Calciomercato Juventus, Marchisio non è più incedibile

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Le panchine collezionate da Marchisio iniziano a fare rumore. E sul futuro non c'è nessuna certezza: le parti decideranno a fine stagione.

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La panchina di Claudio Marchisio nel derby della Mole ha fatto parecchio rumore. Il centrocampista della Juventus, rimanendo alla stretta attualità, è riuscito a trovare una maglia da titolare contro la Fiorentina. Dopodiché, due esclusioni di fila tra Tottenham e Torino. Il tutto, chiave di lettura principale, con Blaise Matuidi in infermeria.

Decisioni, quelle adottate da Max Allegri, che fanno capire come il Principino non sia ancora al top della condizione. Ma, giunti a questo punto, i dubbi sul futuro aumentano sensibilmente.

I campioni d'Italia, finora, hanno fatto sempre quadrato attorno al 32enne mediano piemontese. Basti pensare alle puntate precedenti e, nel dettaglio, alle voci riguardanti il Milan. I rossoneri, in piena fase di ricostruzione, avrebbero pensato seriamente di strappare – dopo Leonardo Bonucci – un altro pezzo pregiato dalle grinfie bianconere. Semaforo rosso.

I dirigenti juventini considerano Marchisio a tutti gli effetti un simbolo. E, solitamente, i simboli non hanno prezzo. Peccato, tuttavia, che il calcio sappia sempre stupire. In positivo e negativo. Il quadro è cambiato diametralmente e, sebbene Claudio sia legato da un contratto con la Signora fino al 2020, le sorprese potrebbero essere dietro l'angolo.

Le gerarchie, in chiave 4-3-3, in casa Allegri sono state definite già da qualche tempo: Sami Khedira, Miralem Pjanic e Matuidi. Dopodiché, valutando i rispettivi periodi, arrivano gli altri. Un quadro che con il trascorrere dei mesi rischia di scoraggiare le “alternative”. Categoria in cui, minutaggio alla mano, rientra pienamente Marchisio.

Detto questo, essendo un periodo degno di impegni ravvicinati e decisivi, il Principino dovrebbe presto partire nuovamente dal 1'. Verosimilmente, ragionando nel breve termine, contro l'Atalanta in occasione della semifinale di ritorno di Coppa Italia.

Le presenze stagionali, al momento, sono 13. Non il massimo per un giocatore, normalmente, abituato ad essere ritenuto importante se non indispensabile. Ma da quel maledetto 17 aprile 2016 il quadro è cambiato. La storia è nota. Con la Juventus che supera per 4-1 il Palermo e che, al tempo stesso, perde Marchisio per un grave infortunio: rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Il rientro è stato tutto in salita.

Il massimo splendore tarda ad arrivare. E, nel frattempo, il club torinese non resta a guardare. Non solo Emre Can. L'ad Beppe Marotta lavora alacremente per assicurarsi la firma del tedesco in uscita dal Liverpool. Un colpo, a parametro zero, destinato a rivelarsi clamoroso. Parallelamente, occhi puntati sulla bontà del movimento nostrano.

La Juventus segue con attenzione Lorenzo Pellegrini ('96) della Roma, che potrebbe lasciare in estate i giallorossi tramite una clausola rescissoria da circa 30 milioni. Mentre resta vigile lo sguardo su Bryan Cristante ('95), punto fermo dell'Atalanta, pronto a diventare interamente della Dea a giugno. Il cartellino del tuttofare friulano, per l'appunto, attualmente appartiene al Benfica.

Uno scenario che potrebbe spingere Marchisio a valutare seriamente il clamoroso addio. Sullo sfondo, per rimanere in tema, il sogno americano. Ma questa è un'altra storia. Ancora tutta da scoprire.

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