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Triestina
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Fondata: 1918
Indirizzo: Piazzale Atleti Azzurri d'Italia 1 - 34148 Italy
Telefono: +39 040-8323300
Fax: +39 040-8321596
Email: info@triestinacalcio.it
Sito Web Ufficiale: http://www.triestinacalcio.it
Presidente: Stefano Fantinel
Direttore Sportivo: Franco De Falco
Storia del Club
La Triestina nacque nel 1918 dalla fusione di due club della città giuliana: il Circolo Sportivo Ponziana e il Foot-Ball Club Trieste. La fusione si rese necessaria in quanto le due società disputavano le loro partite sulla Piazza d’Armi e l’autorità militare acconsentì l’utilizzo del campo a patto che i due club si fondessero, per minimizzare gli inconvenienti dovuti alla disputa delle gare. In pochi anni la Triestina scalò diversi gradini del calcio italiano, conquistando la promozione in Serie B nel 1924. Nel 1928 arrivò la storica promozione in Serie A, che frequenterà per molte stagioni successive: in quegli anni giocava a Trieste un certo Nereo Rocco. Curiosità: nell’immediato dopoguerra, 1946-47, la Triestina dovette giocare le gare interne a Udine, in quanto un altro club cittadino, l’Amatori Ponziana, disputava il campionato jugoslavo: gli anglo-americani, per evitare incidenti, le avevano vietato di giocare in città e, per evitare polemiche, vietarono anche alla Triestina di giocare a Trieste. L’anno successivo a guidare gli alabardati giunse il giovane trainer Nereo Rocco: con la sua tattica all’italiana la Triestina ottenne il miglior risultato della sua storia, secondo posto alle spalle del Grande Torino. A metà anni cinquanta, il grande declino, con la retrocessione in B e, nel ventennio successivo, le poco nobili frequentazioni di Serie C e D. Negli anni ’70 la Triestina dovette persino giocare un derby contro un altro club cittadino, dalla storia molto meno nobile: il Ponziana. La Serie B tornerà soltanto nel 1983. Nel 1986 fu coinvolta nello scandalo del calcioscommesse, venne penalizzata e dovette rinunciare allo spareggio promozione contro l’Empoli. Di lì a poco, una nuovo declino e il ritorno in C1. Nel 1994 arrivò addirittura il fallimento della gloriosa Triestina e la nuova società fu costretta a ripartire dai Dilettanti. Dopo 6 stagioni di fila in C2, arrivò la promozione in C1 (2001) e in B (2002), con in panchina Ezio Rossi., con il quale nel 2003 sfiorò la promozione in A. Nel 2004-05 la musica fu ben diversa: la Triestina fu salva solo dopo il play-out col Vicenza. Nel 2005 si è aperta una crisi societaria dovuta ai guai giudiziari del presidente Tonellotto, terminata il 10 aprile 2006 con l’acquisizione della società da parte di Fantinel. Purtroppo la nuova dirigenza ha poco tempo per organizzare un rilancio in grande stile. La Triestina nella stagione 2006-07 resta fino alla fine in lotta per salvarsi. Solo il goal di Allegretti nell'ultima giornata regala il pareggio per 1-1 a Piacenza che evita ai giuliani la retrocessione ed i play-out: i 48 punti alabardati valgono la salvezza diretta a scapito del Verona.
La Triestina nacque nel 1918 dalla fusione di due club della città giuliana: il Circolo Sportivo Ponziana e il Foot-Ball Club Trieste. La fusione si rese necessaria in quanto le due società disputavano le loro partite sulla Piazza d’Armi e l’autorità militare acconsentì l’utilizzo del campo a patto che i due club si fondessero, per minimizzare gli inconvenienti dovuti alla disputa delle gare. In pochi anni la Triestina scalò diversi gradini del calcio italiano, conquistando la promozione in Serie B nel 1924. Nel 1928 arrivò la storica promozione in Serie A, che frequenterà per molte stagioni successive: in quegli anni giocava a Trieste un certo Nereo Rocco. Curiosità: nell’immediato dopoguerra, 1946-47, la Triestina dovette giocare le gare interne a Udine, in quanto un altro club cittadino, l’Amatori Ponziana, disputava il campionato jugoslavo: gli anglo-americani, per evitare incidenti, le avevano vietato di giocare in città e, per evitare polemiche, vietarono anche alla Triestina di giocare a Trieste. L’anno successivo a guidare gli alabardati giunse il giovane trainer Nereo Rocco: con la sua tattica all’italiana la Triestina ottenne il miglior risultato della sua storia, secondo posto alle spalle del Grande Torino. A metà anni cinquanta, il grande declino, con la retrocessione in B e, nel ventennio successivo, le poco nobili frequentazioni di Serie C e D. Negli anni ’70 la Triestina dovette persino giocare un derby contro un altro club cittadino, dalla storia molto meno nobile: il Ponziana. La Serie B tornerà soltanto nel 1983. Nel 1986 fu coinvolta nello scandalo del calcioscommesse, venne penalizzata e dovette rinunciare allo spareggio promozione contro l’Empoli. Di lì a poco, una nuovo declino e il ritorno in C1. Nel 1994 arrivò addirittura il fallimento della gloriosa Triestina e la nuova società fu costretta a ripartire dai Dilettanti. Dopo 6 stagioni di fila in C2, arrivò la promozione in C1 (2001) e in B (2002), con in panchina Ezio Rossi., con il quale nel 2003 sfiorò la promozione in A. Nel 2004-05 la musica fu ben diversa: la Triestina fu salva solo dopo il play-out col Vicenza. Nel 2005 si è aperta una crisi societaria dovuta ai guai giudiziari del presidente Tonellotto, terminata il 10 aprile 2006 con l’acquisizione della società da parte di Fantinel. Purtroppo la nuova dirigenza ha poco tempo per organizzare un rilancio in grande stile. La Triestina nella stagione 2006-07 resta fino alla fine in lotta per salvarsi. Solo il goal di Allegretti nell'ultima giornata regala il pareggio per 1-1 a Piacenza che evita ai giuliani la retrocessione ed i play-out: i 48 punti alabardati valgono la salvezza diretta a scapito del Verona.
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