Sacrificio e personalità: Juventus, è un altro Higuain

CondividiChiudi Commenti
Gonzalo Higuain, dopo un inizio difficile di stagione, si è ripreso la Juventus: alla base crescita in spirito di sacrificio e leadership.

De gustibus non est disputandum. Sui gusti non si può discutere, tanto meno su Gonzalo Higuain. Ogni mecenate, se potesse regalarsi una punta centrale dal pedigree internazionale, sceglierebbe bendato uno tra Robert Lewandowski, Luis Suarez, Edinson Cavani e, appunto, il Pipita. Attaccanti abituati a dominare, addestrati fin dalla più tenera età nell'arte della rete.

La Juventus, sconvolgendo la storia del mercato italiano, il 20 luglio 2016 ha messo a segno l'acquisto degli acquisti, versando 90 milioni nelle casse del Napoli. Un botto che, a distanza di mesi, resta assordante. Un lampo improvviso per i sostenitori della Signora, un colpo al cuore per chi – sotto il Vesuvio – ha ammirato per tre stagioni le gesta di un grande divenuto grandissimo.

Il mondo azzurro non ha inventato niente, ma ha saputo valorizzare magnificamente le potenzialità di un giocatore che, stufo della vita da comprimario, ha saputo fare un passo indietro per poi farne incalcolabili in avanti. E tra le direttive di Rafa Benitez e gli insegnamenti targati Maurizio Sarri, il bomber nativo di Brest è diventato un interprete sopraffino della saga “killer instinct”. I numeri, d'altronde, parlano da soli: 36 goal in una singola stagione di Serie A. Primato e leggenda.

A Torino, sponda bianconera, sono abituati stabilmente a centellinare ogni passo. L'aspetto sportivo viaggia affiancato da quello finanziario. Ma per spezzare la maledizione della Champions League, competizione conquistata dalla Juventus l'ultima volta nel 1996, occorre osare. E i dirigenti del club piemontese lo hanno fatto. Come? Incanalandosi nei meccanismi di una spesa clamorosa e, conti alla mano, redditizia.

La prima annata trascorsa da Higuain a Vinovo è stata ampiamente soddisfacente: 32 goal tra campionato (24), Champions League (5) e Coppa Italia (3). Un lungo percorso che ha portato gli uomini di Max Allegri ad ottenere il sesto scudetto di fila e, ferita ancora aperta per chi tifa Juve, l'ennesima finale persa nell'Europa che conta.

Gonzalo Higuain Juventus

Dal debutto con sussulto personale decisivo contro la Fiorentina, alle marcature rifilate al Napoli (1 nell'élite nostrana e 3 in Coppa Italia), chiudendo con l'ininfluente assist confezionato a Mandzukic nella capitale gallese. Il Pipita, ininterrottamente sotto la lente di ingrandimento per via dell'entità dell'esborso, ha retto la pressione. Ma ha fatto anche di più, ovvero studiare da leader.

Mi è piaciuto molto l'atteggiamento di Gonzalo, il suo senso di sacrificio in un momento delicato: ho detto ad Allegri di preparare un video con la partita di Higuain e di farla vedere a tutta la squadra durante la settimana: 24 ore al giorno”.

Le parole di Gigi Buffon non sono mai banali. E l'elogio pubblico di Udine, considerando la recente evoluzione proposta dall'attaccante argentino, ha sortito l'effetto sperato. Post trasferta friulana, il 9 bianconero s'è divertito a trafiggere più portieri: Gomis, Donnarumma e Brignoli. Nel mezzo, sia in casa che fuori, pure Rui Patricio dello Sporting Lisbona. Guizzi importanti, vitali e maestosi. San Siro, impotente dinanzi all'impetuosità di un uragano, ha fatto storia: 100 reti in Serie A, poi 101, per un totale di 102 dopo la sfida con il Benevento.

Higuain, in questo momento, conosce solamente la parola padroneggiare. Atleticamente, dopo le difficoltà riscontrate nei mesi scorsi, la crescita è stata netta e produttiva. Mentalmente, invece, il vento è in poppa. Capo, Capofila, portabandiera. Chiamatelo come volete. Il Pipita alla Juventus è diventato questo.

Prossimo articolo:
Guida TV: dove vedere tutto il calcio in diretta TV e streaming
Prossimo articolo:
Sequestro e furto, confermato l'arresto per Semedo
Prossimo articolo:
Youth League 2017/2018: calendario, risultati e sorteggi
Prossimo articolo:
Le maglie per i Mondiali di Russia 2018
Prossimo articolo:
Atalanta-Borussia Dortmund: probabili formazioni, orario e dove vederla in Tv e streaming
Chiudi