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Fondata: 1914
Indirizzo: Via delle Industrie - c/o Centro Sportivo S.Agata - 89132 Italy
Telefono: +39 0965-354760
Fax: +39 0965-26343
Email: info@regginacalcio.com
Sito Web Ufficiale: http://www.regginacalcio.com/
Presidente: Pasquale Foti
Stadio: Stadio Oreste Granillo - Reggio Calabria
La storia calcistica della Reggina Calcio inizia nel 1914. Era l’11 gennaio quando un gruppo di pubblici impiegati (ben 61!) sottoscrive un atto con il quale fondano l’Unione Sportiva Reggio Calabria. Nei primi anni, l’attività calcistica nel reggino era discreta, ma solo a livello regionale. Numerose le società pioniere del calcio cittadino e quella che diventerà la Reggina dovette attendere qualche anno prima di ergersi a squadra traino. Formazioni storicamente rivali come Catanzaro e Messina avevano già militato sia in C che in B, mentre in serie nazionale anche Palmese e Sidereo si erano fatte notare. La Figc ratifica l’esistenza dell’U.S. Reggio Calabria nel 1922 che poco tempo dopo assume la denominazione di Reggio Football Club. Al tempo il presidente era Oreste Granillo (al quale è stato poi intitolato lo stadio Comunale). I 61 soci avevano affittato un terreno nella zona nord della città e ne fecero un campo da gioco con il lavoro delle loro braccia. L’attività calcistica nella provincia era fervida ma le attrezzature scarse. Un’altra società reggina, la Reggio Sporting Club, era addirittura costretta ad attraversare lo Stretto per giocare a causa di questa carenza d’impianti. Quello della “Lanterna Rossa” (realizzato nel 1922 sulla Darsena del porto) è uno dei terreni storici della storia amaranto. L’esordio su questo campo avvenne il 14 aprile 1924 e vide i bianconeri di Reggio Calabria battere la Peloro di Messina. Nel 1926, però, fu ordinato lo sgombero del campo a causa di lavori all’interno del porto. A quel punto il presidente Vilardi spianò un terreno di sua proprietà e costruì, nel rione S. Anna, un campo che divenne leggendario, tanto che il grido dei tifosi era “Al S. Anna non si passa!”.
L’inaugurazione dello stesso avvenne il 4 novembre 1928 con la squadra che per la prima volta utilizza la casacca amaranto e la società che assume il nome di A.S. Reggina. Nel periodo mitico dello sboccio del calcio amaranto, quattro dei sette campionati successivi al 1928 si giocarono lì. Ma con l’andare del tempo ed il sempre crescente numero dei tifosi, la capienza del S. Anna non bastò più. Venne così scelta, nella zona sud della città, un’area dove venne costruito il più accogliente “Michele Bianchi”, dove adesso sorge il Granillo. Lì, il 4 dicembre 1932, per la 7ª giornata del campionato di I Divisione, la Reggina affrontò il Siracusa. Al termine del campionato 1934-35 l’A.S. Reggina si scioglie. Nel 1937 nasce una nuova società reggina, la S.S. Dominante che riesce subito a raggiungere la promozione in serie C vincendo il campionato di I Divisione. Dopo un anno, però, si torna indietro e al termine del campionato di I Divisione 1939-40 la Dominante cessa la sua attività. Nell’immediato dopoguerra, l’A.S. Reggina fa la sua ricomparsa e viene ammessa per meriti sportivi alla serie C. Il primo incontro registra un successo per 4-0 contro la British. Successivamente, scandali a catena coinvolsero la società che ritrovò la via maestra, dopo anni di IV serie, nel torneo ’55-’56 sotto la guida di Pugliese con la promozione nella qualificatissima serie C. Dopo qualche anno di assestamento, nel 1965-66 arriva l’attesa promozione in serie B e l’anno dopo perde la serie A sul filo di lana. Nel 1970 la Reggina è attrezzatissima per il grande salto in A. Si presenta addirittura come capolista a Catanzaro, perde e inizia la discesa, concludendo all’ottavo posto. Nel ’73-’74 si torna in C e inizia una bruttissima altalena tra C1 e C2 fino ad arrivare sull’orlo del fallimento. A salvare la società, oberata di debiti, è la cittadinanza grazie ad una raccolta fondi. Nel 1986-87, con Bigon in panchina, si pongono le basi per il salto di categoria.
Ma l’avvenimento più importante in quella stagione è l’acquisizione della società da parte di una nuova cordata di imprenditori reggini che trasformano l’A.S. Reggina nell’attuale Reggina Calcio. Il presidente è Benedetto che porta sulla panchina amaranto Nevio Scala, ex giocatore del Milan. Il torneo ’87-’88 si conclude con il vittorioso spareggio sul neutro di Perugia contro la Virescit Boccaleone del giovane Marco Simone per 2-0. Dopo 14 anni è di nuovo serie B. Ma la truppa di Scala rischia addirittura di fare il colpaccio. La serie A sfugge solo ai rigori al termine dello spareggio all’Adriatico di Pescara contro la Cremonese. La Reggina disputa altri due campionati in B prima di retrocedere nell’inferno della C a conclusione della stagione ‘90-’91, nonostante una rosa talmente competitiva da essere ribattezzata “La Portaerei”. Benedetto si dimette dalla carica di presidente (non dalla società) e viene sostituito da Lillo Foti, uno dei soci. Dopo le spese folli degli anni precedenti, il controllo del bilancio diventa la priorità. Dopo due anni di assestamento, si prova a tornare in B. Il primo tentativo sfuma nella semifinale dei play-off contro la Juve Stabia. L’anno giusto è il 1994-95 con Giuliano Zoratti in panchina e Alfredo Aglietti (famoso per la doppietta realizzata in un’amichevole persa dall’Italia di Sacchi contro il suo Pontedera per 2-1) a guidare l’attacco con 20 reti e il titolo di capocannoniere in tasca. L’obiettivo adesso è la permanenza tranquilla in cadetteria per programmare la serie A nel lungo periodo. Ma al quarto anno di serie B arriva inaspettata la promozione. Dopo una partenza in sordina, l’arrivo di alcuni uomini importanti dal mercato di novembre (Artico, Possanzini, Firmani...) propizia una scalata che si conclude all’ultima giornata al Delle Alpi contro il già promosso Torino. Il 2-1 finale fa esplodere la festa in città. La Reggina esordisce nella massima serie proprio nello stadio in cui l’ha conquistata, stavolta al cospetto della grande Juventus. La matricola non ha timori reverenziali e strappa un incredibile 1-1. Tra alti e bassi, la formazione guidata da Franco Colomba ottiene una tranquilla salvezza. L’anno successivo, però, l’inizio disastroso (10 sconfitte su 12 incontri) reiterati errori arbitrali costringono allo spareggio salvezza contro il Verona. A soli 5’ dal termine, gli amaranto sono virtualmente in A, ma una rete di Cossato infrange i sogni di un Granillo stracolmo. È di nuovo B, ma solo per un anno. La risalita è immediata.
La Stagione 2002-03 è ancora tribolata e si conclude ancora con uno spareggio salvezza, questa volta contro l’Atalanta. Dopo lo 0-0 interno, la Reggina di mister De Canio (subentrato a Bortolo Mutti) vince 2-1 ribaltando l’iniziale svantaggio. La serie A è ancora amaranto e lo sarà anche per le stagioni successive, raggiungendo il suo miglior risultato nella stagione 2004-05: 10° posto e record di punti con Mazzarri in panchina. Il tecnico livornese, nel 2006/07, si renderà autore di un vero e proprio miracolo calcistico alla guida dei calabresi, coinvolti nello scandalo di Calciopoli e penalizzati di ben 15 punti in campionato (ridotti a 11 in appello). Quella degli amaranto sarà una cavalcata entusiasmante, scandita dalle reti di Amoruso e Bianchi, la coppia d'attacco più prolifica del campionato: al termine del torneo, la Reggina avrà conquistato 51 punti, 40 per effetto della penalizzazione. Un bottino che consentirà ai tifosi di festeggiare l'ennesima salvezza, traguardo che, dopo le partenze del tecnico Mazzarri e del bomber Bianchi, si prospetta ancora più difficile da raggiungere.
Per la stagione 2007/2008, la Reggina si priva dell'allenatore Mazzarri (passato alla Sampdoria), del capitano Alessandro Lucarelli (al Siena, ma passa subito al Genoa), di Giandomenico Mesto (all'Udinese), di Pasquale Foggia (fine prestito, al Cagliari), di Giacomo Tedesco (che sceglie la propria Sicilia per concludere la carriera, accasandosi al Catania) e del bomber Rolando Bianchi (al Manchester City, per 15 mln di euro, cifra record per la società). La Reggina, reduce da una salvezza miracolosa, si affida al giovane allenatore Massimo Ficcadenti ed a molti volti nuovi italiani e stranieri, mentre torna lo storico capitano "Ciccio" Cozza (dal Siena). La stagione non comincia nel migliore dei modi, e a farne le spese è proprio Ficcadenti dopo una disastrosa sconfitta in casa per 1-3 col Livorno, ed è subito sostituito il giorno dopo con l'esperto Renzo Ulivieri. Con il nuovo tecnico, la squadra raggiunge le prime vittorie stagionali, ma il 3 marzo 2008, dopo una deludente striscia di sconfitte e, per ultimo, uno scialbo 0-0 casalingo con il Palermo, Renzo Ulivieri viene esonerato e sostituito con Nevio Orlandi. Dopo un emozionante finale di campionato, la Reggina centra la salvezza con una giornata di anticipo l'11 Maggio, grazie a tre vittorie consecutive, 2-1 in casa col Parma, 2-1 a Catania, e infine battendo nella penultima giornata l'Empoli in casa per 2-0.
Fonte: Wikipedia, l'Enciclopedia Libera
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Gianmario Comi
Attaccante Reggina |
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Attaccante Reggina |
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Attaccante Reggina |
5 | 1 |
|
|
Antonino Barillà
Centrocampista Reggina |
2 | 0 |
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Daniel Adejo
Attaccante Reggina |
2 | 0 |
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