Il nuovo Milan è cagionevole, arriva la cura: difesa a 3 già a Vienna

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Vincenzo Montella raccoglie i pezzi del suo Milan e lancia la difesa a tre come soluzione: "Quando abbiamo preso Bonucci avevamo questa intenzione".

Dopo le vittorie nei play-off di Europa League e le due consecutive in campionato, nessuno si aspettava un crollo così verticale del Milan. Contro la Lazio si sono invece palesati (tutti in una volta) i difetti che una squadra nuova come quella rossonera può accusare, anche fisiologicamente.

Ma il Milan, dopo un mercato faraonico e tante aspettative, non può perdere tempo ed urge trovare una soluzione in breve tempo. La prima Vincenzo Montella la metterà in pratica già giovedì ed è di natura tattica. Stiamo parlando della difesa a tre, per adesso usata solo una volta dal tecnico italiano.

Nel post-partita ha dichiarato con sincerità: "Quando abbiamo preso Bonucci c'era la volontà di giocare con la difesa a tre ma, soprattutto con l'infortunio di Romagnoli, non abbiamo potuto mai trovarla. Adesso lui sta meglio e la proverò già a Vienna. Provare una nuova difesa senza allenarsi mai insieme in partite di un certo tipo è veramente complicato".

Con il nuovo assetto, però, si deve andare in contro a scelte anche difficili. Perché è vero che entrano un difensore ed un attaccante, ma è anche vero che dovranno essere esclusi giocatori importanti, come ad esempio Suso.

PS Milan difesa a 3

Lo spagnolo è stato forse il migliore, insieme a Cutrone, di questo inizio di stagione, ma nel 3-5-2 sarebbe comunque fuori ruolo, anche ipotizzando un suo impiego da interno di centrocampo o come seconda punta. Ci sarebbe però spazio, come detto, per Romagnoli e per Kalinic, ultimo grande colpo di mercato del Milan.

La difesa a tre farebbe sicuramente bene a Bonucci (abituato da anni a giocare così) e ai due esterni: Conti nella scorsa stagione ha fatto la differenza in Serie A con questo modulo, mentre Rodriguez sarebbe più libero di scatenare la corsa ed il mancino. 

Montella, d'altronde, deve cercare di fare qualcosa di concreto, ed in fretta. Ma un 'problema' resta: "La squadra deve crescere e si deve conoscere, anche facendo ruotare i giocatori - ha affermato il tecnico rossonero - Questa partita ci ha detto che siamo indietro, ma la realtà è che si hanno delle reazioni importanti quando si ha un pensiero unico. E qui ci sono giocatori che si sono allenati insieme solo 3 o 4 volte...".

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