|
|
Marco Rossi
Centrocampista Genoa |
3 | 0 |
|
|
Lucas Pratto
Attaccante Genoa |
3 | 0 |
|
|
Valter Birsa
Centrocampista Genoa |
2 | 1 |