Ventura apre a Balotelli: "Andrò a vederlo e gli parlerò"

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Ventura farà visita a Balotelli: "Andrò a vedere un paio di partite e parlerò con lui". Poi confida: "Ranocchia era meglio di Bonucci...".

Giampiero Ventura da Mario Balotelli. Il ct dell'Italia tiene sempre più aperte le porte all'attaccante del Nizza, annunciando l'intenzione di dar vita ad un confronto ravvicinato.

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Lo fa a 'Tiki Taka', dove spiega: "In futuro andrò a vedere un paio di partite di Mario e parlerò con lui, ma non per risolvere i suoi problemi che ha avuto ma per parlarne".

"Il Balotelli calciatore penso che nessuno l’abbia mai messo in dubbio, ha qualità indiscutibili - sottolinea Ventura - Se è stato messo in discussione è stato per altri fattori, non tecnici ma comportamentali. Il problema deve risolverlo lui con sé stesso".

Nel frattempo, chi si è preso l'attacco azzurro è stato Belotti: "E’ un giocatore da un futuro molto importante, sta facendo benissimo ma ha grandi margini di miglioramento".

Bonucci è senza dubbio uno dei leader della nostra Nazionale, anche se Ventura confida un aneddoto legato all'esperienza di Bari in relazione al 'collega' Ranocchia: "Leo ha sempre avuto una grande personalità tecnica. La sua grande forza è stato il suo primo anno alla Juve dove è stato un po’ contestato ma non si è abbattuto e ha reagito da campione. A 20 quando ha esordito col Bari a San Siro gli chiedevo di uscire palla al piede e lui l’ha fatto molto bene contro l’Inter di Mourinho. Lui e Andrea fecero benissimo".

PS Ventura

Ma... "Ranocchia ha avuto un paio di infortuni gravi che gli hanno rallentato il percorso di crescita. Poi ha attraversato un momento difficile per l’Inter. E’ un ragazzo sensibile e credo che abbia pagato soprattutto questo perché dal punto di vista difensivo era meglio lui di Bonucci".

Per capitan Buffon, da parte di Ventura solo parole dolci: "Al di là della carriera che ha fatto è quello che rappresenta per il calcio italiano e per i giovani che vengono a Coverciano che spicca. E’ un punto di riferimento, è il simbolo della serietà, della professionalità, della voglia di vincere e di non mollare mai".

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Nel nostro calcio si fatica ad aspettare i giovani: "Il problema non è quanto è difficile ma è il tempo. In Nazionale c’è poco tempo, nel club hai la possibilità di far crescere un giocatore. In Nazionale devi solo far risultato ed è per questo che ho organizzato questi incontri con i giovani, per avvicinare i ragazzi alla maglia azzurra e per far sì che il passaggio non sia troppo traumatico".

Le basi, comunque, a detta del ct fanno ben sperare: "Abbiamo molti giovani interessanti e importanti che con il lavoro possono diventare importantissimi. C'è la possibilità di fare qualcosa di più importante rispetto a quanto si possa immaginare oggi perché c’è un mix tra esperti e giovani che mi rende molto fiducioso".

 

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