Il match analyst di Opta a Goal: "Cagliari letale nell'ultimo quarto d'ora"

CondividiChiudi Commenti
Fabio Pisanu ha analizzato in esclusiva per Goal la stagione del Cagliari: "Rastelli è stato bravo a ottenere il massimo con quello che aveva".

Quella del match analyst è una professione sempre più diffusa in Gran Bretagna e nel Nord Europa, ma ancora poco in Italia. Goal ha intervistato in esclusiva Fabio Pisanu, analista di 'Opta Sports', vera e propria bibbia di statistiche e dati per chi si occupa di calcio, siano essi addetti ai lavori o mezzi di comunicazione. In questa stagione Fabio ha avuto modo di seguire a fondo le gare del Cagliari di Massimo Rastelli, del quale ha messo in evidenza alcuni aspetti molto interessanti. 

Buonasera Fabio, come sei diventato match analyst? "Buonasera Paolo. Io ho un passato da laureato in Scienze Motorie all'Università di Cagliari, e al termine dei miei studi ho fatto alcune esperienze da allenatore in Sardegna. Poi ho deciso di mettere a frutto le mie competenze e mi sono trasferito a Londra nel 2010. Qui inizialmente ho lavorato come allenatore in alcuni settori giovanili, quindi ho deciso di fare domanda per entrare in Opta Sports perché vedevo la match analysis come futuro del calcio e come strumento per la mia crescita tattica. Dopo un duro periodo di selezione e training, da quest'anno lavoro per loro come analista su svariate squadre, principalmente il Cagliari in Serie A e lo Sparta Rotterdam in Eredivisie".

Come si svolge concretamente il tuo lavoro con Opta? "Il mio è un lavoro 'in diretta', in pratica mi occupo di scandagliare tutto quello che fa una squadra in una determinata partita: passaggi, cross, tiri, contrasti etc.,  e di mappare il tutto per un software. Durante una partita, ci sono di solito circa un migliaio di dati rilevanti per squadra da mappare. Ovviamente, riferendoci alla Serie A, il dato varia da squadra a squadra e da partita a partita: quando ho seguito il Napoli, ad esempio, i dati rilevanti mappati sono stati 1300, mentre in Genoa-Cagliari di inizio anno le azioni del Cagliari sono state appena 600. Dopo averli mappati, i dati vengono poi trasmessi ai nostri partner".

I dati che voi ricavate sono affidabili al 100% o c'è un margine di errore? "Nel nostro lavoro non è presente alcun margine di errore. Ti faccio un esempio. Due domeniche fa ho analizzato il Cagliari contro il Pescara. Mentre io seguivo il Cagliari, contemporaneamente un mio collega seguiva la squadra avversaria. Ci sono statistiche che devono essere identiche per entrambi, come ad esempio i calci d'angolo per squadra. Altre che invece devono essere opposte, come i tackle vinti e quelli persi. Naturalmente il lavoro che facciamo ci permette di migliorare la lettura tattica delle partite. L'occhio umano è soggettivo e non può vedere tutto, a questo rimedia la match analysis".

Cagliari PS ita

Cosa puoi dirci della stagione del Cagliari, in base ai dati in tuo possesso? "Sicuramente posso dire, ad esempio, che il Cagliari è una squadra preparata dal punto di vista atletico e temperamentale. A questa affermazione ci arrivo attraverso un semplice dato: la percentuale maggiore dei goal sardi si registra nell'ultimo quarto d'ora delle partite, fra il 75' e il 90'. Ben il 26% delle reti messe a segno dai rossoblù sono arrivate nei finali di gara e questo non può essere un caso. In pratica il Cagliari è la nemesi del Crotone, che se non ci fossero stati gli ultimi 15 minuti si ritroverebbe non a lottare per la salvezza ma a metà classifica". 

Un aspetto negativo invece? "La maggior parte dei goal subiti dal Cagliari sono arrivati fra il 30' e il 60', il 40% dei goal subiti totali. Questo dice che se la squadra di solito entra in campo con il giusto atteggiamento, magari tende ad avere un approccio diverso a partita in corso e subito dopo l'intervallo. Ovviamente questi sono tutti dati importanti per un allenatore, che può migliorare questi aspetti oppure per la squadra avversaria che può sfruttare questo dato a suo favore".

A proposito di goal subiti, questo è stato uno dei problemi principali del Cagliari quest'anno... "La squadra a inizio stagione ha sofferto tanto per lo spazio che si creava fra il mediano, che allora era Di Gennaro, e i due centrali difensivi".

E' mancato in organico un difensore centrale scattista, in grado di anticipare gli attaccanti? "Assolutamente sì. Sulle palle alte Bruno Alves e Ceppitelli dominavano, anche per caratteristiche fisiche,  ma essendo entrambi "lenti" tendevano a indietreggiare tutti e due, a tenere la linea non altissima e di conseguenza la squadra si allungava e si creava molto spazio fra il centrocampo e la difesa. Così gli avversari ne approfittavano per colpire. La situazione, se si eccettua la gara con l'Inter che fa storia a sé, è migliorata con lo spostamento di Pisacane da terzino a difensore centrale e con un centrocampo più equilibrato".

Pisacane PS ita

Il reparto mediano è quello che ha subito maggiori variazioni durante l'anno. "Inizialmente, con Di Gennaro in regia, c'era geometria ma poca interdizione centralmente e mancava fisicità negli interni. Ora ritengo che la linea a tre composta da Barella, Tachtsidis e Ionita rappresenti la soluzione migliore sotto il profilo dell'affidabilità e dell'equilibrio tattico. Tachisidis è nella top 10 della Serie A per il numero di palloni recuperati, ed è quello che nel Cagliari ha fatto più assist assieme a João Pedro. Inoltre, pur essendo non rapidissimo è veloce di pensiero, gioca a 2 tocchi, corre tanto e smista molti palloni. Si abbina molto bene con Ionita, che è il giocatore rossoblù che corre di più (11 chilometri di media a partita) e sa inserirsi bene in avanti, e Barella, elemento di grande qualità tecnica".

Rastelli è stato più volte messo in discussione e, nonostante la salvezza raggiunta, si dice che in estate arriverà in Sardegna un altro allenatore. Per te va promosso o bocciato? "Per me Rastelli è stato bravo a ottenere l'obiettivo della salvezza senza avere a disposizione grandi risorse, ha avuto il merito di ottenere il massimo con quello che aveva, trovando le giuste contromisure tattiche per ogni situazione. Il Cagliari ha vissuto diverse fasi tattiche. All'inizio con il 4-3-1-2 non sfruttava le fasce e crossava poco, pur avendo un centravanti come Borriello, e attaccava soprattutto per vie centrali. Borriello segnava comunque, anche per meriti propri, ma con il passaggio al 4-3-2-1 e in qualche occasione, soprattutto in trasferta, al 4-1-4-1, si è iniziato a giocare sulle fasce e Borriello ne ha potuto beneficiare".

"Numeri alla mano, il Cagliari ha fatto meglio di altre squadre che hanno investito di più, penso ad esempio al Sassuolo, che è dietro in classifica, o che erano più accreditate, come il Genoa, che ancora non è sicuro della salvezza. Non bisogna dimenticare poi che Rastelli non ha avuto a disposizione per molto tempo, a causa degli infortuni, giocatori importanti come Ionita, João Pedro e lo stesso Melchiorri. Se devo trovargli una pecca, dico l'accantonamento di Di Gennaro, ma qui sconfiniamo in questioni contrattuali che nulla hanno a che fare con la match analysis".

Rastelli PS ita

L'articolo prosegue qui sotto

Parlando dei singoli, per Marco Borriello questa è stata la stagione della rinascita. "Oltre ai tanti goal, Borriello è un giocatore che dà tante soluzioni alla squadra. Non è soltanto bravo a dare profondità ma viene incontro, cuce e fa salire la squadra ed inoltre sa rendersi prezioso anche senza palla. Non è un caso che uno degli schemi principali del Cagliari sia quello del lancio lungo di Bruno Alves per Marco, che attaccando la profondità dietro i terzini avversari crea spazi per l'inserimento dei suoi compagni". 

Sau non è riuscito a trovare il goal con regolarità. "E' un giocatore che pur non avendo nelle gambe 20 goal, è molto importante per tutto quello che fa in campo. Quest'anno ha pagato anche qualche panchina, e il dualismo con Farias e Borriello quando si è adottato il modulo a una punta. Anche giocando sulla trequarti, Sau dà più equilibrio di Farias, il quale invece se sta bene può spaccare una partita anche entrando a partita in corso. Tecnicamente non si discute e si trova molto bene a duettare nello stretto con Barella quando arretra a centrocampo a legare il gioco, Anche sul piano della corsa dà tanto: in media corre 9,5 chilometri a partita, in pratica quasi quanto un centrocampista o un terzino come ad esempio Capuano".

Alla luce della bella esperienza che stai facendo a Londra con Opta, che obiettivi ti poni per il futuro? "Ho ricevuto delle proposte dalla Cina, dall'Africa e dagli Emirati Arabi, ma il mio sogno è quello di poter sfruttare il mio bagaglio di competenze nel mio Paese, magari nella mia regione, la Sardegna. A parte rari casi come i top club ed il Napoli ad esempio, dove Sarri è solito riprendere con un drone i suoi allenamenti per poi avere dei dati precisi su tutti i giocatori, la match analysis non è ancora molto diffusa come dovrebbe. Ma sono sicuro che nel giro di un paio d'anni la situazione cambierà e ci si adeguerà agli altri maggiori campionati europei. In Inghilterra è utilizzata normalmente non solo nelle prime squadre ma anche nei settori giovanili, come ho potuto constatare all'Arsenal e al Tottenham. In Italia, dalla Serie D in su, credo che ogni squadra in futuro non potrà farne a meno".

Prossimo articolo:
Classifica marcatori Champions League 2017/2018
Prossimo articolo:
Serie A, che cos'è e come funziona il VAR
Prossimo articolo:
The Best FIFA: data, voti, categorie, candidati e finalisti
Prossimo articolo:
Football Manager 2018, i giovani talenti da seguire
Prossimo articolo:
Juventus, sentenza biglietti-ultras: il 15 novembre la Corte d'Appello esaminerà i ricorsi
Chiudi