Icardi respinge le critiche: "Nessuno guarda i miei movimenti"

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Mauro Icardi replica a coloro che lo accusano di partecipare poco alla manovra: "Sono una punta centrale, devo allungare la difesa avversaria".

Dopo aver saltato la gara esterna con la Lazio per un risentimento muscolare, Mauro Icardi dovrebbe saltare anche l'ultima di campionato contro l'Udinese. Un finale di stagione davvero amaro per il capitano dell'Inter, che non potrà salutare il suo pubblico.

I 24 goal messi a segno in campionato non sono serviti ad addolcire la stagione nerazzurra, davvero pessima. Tanto che lo stesso Icardi è finito più volte nel mirino della critica: l'argentino, ospite a 'Inter Channel', risponde così a chi lo accusa di partecipare poco alla manovra.

"Sono una punta centrale, devo allungare la difesa avversaria. Nessuno guarda i miei movimenti, ma servono. Io mi metto quasi in fuorigioco, così il compagno che gioca dietro di me ha sempre spazio. Allungo la squadra e favorisco gli altri giocatori che possono inserirsi e tirare".

Icardi ammette di essere migliorato tanto dai tempi del suo arrivo all'Inter: "All'inizio ero un attaccante d'area e basta. Con Mancini sono cresciuto, è stato il primo a chiedermi certe cose mentre con Mazzarri giocavo solo davanti".

Da buon capitano Maurito giura fedeltà ai colori nerazzurri: "Tutti sanno che sono tifoso dell'Inter, per me è importantissima. Voglio giocare qua, l'ho sempre detto fin dal primo giorno che sono arrivato. Speriamo di vincere tutto l'anno prossimo e di iniziare subito bene per dare qualche gioia ai nostri tifosi".

Il nuovo ct argentino Sampaoli lo ha premiato col ritorno in nazionale, a quattro anni di distanza dalla sua unica apparizione: "Penso che sia un premio agli anni che ho fatto - replica Icardi - Sono stato convocato la prima volta quando sono arrivato in nerazzurro e adesso posso avere una seconda chance per far vedere il mio valore lì, al di là della grande concorrenza".

Icardi gioca per segnare e chissà che non possa arrivare anche una gioia di questo tipo con l'Argentina: "Il goal è la cosa più bella che può esistere per un attaccante, ti dà delle emozioni indescrivibili. Le esultanze? Ogni tanto, nell'euforia generale, qualche testata dai compagni arriva... Ma in quel momento non senti niente, sei troppo contento".

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