Ibrahimovic, Inzaghi, Baggio e Bonucci: quando la Juventus rinforza le rivali

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Non solo gli arrivi top dalle big italiane, la Juventus ha dovuto accettare anche il caso opposto: il caso Bonucci è solo l'ultimo di pochi.

Non serve girarci attorno. La Juventus ha rinforzato una diretta concorrente. Certo, il Milan viene da stagioni a dir poco deludenti in cui è rimasta anni luce dietro la regina Juventus, ma l'acquisto di Leonardo Bonucci porta i rossoneri ad un altro livello. I rossoneri potranno puntare allo Scudetto con una squadra così tanto rivoluzionata? Si vedrà, ma di certo il team si è rafforzato. A dir poco.

Capita molto di rado che la Juventus ceda uno dei suoi migliori giocatori a una delle big del campionato. L'opposto si realizza spesso verso l'estero, vedi Pogba , Vidal , Zidane nonchè Henry, ma quasi mai a livello interno. Madama è sempre stata colei che prende, non colei che dà.

Basti pensare a Higuain e Pjanic nell'estate 2016 dalle rivali Napoli e Roma, ma anche a Baggio dalla Fiorentina, a Emerson dalla Roma e al possibile arrivo di Bernardeschi in questa estate 2017. Invece stavolta anche la Juventus deve fare i conti con la cessione di un beniamino (ex) dei tifosi bianconeri, in cerca di nuove sfide ed opportunità diverse da quelle avute in questi anni sotto la Mole.

Era da sedici anni che la Juventus non decideva di vendere un proprio campione ad una big del campionato. Doveroso appunto: in realtà nell'estate del 2006 i bianconeri vendettero Ibrahimovic e Vieira all'Inter, con i quali i nerazzurri dominarono la Serie A senza problemi: in quell'occasione, però, Madama fu praticamente costretta, in virtù della retrocessione in B causata da Calciopoli.

Zlatan Ibrahimovic Inter Milano 10082006

Tornando indietro al 2001, sempre Milan e Juventus furono protagoniste: stessi attori, bianconeri e rossoneri, cifre simili, ruolo diverso. Filippo Inzaghi si trasferì dalla Mole al Duomo per fare la storia del Diavolo, diventandone adepto prediletto: due Champions vinte, tanti goal decisivi, gli urli liberatori e lo scatto sul filo del fuorigioco. Per 37 milioni di euro.

Ovviamente la storia è piena di campioni passati dalla Juventus ad altre big senza che a questi trasferimenti seguissero grandi trionfi: Peruzzi all'Inter, ad esempio, non portò il grandissimo portiere azzurro a diventare una delle bandiere imprescindibili. Per lui andrà meglio in maglia Lazio. Stesso caso per Salvatore Schillacci, a inizio anni '90.

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Concluso il ciclo alla Juventus, dopo il clamoroso passaggio in bianconero dalla Fiorentina, Roby Baggio finì al Milan nel 1995: vinse subito lo Scudetto, il secondo consecutivo dopo quello ottenuto l'anno prima con la stessa Madama. Come capitato a Ibrahimovic e Vieira insomma (anche se quello bianconero è stato poi eliminato da Calciopoli).

A inizio anni '60, ancora a proposito di Milan e Juventus, i bianconeri cedettero una grandrissima ala come Bruno Mora: dopo due anni di Torino, diventerà uno dei simboli del decennio rossonero, vincendo la Champions League e lo Scudetto, nonchè la Coppa delle Coppe e la Coppa Italia.

Negli anni '70 invece fu Benetti a rinforzare il Milan, oltre a Fabio Capello, che tra le polemiche rinforzò la Juventus in panchina dopo l'addio alla Roma. E qua spunta ancora una volta il senso opposto del destino bianconero: Carlo Ancelotti, da eterno secondo in bianconero a imperatore di casa Milan. Prima che a Casa Milan, nel presente, arrivasse Leonardo Bonucci. Sarà lui l'ultimo grande rinforzatore made Juve?

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