Ausilio e la stagione no dell'Inter: "Non c'è un gruppo"

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Piero Ausilio parla dei piani futuri dell'Inter: "Suning potrebbe prendere anche Cristiano Ronaldo ma c'è il Fair Play Finanziario".

Quello che è iniziato lo scorso giugno all’Inter, è un nuovo corso che ha come obiettivo riportare i nerazzurri ai fasti di un tempo. Tuttavia però, la compagine meneghina è stata protagonista di una stagione estremamente deludente che, con ogni probabilità, si chiuderà senza una qualificazione europea.

Piero Ausilio, parlando durante Il Corso di Diritto Sportivo e Giustizia Sportiva all'Università degli studi di Milano, ha spiegato: “L’Inter ha lasciato un concetto di proprietà famigliare come era quella di Moratti. E’ stato un percorso stupendo ricco di passione e non fatto di business. Moratti non ha guadagnato un soldo con l’Inter ma è stato felice di emulare suo padre. E’ stato Thohir a fare un bel business e a favorire l’inizio di un percorso che prevede il rinforzarsi ma tenendo contro anche dei ricavi. Oggi tutto deve essere proporzionato, dobbiamo adeguarci a ciò che impone la UEFA”.

Oggi in Italia il club dominante è la Juventus: “Noi abbiamo un tetto salariale da rispettare e tra la Juventus che partecipa regolarmente alla Champions e noi ci sono circa 200 milioni di differenza. Dopo la retrocessione hanno investito sui giovani, hanno lavorato sullo sviluppo commerciale, hanno costruito lo stadio e contano sulle entrate della Champions League. Sarà dura recuperare, ma noi non vogliamo arrenderci. Si deve rischiare qualcosa e quando rischi può andare bene o male. Dovremo puntare sui giovani”.

Ausilio ha anche svelato di aver provato a prendere Dybala: “Il tentativo l’Inter lo ha fatto, ma c’erano 20 milioni di differenza con la Juventus e quindi è andato lì”.

Ora si può ripartire dalla solidità di Suning: “Non si possono spendere 200 milioni in sede di mercato, non è possibile. Suning potrebbe comprare anche Cristiano Ronaldo se lo volesse ma non può farlo perché c’è il Fair Play Finanziario. Abbiamo bisogno di tempo e di non commettere errori, cosa che non è successa quest’anno”.

Il direttore sportivo nerazzurro ha così commentato la brutta stagione dell’Inter: “Siamo partiti con grande entusiasmo e con una nuova proprietà, poi l’allenatore, ad una settimana dall’inizio della stagione, è andato via o si è deciso di mandarlo via. Non è stato il modo migliore per iniziare la stagione, ci siamo ritrovati in ritardo, siamo ripartiti da un tecnico che non conosceva il calcio italiano e che voleva fare un gioco diverso. Se non programmi bene, sbagli la stagione e l’Inter ha programmato male, anche se la rosa è buona e per molti eravamo l’anti-Juve”.

Ausilio ha anche criticato il modo di comunicare dell’Inter: “Dopo la sconfitta con la Juve tutti hanno iniziato a parlare di Conte al posto di Pioli, in quel momento dovevamo dare supporto al tecnico. La comunicazione oggi è tutto, abbiamo tre giornali che parlano tutti i giorni di calcio, Tv che parlano 24 ore su 24”.

A detta di molti l’Inter non dà una sensazione di compattezza in campo: “I ragazzi si allenano bene, ma non sono riusciti a creare un gruppo e questo per questioni di età ma anche di valori. Non abbiamo cattivi ragazzi ma non sono un gruppo, in troppi pensano a se stessi”.

Da settimane circola il nome di Conte in orbita Inter: “Pensiamo ad allenatori con quelle caratteristiche ma poi devi confrontarti con il mercato. Gli allenatori al top sono nei club al top”.

 

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