La Roma sfida anche la leggenda: i giallorossi contro il mito di Anfield

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Lo stadio del Liverpool è uno dei veri e propri templi del calcio: Goal vi accompagna in un tour nel mito di Anfield.

Chi quotidianamente gli passa accanto in auto o a piedi dà la sua presenza quasi per scontata. Il mitico “Anfield”, un vero e proprio tempio del calcio, osserva la città di Liverpool nella sua quotidianità, poco frenetica e molto ordinata.

Ad accogliere i tifosi e i visitatori una volta varcati i cancelli è una scritta che, da sola, significa tutto: “The Kop”. È una sorta di “avvertimento”, di sottolineatura: questa è la curva più famosa d’Europa. E in effetti il mito della ‘Kop’ va oltre i risultati e il prestigio del club.

The Kop - Anfield

Si tratta di una curva storica che da più di un secolo deve il nome ad una collina nella quale persero la vita tanti soldati originari di Liverpool. Una scelta insolita, inedita e affascinante.

Neanche il tempo di perdersi nel mito della ‘Kop’ che ci si imbatte subito in un altro mito, o meglio nella statua a lui dedicata: è Bill Shankly. Allenatore del Liverpool per 15 anni a cavallo tra il 1959 ed il 1974, la statua lo ritrae con al collo una sciarpa legata ad uno degli aneddoti più affascinanti del calcio inglese degli anni ’70. Il Liverpool aveva appena vinto il campionato 1972-73 e, durante il giro di campo celebrativo, un giovane tifoso aveva lanciato in campo la propria sciarpa che un poliziotto, per sgomberare il passaggio, aveva in fretta allontanato. “Non farlo, per te è solo una sciarpa, per lui rappresenta la vita”, disse Shankly all’agente prima di indossare la sciarpa che adesso lo accompagnerà per sempre nella leggenda.

Non manca, ovviamente, la celebrazione dei 96 tifosi morti tragicamente in occasione della tragedia di Hillsborough, ricordati con una targa commemorativa che ieri i giocatori della Roma, guidati da capitan De Rossi, hanno adornato con dei fiori.

Liverpool e il Liverpool sono così: affezionati ai loro miti, incantati da aneddoti e storie, innamorati delle loro leggende. “Anche il famoso scivolone di Gerrard meriterebbe una statua – ci suggerisce un collega inglese – perché il Liverpool è anche quello”. Già, quel perdersi sul più bello che tante volte ha frenato i ‘Reds’.

Ma tante sono state anche le soddisfazioni per il club di Liverpool, immortalate in dei meravigliosi collage che colorano la parte esterna dello stadio. Ci sono tutti: da Dalglish a Benitez, da Houllier a Gerrard, fino ad arrivare all’attuale capitano, Henderson, e all’attuale allenatore Jurgen Klopp che, a dispetto delle tante leggende sopracitate, possono vantare le ‘gigantografie’ più maestose.

Il motivo? Semplice, la storia del Liverpool va onorata, ma il presente è ciò che va vissuto e celebrato al massimo. Per renderlo storia da onorare a sua volta.  

Oggi la Roma sarà accolta così: da questo stadio che profuma di leggenda e che, tante volte, ha guidato il Liverpool nelle sue imprese più grandi. E quando i giallorossi passeranno sotto il celebre cartello con su scritto "This is Anfield" dovranno essere più forti anche del mito.

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