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Paris SG
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Fondata: 1970
Indirizzo: 24 rue du Commandant Guilbaud - 75781 France
Telefono: 32 75 (0.34€/mn)
Fax: 01.41.10.71.00
Email: psg@psg.tm.fr
Sito Web Ufficiale: http://www.psg.fr
Presidente: Benoît Rousseau
Direttore Sportivo: Leonardo
Storia del Club
L’attuale Paris-Saint-Germain è figlia dello Stade-Saint-germain, una squadra non professionistica nata nel 1904 e che nel 1970 raggiunge la promozione in seconda divisione, diventata Open (aperta cioè anche alle squadre amatoriali, che potevano schierare fino a sei giocatori professionisti). Intanto stava prendendo piede nella capitale un progetto per rilanciare il calcio, con la costituzione del Paris F.C., che chiedeva addirittura l’ammissione diretta in prima divisione. Dopo il rifiuto della Lega, e il ripiego sulla seconda divisione, il 26 giugno 1970 il Paris F.C. viene fuso con lo Stade Saint-Germain: nasce così il PSG. Il primo CdA straordinario nomina presidente Pierre-Etienne Guyot, ma il vero potere è nelle mani dei due vice-pesidenti, guy Crescent e Henry Patrelle, che è anche a capo della Commissione sportiva del club. Guyot è così costretto ad occuparsi solo di questioni di amministrazione. In quell’anno viene acquistato dal club Jean Djorkaeff, capitano della nazionale. Il primo match disputato con il nuovo nome è un’amichevole pre-campionato, vinta 2-1 a Quevilly, mentre il 23 agosto 1970 il Psg disputa la sua prima gara ufficiale: la prima giornata del campionato di seconda divisione (1-1 a Poitiers). Nel 1971 Giyot lascia, accettando la carica di presidente onorario. La presidenza passa a Crescent, ma è sempre Patrelle a pilotare il club che, dopo aver affrontato Monaco e Lille (vincitori in altri gironi del campionato) viene promosso in D1. La promozione, e il debito di 205.200 franchi, obbliga la squadra a darsi uno statuto da professionista. Il Comune di Parigi sceglie allora di sovvenzionare la squadra a tre condizioni: permanenza in D1, scelta del parco dei Principi come sede delle partite casalinghe, presenza di due membri del Consiglio comunale nel CdA della squadra. Le condizioni sono accettate ma Pastrelle, diventato presidente nel dicembre 1971, si trova a fronteggiare una mozione comunale: o la squadra cambia nome in Paris F.C. o niente sovvenzionamenti. Patrelle minaccia di dimettersi, e la mozione diventa un caso nazionale. Si vota il 16 maggio 1972 e la proposta viene bocciata in Consiglio comunale per 3 voti (il quorum richiesto era di 626 voti, ma i sì al cambio di nome sono stati “solo” 623). I sostenitori del PFC non demordono e annunciano la secessione, approvata a sorpresa anche dalla Federazione, che cede alle pressioni del sindaco di Parigi: al PFC va il titolo di professionista, il PSG resta amatoriale, con Robert Vicot allenatore. Nel 1973 il PSG viene promosso in D2 e Daniel Hechter con i suoi amici, tra cui Jean-Paul Belmondo, intervengono in aiuto. Per evitare problemi, il logo con la Tour Eiffel e i colori sociali vengono contrattualizzati. Hechter, presidente del comitato di gestione, ha un ruolo più forte del presidente: un conflitto parallelo a quello tra Vicot, allenatore, e Fontane, direttore tecnico. Nonostante tutto, dopo un epico spareggio contro il Valenciennes, il PSG arriva in D1 nel 1974, anno in cui il PFC scende in D2. Il PSG ritrova lo statuto professionistico. All’indomani della promozione Hechter diventa ufficialmente presidente. Famoso per la spericolata gestione finanziaria, resterà in carica fino al 1978, quando esplode lo scandalo della doppia biglietteria al Parco dei Principi. La squadra viene presa in carica da Borelli, che la gestisce fino al 1991. Sotto la sua presidenza arrivano i primi titoli: due Coppe di Francia (1982, 1983) e lo scudetto nel 1986. Borelli acquista tra gli altri Carlos Bianchi, Luis Fernandez, Dominique Baratelli. Il presidente riesce a resistere per cinque anni all’assalto di Matra che cercherò invano di strappargli il ruolo di numero 1, ma deve infine cedere all’offensiva di Canal+, sotto la cui proprietà il Psg conquista un solo scudetto, nel 1994, ma vince 5 Coppe di Francia e una Coppa delle Coppe (1996). Sono gli anni di Lama, Djorkaeff, Ginola, Rai, Weah, solo per citare alcuni giocatori chiave. Canal+ gradualmente rastrella azioni fino a controllare il 100% della società nel 2005. Nel 1998 la presidenza passa da Michel Denisot a Charles Biétry, che dura però appena sei mesi. Non basta nemmeno il ritorno sulla panchina di Luis Fernandez e il talento di Ronaldinho per ottenere risultati. Nonostante una riduzione di spese del 40%, il binomio Graille-Halilhodzic nel 2003-2004 riesce a conquistare una Coppa di Francia e un secondo posto in campionato che spalanca le porte della Champions League. La stagione successiva è però catastrofica, con i tifosi che si rivoltano contro la squadra e la dirigenza. Halilhodzic viene allontanato l’8 febbraio 2005 e rimpiazzato da Laurent Fournier. A maggio dello stesso anno Pierre Blayau viene nominato nuovo presidente. La crisi continua e a dicembre viene dato il benservito a Fournier; Lacombe è il nuovo allenatore. L’11 aprile canal+ ha annunciato la vendita della squadra a un gruppo di acquirenti: la Colony capital (fondo di investimento Usa), la Butler (fondo di investimenti francese), la Morgan Stanley (banca Usa). L’accordo, che diventerà attivo a fine stagione 2006, prevede il passaggio della presidenza nelle mani di Alain Cayzac.
L’attuale Paris-Saint-Germain è figlia dello Stade-Saint-germain, una squadra non professionistica nata nel 1904 e che nel 1970 raggiunge la promozione in seconda divisione, diventata Open (aperta cioè anche alle squadre amatoriali, che potevano schierare fino a sei giocatori professionisti). Intanto stava prendendo piede nella capitale un progetto per rilanciare il calcio, con la costituzione del Paris F.C., che chiedeva addirittura l’ammissione diretta in prima divisione. Dopo il rifiuto della Lega, e il ripiego sulla seconda divisione, il 26 giugno 1970 il Paris F.C. viene fuso con lo Stade Saint-Germain: nasce così il PSG. Il primo CdA straordinario nomina presidente Pierre-Etienne Guyot, ma il vero potere è nelle mani dei due vice-pesidenti, guy Crescent e Henry Patrelle, che è anche a capo della Commissione sportiva del club. Guyot è così costretto ad occuparsi solo di questioni di amministrazione. In quell’anno viene acquistato dal club Jean Djorkaeff, capitano della nazionale. Il primo match disputato con il nuovo nome è un’amichevole pre-campionato, vinta 2-1 a Quevilly, mentre il 23 agosto 1970 il Psg disputa la sua prima gara ufficiale: la prima giornata del campionato di seconda divisione (1-1 a Poitiers). Nel 1971 Giyot lascia, accettando la carica di presidente onorario. La presidenza passa a Crescent, ma è sempre Patrelle a pilotare il club che, dopo aver affrontato Monaco e Lille (vincitori in altri gironi del campionato) viene promosso in D1. La promozione, e il debito di 205.200 franchi, obbliga la squadra a darsi uno statuto da professionista. Il Comune di Parigi sceglie allora di sovvenzionare la squadra a tre condizioni: permanenza in D1, scelta del parco dei Principi come sede delle partite casalinghe, presenza di due membri del Consiglio comunale nel CdA della squadra. Le condizioni sono accettate ma Pastrelle, diventato presidente nel dicembre 1971, si trova a fronteggiare una mozione comunale: o la squadra cambia nome in Paris F.C. o niente sovvenzionamenti. Patrelle minaccia di dimettersi, e la mozione diventa un caso nazionale. Si vota il 16 maggio 1972 e la proposta viene bocciata in Consiglio comunale per 3 voti (il quorum richiesto era di 626 voti, ma i sì al cambio di nome sono stati “solo” 623). I sostenitori del PFC non demordono e annunciano la secessione, approvata a sorpresa anche dalla Federazione, che cede alle pressioni del sindaco di Parigi: al PFC va il titolo di professionista, il PSG resta amatoriale, con Robert Vicot allenatore. Nel 1973 il PSG viene promosso in D2 e Daniel Hechter con i suoi amici, tra cui Jean-Paul Belmondo, intervengono in aiuto. Per evitare problemi, il logo con la Tour Eiffel e i colori sociali vengono contrattualizzati. Hechter, presidente del comitato di gestione, ha un ruolo più forte del presidente: un conflitto parallelo a quello tra Vicot, allenatore, e Fontane, direttore tecnico. Nonostante tutto, dopo un epico spareggio contro il Valenciennes, il PSG arriva in D1 nel 1974, anno in cui il PFC scende in D2. Il PSG ritrova lo statuto professionistico. All’indomani della promozione Hechter diventa ufficialmente presidente. Famoso per la spericolata gestione finanziaria, resterà in carica fino al 1978, quando esplode lo scandalo della doppia biglietteria al Parco dei Principi. La squadra viene presa in carica da Borelli, che la gestisce fino al 1991. Sotto la sua presidenza arrivano i primi titoli: due Coppe di Francia (1982, 1983) e lo scudetto nel 1986. Borelli acquista tra gli altri Carlos Bianchi, Luis Fernandez, Dominique Baratelli. Il presidente riesce a resistere per cinque anni all’assalto di Matra che cercherò invano di strappargli il ruolo di numero 1, ma deve infine cedere all’offensiva di Canal+, sotto la cui proprietà il Psg conquista un solo scudetto, nel 1994, ma vince 5 Coppe di Francia e una Coppa delle Coppe (1996). Sono gli anni di Lama, Djorkaeff, Ginola, Rai, Weah, solo per citare alcuni giocatori chiave. Canal+ gradualmente rastrella azioni fino a controllare il 100% della società nel 2005. Nel 1998 la presidenza passa da Michel Denisot a Charles Biétry, che dura però appena sei mesi. Non basta nemmeno il ritorno sulla panchina di Luis Fernandez e il talento di Ronaldinho per ottenere risultati. Nonostante una riduzione di spese del 40%, il binomio Graille-Halilhodzic nel 2003-2004 riesce a conquistare una Coppa di Francia e un secondo posto in campionato che spalanca le porte della Champions League. La stagione successiva è però catastrofica, con i tifosi che si rivoltano contro la squadra e la dirigenza. Halilhodzic viene allontanato l’8 febbraio 2005 e rimpiazzato da Laurent Fournier. A maggio dello stesso anno Pierre Blayau viene nominato nuovo presidente. La crisi continua e a dicembre viene dato il benservito a Fournier; Lacombe è il nuovo allenatore. L’11 aprile canal+ ha annunciato la vendita della squadra a un gruppo di acquirenti: la Colony capital (fondo di investimento Usa), la Butler (fondo di investimenti francese), la Morgan Stanley (banca Usa). L’accordo, che diventerà attivo a fine stagione 2006, prevede il passaggio della presidenza nelle mani di Alain Cayzac.
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Migliori Marcatori
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|---|---|---|---|
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Nenê
Centrocampista PSG |
17 | 8 |
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|
Kevin Gameiro
Attaccante PSG |
14 | 1 |
|
|
Javier Pastore
Centrocampista PSG |
10 | 0 |
|
|
Jérémy Menez
Centrocampista PSG |
5 | 0 |
|
|
Mathieu Bodmer
Centrocampista PSG |
3 | 0 |
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