Goal incontra Paolo Maldini: “All’Italia non manca il talento, c’è poca programmazione”

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Intervista esclusiva a Paolo Maldini, tra Mondiali, VAR, Ronaldo e Gattuso: “Rino è stato una sorpresa in positivo”.

Dal momento del calcio italiano alla “sorpresa” Gattuso, passando per il trasferimento di Cristiano Ronaldo alla Juventus e la scelta di Buffon di inseguire il sogno Champions con la maglia del PSG: sono tanti gli argomenti toccati con Paolo Maldini, nuovo Brand Ambassador DAZN, intervistato in esclusiva da Goal.com.

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Sportivo a 360 gradi, grande calciatore ma oggi anche tennista a tutti gli effetti. Ma quali sono gli sport che ami guardare? “Lo sport mi piace in generale, infatti alle Olimpiadi guardo un pochino di tutto. Praticare magari gli sport nei quali riesco meglio, una volta finito di giocare a calcio, ho fatto tre anni di allenamenti di boxe e devo dire che l'allenamento della boxe è fantastico e poi ho iniziato a giocare a tennis e anche lì è un approccio totalmente diverso, essendoci uno strumento tra te e la palla ma gli sport in generale, il basket, soprattutto gli sport di squadra, mi piacciono molto”.

L’evento che hai seguito con maggior trasporto? “Questo Mondiale è stato molto bello devo dire, ero preoccupato perchè non c'è l'Italia ed è stato un dolore enorme però è un Mondiale molto equilibrato, le partite non sono mai scontate ed è stata una manifestazione molto riuscita”.

Tu sei l’idolo di milioni di persone, ma quali sono gli idoli nello sport di Paolo Maldini? “Bisogna andare nel passato, a me piaceva molto Antonio Cabrini, che era il terzino giovane della Nazionale quando io ho iniziato a vedere i Mondiali del '78, avevo 10 anni, poi mi piaceva Borg, Edwin Moses, Muhammad Alì, insomma, grandissimi campioni”.

Che ne pensi della VAR e come è cambiato il calcio, anche dal punto di vista emozionale, da quando è stata introdotta? “All'inizio non mi piaceva, devo ammetterlo, adesso la ritengo indispensabile perchè ci sono tante decisioni che possono essere prese solo con la VAR. All'inizio doveva esserci un pò di rodaggio, le pause erano abbastanza lunghe, ormai come nel tennis fa quasi parte del gioco, quindi il pubblico si è già abituato a queste pause, che poi alla fin fine se guardiamo a quanto tempo si perde non è tantissimo rispetto alle proteste verso l'arbitro”.

Maldini sulla VAR

Come si potrebbe migliorare? Magari con la chiamata dalle panchine? “Migliorare con la chiamata da parte delle panchine? Potrebbe essere ma già così è stato un grandissimo cambiamento, quindi dopo un anno solamente di sperimentazione ad alto livello è un grandissimo successo”.

Come pensi debba invece innovarsi e rinnovarsi il calcio italiano? “E' difficile, ci sono meno investimenti rispetto a prima per le squadre professionistiche, per quello che riguarda i settori giovanili siamo sicuramente inferiori, chiediamo meno ai ragazzi rispetto ai paesi esteri, programmazione da parte della Federazione veramente poca”.

Chi pensi possa essere il futuro del calcio italiano? “Adesso è un momento abbastanza particolare, cambio di generazione, Mondiale fallito, anche i giovani che si affacciano alla Nazionale sembrano meno forti di quello che sono. Non vorrei fare nomi però non credo che all'Italia manchi il talento per avere una squadra competitiva”.

1 milione e 400mila followers su Instagram, più di 2 milioni di like alla tua pagina Facebook. Ma che rapporto hai con i social e quale preferisci? “In generale non sono molto presente, nel senso che ho tanti followers ma non posto tanto. Ho sempre pensato che il privato debba rimanere privato, poi ho dei momenti nei quali voglio condividere determinati momenti con i fans e lo faccio. Dei due sicuramente Instagram è quello che seguo di più, è nato come scherzo, ero in vacanza con mia nipote e ho detto "secondo me se lo faccio oggi entro domani ho 10mila followers". Da lì è nato lo scherzo e sono diventato un fan di Instagram”.

Oggi i social sono parte integrante dell’essere calciatore. E’ una svolta positiva, quella di aprirsi al pubblico e alla comunicazione, o possono essere più i risvolti negativi? “E' una scelta individuale, non credo che uno debba fare la sua carriera e la sua vita sui social, poi c'è la vita reale che è un'altra cosa. E poi i social ti portano comunque un sacco di problemi se non li utilizzi bene, hai gli haters che possono comunque influenzare il tuo umore se non sei abbastanza forte”.

Maldini su CR7 Juventus

Il tema del momento è il passaggio di Cristiano Ronaldo alla Juventus. Pensi che lui sia esattamente ciò che è mancato alla Juve in questi anni per imporsi anche in Europa? “Magari è riduttivo ma se immagini la finale tra Juve e Real lui ha fatto due goal e a parti invertite poteva succedere il contrario, non c'era una grossa differenza tra le due squadre. Il Real ha comunque da parte sua una mentalità e una rosa di grandi campioni, la Juve è arrivata lì molto vicino, molte volte ci vuole anche un pò di fortuna e la Juve non è mai stata fortunata nelle finali”.

Altro trasferimento epocale è quello di Buffon al PSG. Avresti fatto una scelta simile? “E' difficile giudicare uno che è stato tuo collega, ognuno pensa con la propria testa, non la vedo come sbagliata, non va a giocare in Cina dove il calcio sinceramente vale molto meno rispetto a quello della Juventus ma va a giocare in una squadra che punta alla Champions League, quindi potrebbe essere il coronamento del suo sogno. Lui comunque è già passato dal Parma alla Juventus, quindi non è stato un uomo che è sempre rimasto in una squadra, vederlo all'estero sarà divertente, sono proprio curioso”.

E ti saresti mai immaginato invece, quando eravate compagni di squadra, di vedere oggi Gattuso sulla panchina del Milan? “No, quello no, sicuramente no. Però è stata una sorpresa in positivo, ha dimostrato di essere un allenatore preparato, di aver imparato tanto dalla sua esperienza da calciatore, ha avuto anche la fortuna di avere avuto un sacco di maestri come allenatori e poi Rino ha sempre avuto una grande personalità”.

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