Fiorentina-Juventus 2-1: Delirio viola, Sousa riapre il campionato
Grazie alle reti di Kalinic e Badelj la Fiorentina regala una gioia immensa ai propri tifosi. Per i bianconeri non basta il goal del solito Higuain.

Quarta sconfitta esterna in campionato. Dopo Milano – entrambe le sponde – e Genova, la Juventus aggiunge in archivio negativamente anche Firenze. Bianconeri dominati, per buoni tratti dalla gara, da una Fiorentina in formato grande serata. Ottima la coralità viola, impreziosita da un Chiesa sontuoso e da un Kalinic concentrato sul suo operato con tanti saluti alle sirene cinesi. Poco da salvare per i bianconeri. E una certezza: 3-5-2 da mettere definitivamente in soffitta.

TORNA LA BBC – Formazione a specchio per i padroni di casa dell'ex Paulo Sousa, assetto tecnico e di qualità, baricentro alto e voglia di imporre la propria identità. Ibrido 3-5-2 per l'allenatore lusitano, schieramento formato da Tatarusanu tra i pali; Sanchez, G.Rodriguez e Astori nel pacchetto arretrato; Olivera e Chiesa chiamati ad effettuare entrambe le fasi sulle fasce; Borja Valero, Badelj e Vecino nella linea metodista; Bernardeschi a supporto di Kalinic. Allegri torna alle origini con il 3-5-2: Buffon in porta; Barzagli, Bonucci e Chiellini nella linea a tre difensiva; l'altro grande ex Cuadrado sulla corsia destra, Alex Sandro al rientro su quella mancina; Marchisiso in cabina di regia affiancato da Sturaro e Khedira; tandem tutto albiceleste con Dybala e Higuain.

VECINO SCATENATO – Ad accogliere le due compagini una splendida coreografia della Fiesole dedicata al rientro di Giancarlo Antognoni nella società viola. Alto ritmo, elevata la posta in palio. La prima conclusione della partita è di Vecino, il cui destro trova Buffon preparato. E sempre il metodista uruguaiano, per poco, non trova il vantaggio con un mancino che si stampa all'incrocio dei pali. Partenza di marca viola, estremo difensore bianconero ancora una volta attento questa volta su Chiesa. Vecino è in serata, dai suoi piedi nascono le migliori occasioni per la truppa toscana, Juventus poco attenta tra le linee.

LA SBLOCCA KALINIC – Alex Sandro, con una giocata tecnica sopraffina, porta per la prima volta la Juventus dalle parti di Tatarusanu. Sturaro, dopo una serie di falli tattici, ingenuamente si becca giallo. Match spigoloso, contrasti accesi ma corretti. La Fiorentina profonde un gioco gradevole, movimenti senza palla oculati, Juventus ripetutamente in difficoltà in interdizione. Ospiti privi di idee, più preposti a distruggere anziché a costruire, puniti alla lunga da Kalinic: destro secco del croato – innescato magistralmente da Bernardeschi – Buffon fulminato.

SPERANZA HIGUAIN – Buffon, ad inizio ripresa, provvidenziale in uscita bassa su Bernardeschi. Pochi istanti dopo, ancora il portierone azzurro determinante su Kalinic. Chiesa, cresciuto enormemente di partita in partita, accende il pubblico locale con velocità e cattiveria agonistica, sempre più imprescindibile per Paulo Sousa. La Fiorentina trova il secondo sussulto di giornata con un tiro-cross di Badelj, probabilmente, sfiorato da Chiesa. Al primo pallone vero, tuttavia, ci pensa Higuain a dare qualche speranza al popolo zebrato. Allegri, optando per la pura trazione offensiva, getta nella mischia Pjaca al posto di Sturaro.

TATARUSANU DECISIVO – Inerzia della gara, improvvisamente, favorevole ai bianconeri. Paulo Sousa capisce il momento dei suoi e, per cercare di non rischiare, toglie un generoso Bernardeschi per inserire Cristoforo. Le carte finali di Allegri: Rincon a rimpiazzare uno stanco Marchisio, Mandzukic al posto di Barzagli. Pjaca prova ad accendere la luce con un pregevole doppio dribbling, difesa viola in affanno. Tatarusanu, in qualche modo, tiene in vantaggio i padroni di casa. Standing ovation meritatissima per Chiesa, attimi finali targati Tello. Qualche attimo di sofferenza per i viola – Dybala alto da posizione favorevole – e poi l'esplosione al triplice fischio: tre punti d'oro.

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