Goal Economy - Tetto ai giocatori in rosa: ecco il Fair Play Finanziario 2.0

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Marco Bellinazzo de "Il sole-24 ore" ci spiega in che cosa consistono gli interventi pensati da Ceferin per migliorare il Fair play finanziario.

Bellinazzo

A sette anni dalla sua introduzione, la UEFA è pronta a modificare il fair play finanziario. Le riflessioni sono in corso da diversi mesi. Perché è evidente che se il Financial Fair Play ha drasticamente ridotto le perdite e i debiti del sistema calcistico europeo, non ha ampliato a sufficienza il perimetro dei club capaci di contendersi, per forza tecnica ed economica, i massimi trofei continentali.


Il Financial Fair Play non ha ampliato a sufficienza il perimetro dei club capaci di contendersi i massimi trofei continentali


A sorprendere nelle scorse settimane è stata una dichiarazione del presidente della Uefa Ceferin che, tra le più gravi inefficienze delle attuali regole europee, ha citato proprio l’Italia e il caso di quella «squadra con 103 giocatori». Molto probabilmente Ceferin aveva memoria di alcune situazione al limite verificatesi nel recente passato della Serie A, con il decotto Parma di Tommaso Ghirardi e il Genoa di Enrico Preziosi che vantavano rose extra-large. 

Aleksander Ceferin UEFA President

Ad oggi, per quello che è possibile ricostruire, la Juventus, con 68 giocatori contrattualizzati e due in rosa a titolo temporaneo, è il club italiano con più calciatori sotto controllo. Dietro alla Juventus c'è l’Udinese, con 28 giocatori in organico e 24 calciatori in prestito, pur essendo di proprietà del club friulano, per un totale di 51 giocatori controllati e uno riscattabile in estate. Uno in più della Roma, che in inverno ha lasciato partire Emerson e Moreno a titolo definitivo, riducendo a 50 il “roster” dei calciatori sotto contratto (in entrata è arrivato il solo Silva, ma in prestito). Il Milan, invece, è una delle poche squadre ad avere quasi tutti i propri tesserati in organico: ventinove su trentasei, dopo l’accordo per la risoluzione contrattuale di Paletta a gennaio.


Ceferin con la "squadra da 103 giocatori" si riferiva probabilmente al Parma di Ghirardi o al Genoa di Preziosi di qualche anno fa. A oggi, la Juventus ne controlla 68 e l'Udinese 52


Indubbiamente questi numeri possono prestarsi a interpretazioni differenti. In qualche caso, sono il risultato di un vero e proprio business plan del club che pianifica l’ingaggio di giovani calciatori da valorizzare e rivendere sul mercato. In qualche altro caso, sono il frutto di un riposizionamento della società che sfruttando il proprio settore giovanile prova a selezionare un organico di alto livello a partire da una rosa ancora da esplorare. In qualche altro caso, però, possono essere la spia di una strategia di mercato fin troppo aggressiva che facendo leva su prestigio e disponibilità finanziaria punta ad accaparrarsi preventivamente tutti i migliori prospetti per inserirli gradualmente in organico o farne “merce di scambio” in sede di altre trattative.

Chiellini Maxi Lopez Udinese Juventus

Tutto queste ipotesi rientrano nel novero della libertà d’azione dai club ed è difficile immaginare una limitazione preventiva da parte della UEFA. I ricorsi alla Corte di Giustizia della UE avrebbero buon gioco. A meno che non si riscontrino gli estremi per condotte monopolistiche che violano la concorrenza nel settore. Più facile da teorizzare che da provare in un’aula.


L'idea di Ceferin sarebbe limitare la differenza tra spese e ricavi ammissibili durante la campagna trasferimenti: solo chi se lo può permettere può sforare


Ad ogni modo, Ceferin e la UEFA hanno anticipato la volontà di modificare i regolamenti sul fair play finanziario, includendo anche un maggiore controllo sulle rose, come confermato anche dal presidente della FIFA Infantino. La base di partenza del nuovo sistema sarà la trasparenza: pubblicazione dei bilanci sui siti ufficiali dei club con il dettaglio delle spese per agenti e intermediari. Ma il fair play finanziario 2.0, almeno nelle intenzioni, punta a incidere su un aspetto sempre più cruciale nella vita dei club: il calciomercato. Con la prospettiva di limitare la differenza ammissibile tra spese e ricavi relativi alla campagna trasferimenti, concedendo la possibilità di «sforare» solo a chi può permetterselo. Un riferimento al Paris Saint-Germain e alle vie traverse che il club parigino sta affrontando dopo aver acquistato Neymar a 222 milioni di euro e Mbappé a 180 milioni (formalmente in prestito).

Lionel Messi Philippe Coutinho Barcelona

Limitare la spesa, ma anche il numero di giocatori contrattualizzati. La riforma del Fair Play Finanziario dovrebbe ridurre drasticamente il numero di tesserati: tra le ipotesi c'è quella di una soglia posta a venticinque giocatori, che oggettivamente rappresenterebbe un ostacolo anche per moltissimi club europei. Il Chelsea controlla cinquantasei calciatori, mentre società come il Barcellona adottano lo stratagemma delle squadre B per ridurre il numero effettivo di tesserati, “spostandolo” nella squadra satellite.


Si parla di una soglia massima di 25 giocatori tesserabili. Tuttavia, già in altri campionati lo schema sarebbe aggirabile (vedi il Barcellona e la sua squadra B)


In tutto i catalani hanno ventinove giocatori tra quelli in rosa e quelli girati in prestito, a cui però andrebbero sommati i ventotto orbitanti nel Barça B tra giocatori in organico e altri in giro a titolo temporaneo. Il progetto di Ceferin, comunque, è ancora in fase di studio. La riunione del Comitato Esecutivo a fine maggio sarà decisiva per l'entrata in vigore dei nuovi regolamenti. L’obiettivo finale resta quello di rendere quanto più equilibrato possibile il calcio in Europa.

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