Bernardeschi è maturo: in Valencia-Juventus prova da leader

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L'esterno toscano ha superato brillantemente l'importante esame del Mestalla: una prova totale a consolidare le certezze di Allegri.

Buona la prima. Anzi, ottima. La Juventus rientra da Valencia con un pieno d'entusiasmo, e di punti, pur con un Cristiano Ronaldo da consolare. Espulso alla sua prima in Champions League con la casacca bianconera, il fuoriclasse portoghese s'è limitato a osservare l'impresa dei suoi compagni, che in inferiorità numerica sono riusciti a espugnare il Mestalla.

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Una prova, quella proposta dalla Vecchia Signora, complessivamente pimpante. Impreziosita dal contributo di Federico Bernardeschi. Perché se in termini di reti, realizzando i due rigori, Miralem Pjanic s'è contraddistinto per precisione e personalità, l'esterno carrarino ha dimostrato di essere un giocatore di livello assoluto. E i miglioramenti, dall'alto delle ventiquattro primavere, certamente non mancano.

Massimiliano Allegri si fida totalmente dell'ex Fiorentina, tanto da avergli affidato in questo avvio di stagione un posto prestigioso nelle gerarchie offensive. Le risposte, d'altro canto, sono state finora incoraggianti: qualità e quantità. Oltre a essere un profilo dotato di grande classe, il numero 33 bianconero sotto la Mole ha anche ampliato gli orizzonti tattici, diventando un elemento affidabile per tutti i sistemi di gioco. Ma non è finita qui.

Alla Continassa – laboratorio juventino – si vocifera che l'allenatore livornese stia provando Bernardeschi con costanza nel ruolo di mezz'ala. Detto questo, senza andare troppo in là con la fantasia, il toscano giganteggia come ala e anche a Valencia ha messo in mostra un repertorio sopraffino.

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Nel momento di maggiore difficoltà, elevandosi per carattere e capacità, l'istrionico biondino ha trascinato la Juventus verso la vittoria, proponendo – specialmente nella prima frazione di gara – un apporto fondamentale. Così commentato al termine della sfida da Allegri: “Federico è arrivato l'anno scorso con noi, in poco tempo è cresciuto e ha capito come si deve fare in una grande squadra, è migliorato globalmente: ma soprattutto il salto che ha fatto – ed è merito suo – è quello mentale ”.

Musica per le orecchie del diretto interessato, maturo tanto in campo quanto davanti alle telecamere: “Sono contento della prestazione, sono contento della vittoria ottenuta in un campo non semplice. La partita si è complicata, ma abbiamo reagito da grandissimo gruppo quale siamo. L'importante è sacrificarsi mettendoci cuore, umiltà e volontà. Queste sono le basi da cui partire per fare una grandissima stagione, sia personale sia di squadra ”.

Bernardeschi, intanto, è sulla buona strada per ergersi a leader. Basti vedere l'atteggiamento adottato in occasione dell'espulsione di Ronado: “Sei il numero uno ”. Una frase apparentemente semplice, ma in realtà densa di significato visti il momento e i protagonisti. Nulla di sorprendente. In barba dell'aritmetica, nella Juve di Cristiano il 33 può diventare multiplo di 7.

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