Goal Economy - La Serie A è più "internazionale" con Perform

Marco Bellinazzo de "Il sole-24 ore" ci illustra i cambiamenti portati dai diritti TV per la Serie A nel triennio 2018-2021, come l'arrivo di Perform.

Bellinazzo

L’incasso di 1,4 miliardi a stagione per il triennio 2018/21, che può salire con i bonus variabili fino a un massimo di 150 milioni legati ad abbonati e revenue share, se non permette alla Serie A di sopravanzare la lontanissima Premier, la Liga spagnola e la Bundesliga, consente di tener lontana la Ligue 1. Quest’ultima grazie a Mediapro e beinSport ha raggiunto il record di 1,1 miliardi a stagione per il quadriennio 2020/24 nei diritti domestici. Ma ha ancora meno appeal della Serie A nei mercati internazionali.

Nelle casse dei club di A vanno 973,3 milioni di euro di fisso rispetto ai 945 milioni pagati nel triennio appena concluso da Sky e dal Biscione.  Sfilatasi Mediaset, stavolta sono servite cinque ore di negoziati per i rilanci di Sky e Perform, accettati dall'assemblea.

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Al di là di Sky che si conferma editore principe del calcio italiano (e che con gli accordi di ritrasmissione, con stesso marchio e telecronaca del titolare di diritti, punta a scongiurare il rischio per i clienti/tifosi di un doppio abbonamento), la vera novità di questa assegnazione, come ha sottolineato il presidente della Lega, Gaetano Miccichè, è che “per la prima volta si è affacciato un soggetto internazionale”, con Perform. Al momento 7 partite a giornata sono su Sky (2 sabato, alle 15 e alle 18; 4 domenica, 2 alle 15, una alle 18 e 20.30; e il posticipo di lunedì sera). Inoltre, in base alla formula 'pick', Sky può collocare nei propri slot orari 16 dei 20 big match. Perform invece si è assicurata 3 gare, una sabato alle 20.30 e 2 domenica, alle 12.30 e 15 (e ha 4 scelte sui big match).

In teoria i licenziatari grazie al diritto di ritrasmissione possono fare accordi con chiunque. Quindi potrebbe rientrare in gioco anche Mediaset per Premium che ha offerto 200 milioni a stagione per il pacchetto da 4 gare quotato 408 milioni, e non ha rilanciato, definendo il bando "totalmente sbilanciato".

DAZN Italia

Perform Group, proprietario, tra i vari asset, anche del network di siti GOAL, di Runningball e di OptaSports, opererà attraverso DAZN (si pronuncia "The Zone"), piattaforma di streaming di eventi sportivi live lanciata nel 2015, presente fino a oggi solo in tre mercati: il Canada, il Giappone e il cosiddetto DACH (Germania, Austria, Svizzera tedesca). E si prepara a sbarcare negli Usa. L'approccio di DAZN, come ha spiegato il Ceo di Perform Group Simon Denyer, vuole essere innovativo: “Daremo al pubblico un posto unico dove gustarsi il proprio sport preferito, per un prezzo accessibile e alla portata di tutti”. L’abbonamento punta sulla flessibilità in stile Netflix : dopo il primo mese di prova, si passa a un canone mensile fisso, che può essere disdetto in qualsiasi momento, senza vincoli nè penali. Il costo varia da Paese a Paese: in Canada 13,10 euro, 9,99 in Germania e Austria, in Svizzera 11,90 e in Giappone 14,10.

DAZN acquista diritti, ma all’occorrenza è anche un aggregatore di più canali. In Canada, ritrasmette i canali BeIn e MLB network. DAZN in Giappone, Canada, Germania, Svizzera e Austria opera come un servizio disponibile per una grande varietà di device: smartphone e tablet, smart TV, app, consolle per videogiochi e principali browser. E' possibile guardare un massimo di due eventi diversi in contemporanea con lo stesso account. Per il mercato tedesco, il pacchetto prevede gli highlights della Bundesliga e la trasmissione delle partite di Serie A, Premier League, Liga, Ligue 1, J-League, NBA, NFL, NHL, il tennis dei circuiti WTA, ATP 250, Coppa Davis, Fed Cup e Sei Nazioni di Rugby. In Canada, l'offerta prevede Serie A, Liga, Ligue 1, Champions ed Europa League, i tornei CONCACAF e CONMEBOL, NFL, KHL (la Kontinental Hockey League, il secondo torneo di hockey ghiaccio al mondo), i tornei del circuito ATP e WTA: tutto con telecronaca in doppio audio inglese e francese.  Per il Giappone, il pacchetto non prevede Premier League e Sei Nazioni ma in compenso offre come fiore all'occhiello la visione di tutte le partite della locale J-League, grazie a un accordo per 10 anni (fino al 2026) da 210 miliardi di Yen (circa 1,7 miliardi di euro).

La trasmissione in streaming e la banda larga con la diffusione del 5G sono rappresentano la vera sfida per questa tipologia di soggetti ovunque operino. Lo sarà per Perform in Italia, come per Amazon in Inghilterra dove ha appena acquistato un pacchetto di 20 match stagioni per sondare il terreno e il proprio modello di business in un mercato florido prima di aggredire gli altri comparti dei diritti sportivi al di qua e al di là dell’Atlantico.

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