Juventus, il 50enne Allegri: "Dispiace per l'addio di Bonucci, sarebbe stato capitano"

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Allegri: "Mi dispiace che Bonucci si andato via, sarebbe stato il prossimo capitano della Juventus. Ma non credo sia stata colpa di nessuno".

Nel giorno del suo cinquantesimo compleanno il tecnico della Juventus Max Allegri si è voluto confidare ai microfoni di Premium Sport. Tanti gli argomenti affrontati, su tutti l'episodio più caldo dell'estate, ossia l'addio di Leonardo Bonucci.

Nessuna polemica nei confronti dell'ex difensore bianconero. "Mi è dispiaciuto molto che Bonucci sia andato via, sarebbe stato il prossimo capitano della Juventus ed avrebbe trasmesso ai nuovi il DNA bianconero. Ha fatto una scelta e di questo non va data la colpa a nessuno: nè al diretto interessato, nè alla società o all'allenatore".

La Champions deve essere un obiettivo e non un'ossessione. "In Europa sono stati fatti tanti passi in avanti, mi dispiace che in pochi abbiano apprezzato il valore delle due finali raggiunte in tre anni. Spero che col tempo possano essere rivalutate. Non vorrei rigiocare nessuna partita, vorrei solo giocare la prossima finale a Kiev. Ripartiamo motivati e senza ansia".

Gli hanno dato tanto fastidio le voci su quanto accaduto nell'intervallo di Cardiff. "Su Cardiff sono uscite troppe cose fantasiose, ma così fantasiose che nemmeno in un film forse sarebbero riusciti a raccontarle meglio. Ero preoccupato solamente perchè Pjanic e Mandzukic erano zoppi. Nel secondo tempo il Real da grande squadra ha capito che poteva accelerare e l'ha fatto".

Elogio per capitan Buffon. "Mi piace scherzare coi giocatori, ma al contempo ci vuole il rispetto dei ruoli. Devo però smentire chi dice che i giocatori sono tutti uguali, non è vero. Per esempio Buffon è diverso dagli altri, ha qualcosa di speciale. Avrà sicuramente un futuro importante da dirigente. Con lui mi confronto spesso ed anche lui ha ogni tanto bisogno dell'apporto dell'allenatore".

Champions League a parte, c'è da mantenere la supremazia in Italia con la conquista del settimo titolo consecutivo. "Il 7 è un bel numero, lo dico spesso ai ragazzi. Molti di loro hanno un DNA vincente e soprattutto grande disciplina. Ci sono delle regole da rispettare. E poi qualunque giocatore arriva alla Juventus sa bene che se può dare otto dovrà invece riuscire a dare nove".

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