Il Napoli visto dal Valencia di Prandelli: “La più forte d'Europa”

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Appena dimessosi dal Valencia, Cesare Prandelli rivela: "I giocatori erano entusiasti del Napoli: il Real non ha già vinto". Sul suo addio: "Decisivo il mancato arrivo di Zaza".

Da pochi giorni non è più l'allenatore del Valencia. E dunque Cesare Prandelli può ora parlare da uomo libero. Prendendosela con il suo ex club, ma chiacchierando anche di altri argomenti: da Napoli-Real Madrid al futuro della nazionale italiana, passando per la 'sua' Serie A.

"Mi avevano promesso rinforzi, un investimento di 30 milioni poi molto ridotto" si lamenta alla 'Gazzetta dello Sport' l'ex ct, che torna a ribadire come per Simone Zaza fosse ormai fatta: "Chiudiamo con la Juve - svela - E invece la società blocca tutto e il 29 dicembre la vicepresidente, in videoconferenza, dice: 'Avete 24 ore per scegliere un centrocampista o un attaccante'. Ma come, dico io, la punta centrale è già fatta! Nessuna risposta. Allora mi prendo 24 ore di riflessione e poi mi dimetto: non abbiamo preso un giocatore... già preso. Missione finita".

Il padre di Zaza: "Vuole giocare in A"

Prandelli lascia un Valencia terzultimo, incapace di terminare una partita senza goal al passivo e a forte rischio retrocessione in Segunda: "Ci sono tanti giovani di prospettiva, ma in situazioni così ci vuole gente esperta: alcuni li ho visti piangere per i fischi del Mestalla".

Ben diversa è la situazione del Napoli, che affronterà il Real Madrid in Champions League: una spagnola contro la più spagnola delle italiane. "E proprio per questo in Spagna fa paura. Le dico solo che, quando nello spogliatoio abbiamo visto le partite di Champions, i giocatori mi hanno detto: 'Questa è la squadra più forte d’Europa!'. Il Real non ha ancora vinto".

Tornando a Prandelli, dopo la Nazionale la fatica è stata tanta: "Al Galatasaray ero terzo e mi hanno esonerato: capirà che non c’entrano i motivi tecnici. A Valencia ho cercato di sistemare in due mesi una squadra non mia: è difficile se non scegli i giocatori. Ma io ci sono, sono sempre lo stesso, cerco il gioco e il risultato come nel 2012".

Pep Guardiola dice che la sua carriera sta già volgendo al termine. Prandelli che ne pensa? "Un pensiero così forte, no, mai avuto. Ma l’idea di non allenare all’infinito sì. Se si parla di Trapattoni dobbiamo metterci tutti sull’attenti, ma lui è unico. Se tutti fossero come lui sarebbe un problema...".

Si parla anche dei giovani italiani, finalmente in crescita: "Che ci siano, ancora intendo, è bellissimo per il nostro movimento. Vuol dire che non ci siamo fermati". Uno di questi è Domenico Berardi, giocatore "tecnicamente straordinario, valori altissimi. Del carattere, poi, non so".

Si chiude con una promessa: Prandelli tornerà presto in panchina. "Sono determinato, adrenalinico, motivatissimo, ma non ho lasciato il Valencia per andare in un’altra squadra. Fatemi solo recuperare due idee e ne riparliamo presto: non ho in mente di ritirarmi, io".

 

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