Nuovo logo Juventus: "Rebranding più coraggioso di sempre"

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Daniel Nyari, illustratore e designer newyorkese, sottolinea in esclusiva per Goal i punti di forza e le incognite del "rebranding" della Juventus.

La storia la conosciamo bene: un club di calcio dà una rinfrescata al suo simbolo e da tutte le parti piovono critiche. I loghi moderni sono criticati da più parti per essere troppo elementari, minimalisti e lontani dalla storia e dal senso di appartenenza che dovrebbe essere trasmesso ai tifosi.

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Stiamo assistendo all’ennesima replica di questa situazione con il rebranding della Juventus, non solo per la popolarità del marchio, ma anche e soprattutto per il suo totale e coraggioso stravolgimento. La verità è che si tratta della più importante operazione di rebranding nella storia del calcio. Facendo questo, la Juventus si posiziona ancora una volta in testa al gruppo, là dove molti suoi competitors non si rendono nemmeno conto di essere in gara.

In questo panorama del calcio mondiale in costante evoluzione, i club devono lottare per distinguersi in maniera costante. Per la prima volta nella storia, i club sono chiamati a pensare a quale sia il loro ruolo, il loro significato in una scala di valori più grande.


Si tratta della più importante operazione di rebranding nella storia del calcio. Facendo questo, la Juventus si posiziona ancora una volta in testa al gruppo, là dove molti suoi competitors non si rendono nemmeno conto di essere in gara


Inevitabilmente, ciò significa tirare una riga immaginaria. Da una parte, l’appeal sul mercato locale, dall’altra l’attenzione a un mercato globale in costante espansione. I tradizionalisti sono in ansia, perchè ciò comporta uno spostamento della base di tifosi lontano dalla sede storica, ma dall’altra parte il calcio globalizzato è un’occasione enorme per svilupparsi e tenere viva la propria storia.

Juventus badge comparison

Un rebranding efficace deve puntare per prima cosa sull’essenzialità. Nel caso specifico, la maglia a strisce bianche e nere rimanda immediatamente all’associazione con la Juventus. La prima lettera di un nome, l’iniziale, ha in sè un tale potenziale comunicativo da poter rappresentare da sola il nome stesso. La lettera “J” è stata scelta dalla Juventus per convogliare al suo interno la storia del club e tutti quei concetti visivi che vengono in mente in associazione alla Juventus.

In quanto designer, dobbiamo tenere in considerazione il panorama attuale, dove si rende necessario condensare un brand nel minor numero di tratti possibile: troppo spessosiamo inondati di retorica di marketing, di immagini non necessarie che rendono faticosa l’esperienza visiva. Ad esempio lo stemma precedente aveva troppi elementi in conflitto l’uno contro l'altro, superflui in gran parte.

Accedendo a Internet ci troviamo faccia a faccia con un apparato che intrappola milioni di simboli - da annunci a siti web e loghi - e li memorizza in un unico luogo ogni giorno. Condensando il marchio Juve in un logo essenziale, la Juventus è assicurata per il futuro contro ogni possibile sovraccarico di significati.

Una parte importante del brand Juventus è nella flessibilità del logo e nel suo font. Il carattere tipografico rispecchia la logica progettuale del "J". Sarà caratterizzato sicuramente come il font primario sulle prossime maglie, così come in tutte le campagne di marketing, come #2beJUVENTUS.

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Un marchio deve lavorare su ogni mezzo, dalla stampa al digitale - dall'abbigliamento ai dispositivi mobili. Un logo deve essere leggibile su ogni singola piattaforma. La necessità per il messaggio di un marchio di essere auto-evidente diventa ancora più necessaria perchè i marchi possono ritrovarsi e occupare più spazi. Non è una sorpresa che il comunicato stampa della Juventus di questa settimana abbia più volte sottolineato le parole "bianco e nero" e "più". Il “più” qui si riferisce allo spazio che è ora a disposizione per un marchio globale come la Juventus, il cui messaggio visivo non è più confinato solo al calcio.

Juventus Typeface

Le possibilità per il merchandising laterale sono infinite - in particolare il calcio ha cominciato a riversarsi su versanti non strettamente sportivi come la moda formale e lo streetwear. Vedremo insomma molto più spesso il nuovo badge della Juventus su prodotti non calcistici.

Il rebrand Juventus è un coraggioso passo in avanti e ci offre uno sguardo verso ciò che una società di calcio veramente globale può diventare. Registrando la sua storia in un logo si è ritagliata uno spazio per sé nel mondo del marketing, in cui "strisce bianche e nere" e la lettera "J" sono specifici per il brand Juventus.

Juventus: Soderling "scherza" sul nuovo logo

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La Juventus ha saldamente piantato una bandierina su un terreno ancora vergine. Hanno trasformato la decima lettera dell'alfabeto in un'icona visiva che spera di associare con il loro marchio come Google è associato con la "g" o la "M" di McDonald.

La storia rivelerà non solo quanto successo potrà avere questa iniziativa, ma anche quanto sono attardati gli altri club.

Daniel Nyari è un illustratore / designer / art director di New York. È possibile visitare il suo sito e vedere esempi del suo lavoro a www.danielnyari.com  

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