Paulo Sergio a Goal: "L'Italia avrebbe potuto vincere i Mondiali, Tommasi può rilanciarla"

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Intervistato in esclusiva da Goal, Paulo Sergio ha parlato dei suoi ex compagni, da Totti a Tommasi, incoronando Buffon: "E' stato un esempio".

64 presenze e 24 goal con la maglia della Roma, un Mondiale conquistato con quella verdeoro del Brasile ed una Champions League alzata al cielo di Milano con quella del Bayern Monaco. Paulo Sergio, oggi 48 anni, ha lasciato un ottimo ricordo a tutti i tifosi delle squadre nelle quali ha militato e adesso ricopre il ruolo di ambasciatore della Bundesliga, campionato che dopo la sosta invernale è ripartito proprio in questo weekend, come sempre in esclusiva su Fox Sports.

Sorridente come subito dopo un goal, Paulo Sergio ha parlato dei suoi ex compagni, e non solo, ai microfoni di Goal. Cominciando, ovviamente, da Francesco Totti.

"Quando sono arrivato a Roma, Francesco era giovane ma si vedeva già un potenziale molto grande. Ha fatto un bellissimo lavoro con Zeman e proprio Zeman lo ha portato in alto anche perché in quel momento abbiamo formato una squadra pronta per vincere lo Scudetto. Eravamo una bellissima squadra con Pluto (Aldair), Cafu, Balbo, Delvecchio, Francesco (Totti, appunto), Di Biagio, Konsel, Candela…, tant’è che dopo, quando io ero andato al Bayern Monaco, la Roma ha vinto lo Scudetto. Ma era lo stesso gruppo”.

Adesso Totti veste i panni di dirigente e anche Paulo Sergio fatica a descriverlo nel nuovo ruolo: "Prima di farmi un'idea voglio aspettare un po’ perché Francesco non lo vedo ancora come un dirigente. L’ho sempre visto in campo e lui non parlava molto ma so che è uno che può essere importantissimo per la Roma, può aggiungere tantissimo e credo che essendo rimasto a casa stia molto bene”.

PS Paulo Sergio

Paulo Sergio ha fatto parte della rosa della Roma dal 1997 al 1999, andando via due anni prima della conquista del terzo storico Scudetto. “Ai miei tempi non si parlava molto del fatto che vincere a Roma fosse più difficile che altrove. Si sapeva che era difficile vincere, però abbiamo fatto un buon lavoro per riuscirci: un lavoro cominciato con Zeman, poi è arrivato Capello con la sua esperienza e ha portato la Roma fino alla vittoria dello Scudetto. Ed è stato bellissimo anche per me".

Negli anni '90 il campionato italiano era per tutti "il più bello del Mondo". E adesso? Paulo Sergio ha le idee chiare: “Il campionato italiano è stato il più bello del Mondo. Sono venuto qui con la Nazionale brasiliana a sfidare il Milan: era il Milan di Van Basten, Gullit, Baresi… insomma, era una Nazionale! Era ben diverso da questo Milan di oggi. Penso che in Italia bisogna cambiare, specialmente dopo la mancata qualificazione ai Mondiali".

Già, i Mondiali senza l'Italia, un inedito quasi assoluto: "Non sono italiano, ma anche per me è davvero un peccato. Se l’Italia si fosse qualificata per i Mondiali, avrei detto che era una delle favorite. Sì, perché anche nel 2006 abbiamo visto l'Italia trionfare anche quando nessuno ci avrebbe scommesso”.

Paulo Sergio Roma

Proprio al fine di riuscire a cambiare il calcio italiano, Damiano Tommasi, ex compagno proprio di Paulo Sergio, ha presentato la propria candidatura alla presidenza della FIGC: "Io e Damiano abbiamo giocato insieme. Credo che possa dare il suo contributo, Tommasi è sempre stato un ragazzo serio, una persona d’esperienza e credo possa essere proprio la persona che può aiutare l’Italia a tornare in alto nei prossimi anni”.

Non solo Tommasi. In quella Roma c'erano anche Di Francesco e Di Biagio, adesso allenatori di primissimo piano: "Sì, si vedeva che sarebbero diventati dei bravi allenatori. Credo che quella Roma aveva tantissimi giocatori in grado di fare molte cose fuori dal campo e poi si è visto. Tu hai parlato di loro, ma Cafu ha fatto tanto in Brasile, Balbo in Argentina, io sono ambasciatore della Bundesliga... in molti abbiamo fatto tanto dopo aver smesso di giocare".

A proposito di giocatori che smettono di giocare, tra poco sarà il momento di Gigi Buffon, il miglior portiere che ha mai sfidato Paulo Sergio. "Senza dubbio, è stato il migliore, un esempio in Italia. L'assenza di Buffon si sentirà e qualsiasi squadra ne risentirebbe, ma anche per lui è giunto il momento di dare il suo apporto al calcio fuori dal campo".

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