Sirigu sicuro: "In città vedo solo tifosi del Torino"

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Salvatore Sirigu parla della rivalità tra il suo Torino e la Juventus: "Siamo completamente diversi, in città incontro solo nostri tifosi".

Dopo qualche difficoltà iniziali, Salvatore Sirigu è tornato decisivo con le sue parate, rivelandosi uno degli artefici della rinascita del Torino: contro l'Inter ha fermato Icardi e Perisic blindando una vittoria quasi insperata che ha così mantenuto intatte le ultimissime speranze di qualificazione in Europa League, legata ovviamente ai risultati di queste ultime sei giornate.

Intervistato da 'La Gazzetta dello Sport', il portiere sardo non ha perso l'occasione per lanciare una frecciata al PSG, club che lo ha scaricato dopo sei anni di alti e bassi: "Penso che dopo tanti anni potevano farmi parlare della rescissione con un dirigente con cui avevo condiviso qualcosa e non con un d.s. che neppure conoscevo. Tra l'altro, credo che spesso sui media ci siano stati dei pregiudizi verso di me. Club poco simpatico? Un po' sì, ma questo non ha inciso sui risultati. Eravamo un bel gruppo. Poi sono venuti a mancare dei punti di riferimento, ad esempio Lavezzi, e qualcosa è cambiato. Ma giocare con due belve come Ibrahimovic e Cavani ci faceva superare le difficoltà".

All'epoca dell'addio al Palermo, Zamparini disse che aveva brindato con dello champagne: "In realtà sono io che ho brindato a champagne dopo i 13 titoli vinti... No, non è normale, ma come l'ha fatto con me, l'ha fatto con altri. In alcuni casi parole del genere possono farti bene, in altri male, però sarebbe meglio certe cose dirsele a quattr'occhi , anche se comunque di lui ho un buon ricordo".

La rivalità con la Juventus è sentita ma in città le sensazioni sono opposte: "Siamo due squadre totalmente diverse. Tra l'altro, da quando sono qui tutte le persone che incontro sono tifosi del Toro. La differenza forse è proprio questa. Anche quando vengono i miei a trovarmi mi dicono: 'La Juve è quella con più tifosi in Italia, eppure nella sua città sono tutti granata'. Strano, no?".

La maglia della Nazionale è ancora un obiettivo raggiungibile: "Per età e mezzi tutti vedono in lui (Donnarumma, ndr) il dopo Buffon, ma nell'azzurro spero sempre e non ci rinuncerò mai. Io mi valuto all'altezza del terzetto dell'Italia. Sarei un ipocrita a dire il contrario".

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